La chiarezza e la sinteticità degli atti giudiziari quali “criteri – fari” della Suprema Corte

La chiarezza e la sinteticità degli atti giudiziari quali “criteri – fari” della Suprema Corte

Un’altra interessante pronuncia quella che è stata emessa dalla Suprema Corte n.21297/16, del 22 ottobre scorso, con la quale si sono chiariti, nuovamente, i criteri per redazione degli atti giudiziari innanzi all’organo di legittimità.

La pronuncia non nuova sul tema si riferisce ad una vicenda portata innanzi alla S.C. ove viene rigettato per inammissibilità il ricorso proposto ai sensi dell’art. 366 comma 3 c.p.c. ovvero in quanto carente dell’esposizione sommaria esposizione dei fatti della causa.

La Suprema Corte lamenta in particolare la trascrizione completa dell’atto di appello della medesima ricorrente. Pertanto l’alluvionale esposizione dei fatti rende il ricorso inammissibile proprio perché si scontra con i principi redazionali in materia di ricorsi elaborati da tale Corte di legittimità.

L’organo di legittimità conferma pertanto il suo orientamento sui cd “ricorsi farciti” ovvero ricorsi che riproducono totalmente o parzialmente gli atti pregressi della causa. Già la stessa si era pronunciata, a sezioni Unite n.19255/10. I criteri erano già stati ampiamente ribaditi anche da diverse pronunce a sezioni semplici (sent. nn. 17002/13; 26277/13).

La decisione contenuta nella sentenza costituisce, quindi, un ulteriore passo verso quella direzione che è stata intrapresa dal giudice di legittimità già nel dicembre scorso. E’ infatti quasi un anno fa la stipula tra Suprema Corte e Consiglio nazionale forense di due protocolli di intesa: uno in materia civile e tributaria e il secondo in materia penale. Entrambi contengono regole chiare e precise in ordine alla redazione dei ricorsi sia sul punto di vista qualitativo e quantitativo.

In conclusione tale statuizione rappresenta pertanto una “cartina di tornasole” per l’applicazione dei protocolli indicati. Da ciò emerge quanto la Suprema Corte sia determinata per garantire l’osservanza di tali protocolli, dando cosi avvio ad un nuovo “corso” orientato alla semplificazione e chiarezza della funzione che la legge le assegna.


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