Cassa Forense: niente indennità di maternità al papà avvocato

Cassa Forense: niente indennità di maternità al papà avvocato

Respinta la richiesta dell’avvocato. Nessuna discriminazione nel riconoscere l’indennità solo alla donna. Tale privilegio è legato alla prioritaria necessità di tutelare il nascituro e la salute della madre.  

Lo ha chiarito la Corte di Cassazione, sez. Lavoro, con la sentenza n. 8594 depositata il 2 maggio 2016.

Un avvocato siciliano rivendicava il proprio diritto, come padre, a «percepire l’indennità di maternità», ovviamente «in alternativa» figura materna.

Per i giudici di Appello, contrariamente a quanto affermato in Tribunale, vi sono, invece, «oggettive differenze» tra i papà e le mamme, e tale «diversità di genere» può «giustificare una maggiore e speciale tutela per la madre biologica».

Peraltro, su questo delicato tema la Corte Costituzionale, ricordano i giudici territoriali, ha affidato «al legislatore» il compito di rimediare «con un provvedimento di legge» alla «minorata tutela riservata al genitore di sesso maschile».

Secondo il papà avvocato, però, i giudici costituzionali hanno censurato la mancata possibilità per il «padre» di «percepire, in alternativa alla madre, l’indennità di maternità». E ciò senza riferimento, evidenzia il legale, «ai soli casi di adozione ed affido», essendo in ballo «la paternità».

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La decisione degli Ermellini

I magistrati hanno respinto l’ipotesi di una parificazione totale tra «padre e madre» rispetto all’«evento ‘maternità».

Prioritaria è la «tutela del nascituro» e, di conseguenza, quella della «salute della madre».

Ebbene, tanto legittima una posizione più forte della donna rispetto all’uomo.

Possibile comunque la «parità di trattamento tra i coniugi», ma solo in relazione a situazioni particolari, come «l’infermità della madre o il suo abbandono del nucleo familiare», o «nei casi di adozione ed affidamento» che, soli, «giustificano un’estensione anche al padre dell’indennità di maternità».

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Avv. Giacomo Romano

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Nato a Napoli nel 1989, ha conseguito la laurea in giurisprudenza nell’ottobre 2012 con pieni voti e lode, presso l'Università degli Studi di Napoli Federico II, discutendo una tesi in diritto amministrativo dal titolo "Le c.d. clausole esorbitanti nell’esecuzione dell’appalto di opere pubbliche", relatore Prof. Fiorenzo Liguori. Nel luglio 2014 ha conseguito il diploma presso la Scuola di specializzazione per le professioni legali dell'Università degli Studi di Napoli Federico II. Subito dopo, ha collaborato per un anno con l’Avvocatura Distrettuale dello Stato di Napoli occupandosi, prevalentemente, del contenzioso amministrativo. Nell’anno successivo, ha collaborato con uno studio legale napoletano operante nel settore amministrativo. Successivamente, si è occupato del contenzioso bancario e amministrativo presso studi legali con sede in Napoli e Verona. La passione per l’editoria gli ha permesso di intrattenere una collaborazione professionale con una nota casa editrice italiana. È autore di innumerevoli pubblicazioni sulla rivista “Gazzetta Forense” con la quale collabora assiduamente da giugno 2013. Ad oggi, intrattiene collaborazioni professionali con svariate riviste di settore e studi professionali. È titolare di “Salvis Juribus Law Firm”, studio legale presso cui, insieme ai suoi collaboratori, svolge quotidianamente l’attività professionale avendo modo di occuparsi, in particolare, di problematiche giuridiche relative ai Concorsi Pubblici, Esami di Stato, Esami d’Abilitazione, Urbanistica ed Edilizia, Contratti Pubblici ed Appalti.

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