La misure introdotte dalla legge Anticorruzione

La misure introdotte dalla legge Anticorruzione

Sommario: 1. Introduzione – 2. Il contenuto

1. Introduzione:

In data 18 dicembre 2018, il Decreto Anticorruzione è divenuto legge. Quest’ultimo ha trovato approvazione definitiva alla Camera – 304 voti a favore, 106 contrari e 19 astenuti -.  Il disegno di legge recante “Disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell’illegalità nella pubblica amministrazione” era stato approvato dal Consiglio dei ministri giovedì 6 settembre e fortemente sostenuto dal Movimento 5 Stelle. Nel dettaglio, si prevede l’introduzione di una nuova figura, quella dell’agente provocatore (una figura sotto copertura) ed il Daspo, consistente nell’interdizione a vita dai pubblici uffici e un’esclusione dai contratti con la Pubblica Amministrazione. Il testo si suddivide in due parti, di cui una accorparte norme il cui obiettivo è quello di potenziare l’attività di prevenzione, accertamento e repressione dei reati contro la Pubblica Amministrazione e l’altra relativa ai partiti. Sono previste inoltre agevolazioni per i pentiti  che confessano volontariamente fatti non ancora oggetto di indagine, reati commessi non più di 6 mesi prima ed anche per chi restituisce – sempre nei summenzionati termini – fondi ricevuti tramite corruzione. Ed ancora, lo stesso, elimina la possibilità di mantenere l’anonimato per chi effettua donazioni a partiti, fondazioni o altri organismi politici.

2. Il contenuto

– Daspo a vita per corrotti e corruttori:  fra le misure più stringenti introdotti dal decreto rientrano l’incapacità a vita di contrattare con la P.A (si rivolge ai soggetti privati, in particolar modo agli imprenditori)  e l’interdizione perpetua dai pubblici uffici per i pubblici ufficiali. Ai già previsti reati di peculato, concussione, corruzione propria e corruzione in atti giudiziari si aggiungono a) corruzione impropria, b) corruzione propria aggravata, c) induzione indebita a dare o promettere utilità, d) corruzione di persona incaricata di pubblico servizio, e) corruzione attiva, f) istigazione alla corruzione, g) traffico di influenze illecite;

– Agente sotto copertura: nuova figura introdotta per i reati di corruzione. L’agente sotto copertura non è punibile ove metta in atto condotte che costituiscono reato ma il fine sia quello di acquisire elementi di prova;

– Inasprimento delle pene:  concernenti il reato di corruzione impropria, si va  da uno a tre anni di carcere (limiti minimi), e da sei a otto anni (limiti massimi). Per l’appropriazione indebita, si prevede la reclusione da due a cinque anni e la multa da 1.000 a 3.000 euro;

– No all’obbligo dell’arresto in flagranza: previsto inizialmente dal disegno di legge e successivamente soppresso;

– Stop alla riforma della prescrizione: In seguito all’accordo raggiunto tra M5s e Lega, la riforma entrerà in vigore dal 1 gennaio 2019;

– No alla delega al governo per la riforma del processo penale;

– Eliminazione del peculato attenuato;

– Restituzione delle somme ricevute:  il Giudice, nella sentenza di condanna per specifici reati contro la Pubblica amministrazione, ha facoltà di concedere la sospensione condizionale della pena, disponendo che si estendano gli effetti anche all’interdizione dai pubblici uffici e all’incapacità di contrattare con la P.A.;

– No a pene alternative per i corrotti: Non sono concessi permessi premio e misure alternative alla detenzione per i condannati per reati contro la Pubblica Amministrazione quali il peculato, la concussione, la corruzione;

– Non punibilità per i pentiti entro 4 mesi dal reato: Il ddl introduce un nuovo articolo del codice penale, trattasi dell’art. 323-ter, prevedendo la non punibilità per il pentito che denuncia e collabora con la giustizia, a condizione che il ravvedimento avvenga entro 4 mesi dalla commissione del reato. Ciò è da escludersi per il reato di traffico di influenze illecite;

– Salva sindaci: è stato escluso l’abuso d’ufficio aggravato dall’elenco dei reati per i quali si prevede l’incapacità di contrattare con la pubblica amministrazione;

 Accorciano i termini di riabilitazione: Si accorciano i tempi per l’ottenimento della riabilitazione, passando dai 12 anni – precedentemente previsti – a 7. La stessa, non trova efficacia sulle pene accessorie perpetue. La dichiarazione di estinzione della pena accessoria perpetua avviene mediante il decorso di un termine di almeno sette anni e laddove il condannato dia prove effettive e costanti di buona condotta;

– Uso di trojan per le intercettazioni:  utilizzati anche sui dispositivi elettronici portatili ed anche nei procedimenti per delitti contro la Pubblica Amministrazione;

– Stretta sulle donazioni ai partiti e movimenti politici: qualora l’importo sia superiore ai 500 euro annui, occorre pubblicare e rendere noto online il nome del soggetto donante, ad esclusione di quelle attività “a contenuto non commerciale, professionale o di lavoro autonomo di sostegno volontario all’organizzazione e alle iniziative del partito o movimento politico, fermo restando per tutte le elargizioni l’obbligo di rilasciare la ricevuta la cui matrice va conservata. L’obbligo è esteso alle liste o ai candidati a sindaco dei comuni superiori ai 15mila abitanti. È vietato ottenere contributi, prestazioni o altre forme di sostegno provenienti da governi o enti pubblici di Stati esteri e da persone giuridiche aventi sede in uno Stato estero.

– Stretta su dichiarazione dei redditi dei parlamentari e del governo: esponenti del governo e tesorieri di partito saranno ora tenuti a rendere pubbliche tutte le donazioni ricevute di importo annuo superiore a 500 euro, sia direttamente che mediante comitati di sostegno, facendole inoltre figurare nel sito internet del Parlamento italiano. Si abbassa, da 5.000 a 3.000 euro il tetto annuo di finanziamento o contribuzione, al raggiungimento del quale si prevede l’obbligo di sottoscrizione di una dichiarazione congiunta tra erogante e beneficiario;

– Stretta sulle fondazioni: le fondazioni  vengono ora equiparate ai partiti politici, e dunque sottoposte agli stessi obblighi sulla trasparenza incombenti su partiti e movimenti politici;

– Stretta sui finanziamenti ai partiti da parte delle coop: stop ai finanziamenti  ai partiti politici da parte delle coop.

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Anna Guarnaccia

La dott.ssa Anna Guarnaccia, ha conseguito la laurea magistrale in giurisprudenza presso l'Università Mediterranea di Reggio Calabria. Svolge la pratica forense presso uno studio legale della sua città occupandosi della redazione di atti di varia natura civilistica e penalistica.

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