Cartelle esattoriali: valida la notifica con raccomandata

Cartelle esattoriali: valida la notifica con raccomandata

La pronuncia della sesta sezione civile della Corte di Cassazione (n.2549), pubblicata lo scorso 1 febbraio, questa volta si è mostrata favorevole per l’Agente della Riscossione, in riferimento alla questione del perfezionamento della notifica di una cartella esattoriale, o come nel caso di specie, di un avviso di intimazione di pagamento, notificati mediante posta ordinaria.

Secondo la CTR-Puglia (sez. Lecce), all’Agente della Riscossione non è consentito “di individuare le modalità procedurali di notificaione e il soggetto ricevente, nonché la riferibilità dell’avviso di ricevimento a un determinato atto della procedura notificatoria e quant’altro occorra per avere certezza che l’atto sia entrato nella sfera di conoscenza e/ o conoscibilità dell’interessato”.

Ebbene, secondo gli ermellini, la fotocopia dell’avviso di ricevimento depositato in giudizio conteneva tutti gli estremi necessari per individuare il destinatario dell’atto intimato. Infatti, per il Collegio è sufficiente, per il relativo perfezionamento della notifica, che la spedizione postale sia avvenuta con consegna del plico al domicilio del destinatario, senza altro adempimento ad opera dell’ufficiale postale se non quello di curare che la persona da lui individuata come legittimata alla ricezione apponga la sua firma sul registro di consegna della corrispondenza, oltre che sull’avviso di ricevimento da restituire al mittente. Qualora mancassero nell’avviso di ricevimento le generalità della persona cui l’atto è stato consegnato e/o la relativa sottoscrizione sia inintelligibile, l’atto è comunque valido, poiché la relazione tra la persona cui esso è destinato e quella cui è stato consegnato costituisce oggetto di un preliminare accertamento di competenza dell’ufficiale postale. Tale accertamento fa piena prova fino a querela di falso, ai sensi dell’art. 2700 c.c.

Tra l’altro, l’indicazione del numero della cartella sull’avviso di ricevimento, in quanto sottoscritto dal destinatario ha valore sul piano presuntivo e ai fini del giudizio sul riparto dell’onere della prova. Ragion per cui, incombe solo sul destinatario l’onere di provare l’asserita non corrispondenza della dichiarazione ricevuta, perché la raccomandata non conteneva alcun atto o conteneva un atto diverso, rispetto a quella indicata dal mittente, non potendo il destinatario limitarsi ad una generica contestazione dell’invio della raccomandata.

Ed ancora, ai fini della validità della notifica, il fatto che l’Agente della Riscossione abbia prodotto l’avviso di ricevimento mediante l’allegazione di fotocopia non autenticata, poiché la regola posta dal codice civile ex art. 2719 c.c.,  per la quale le copie fotografiche o fotostatiche hanno la stessa efficacia di quelle autentiche, non solo se la loro conformità all’originale è attestata dal pubblico ufficiale competente, ma anche qualora detta conformità non sia disconosciuta dalla controparte, con divieto per il giudice di sostituirsi nell’attività di disconoscimento alla parte interessata, trova applicazione generalizzata per tutti i documenti.

Ergo, in caso di notifica di una cartella esattoriale tramite raccomandata, non è necessaria la relata di notifica.

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Giuseppe Di Micco

Il dott. Giuseppe Di Micco è nato a Napoli il 04/09/1986 e residente in Casoria (NA) alla via Ofanto 10. Dopo le scuole primarie, ha frequentato il liceo classico statale “GANDHI” di Casoria, conseguendo nel luglio del 2005 il diploma di maturità classica con votazione 96/100. Iscritto presso la facoltà di Giurisprudenza dell’ Università “Federico II” di Napoli, ha riportato il 06/07/2011, il titolo di dottore magistrale in Giurisprudenza con votazione 110 e lode discutendo una tesi in diritto canonico, dal titolo “Aspetti liturgici nel diritto canonico”. Iscritto presso il Registro dei Praticanti Avvocati di Napoli con delibera consiliare del 25/10/2011, ha svolto l’attività di pratica forense presso l’Avvocatura Distrettuale dello Stato di Napoli, svolgendo sia attività di udienza che di redazione di atti e pareri in merito al contenzioso della P.A. Accanto alla pratica forense dopo la laurea ha cominciato a partecipare alle attività culturali organizzate dalla sezione di Diritto Ecclesiastico e Canonico del Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Napoli “Federico II”. Nell’ottobre del 2012 è stato vincitore al concorso pubblico per l’ammissione alle scuole di dottorato di ricerca dell’Università Statale di Milano, in particolare per il dottorato in Scienze Giuridiche – Curriculum in Diritto Ecclesiastico e Canonico (Ciclo 28). Il 29 gennaio 2016 ha conseguito il titolo di dottore di ricerca, superando l’esame finale con la discussione di una tesi dal titolo "Matrimonio e consumazione nei diritti religiosi". Praticante Avvocato abilitato collabora attualmente presso studi legali di diritto civile, in particolare in materia di infortunistica, diritto del lavoro, diritto bancario, riscossione esattoriale. Collabora, inoltre, per il comitato di redazione della rivista on line Gazzetta Forense e Salvis Juribus con commenti a sentenze in materia di diritto civile. Collabora attivamente in ambito ecclesiale soprattutto nell’ambito liturgico e della formazione giovanile; è stato per il biennio 2013-2015 Presidente della Gioventù Francescana (GIFRA) di Afragola (NA). Attività scientifiche E’ stato organizzatore e moderatore del convegno dal titolo “La tutela della famiglia nell’ordinamento secolare e canonico. Aspetti pastorali e riforme processuali”, organizzato il 4 maggio 2018 presso la Pontificia Basilica S. Antonio da Padova Afragola (NA), accreditato presso il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Napoli Nord, con il patrocinio dell’Associazione forense di Afragola e dell’Unione Giuristi Cattolici Italiani. Recapiti: 3336406057; giu_seppe_86@hotmail.it; pec:dimicco_giuseppe@pec.it

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