Presupposti e condizioni dell’illecito affidamento di minore a terzi

Presupposti e condizioni dell’illecito affidamento di minore a terzi

Tribunale di Santa Maria Capua Vetere – sez. II penale, 16 luglio 2014, Pres. Luigi Picardi, Est. Valentina Giovanniello

a cura di Giacomo Romano

Il caso

Il caso esaminato dalla citata sentenza è caratterizzato da una gravidanza indesiderata di una ragazza minorenne all’epoca del concepimento, rimasta incinta a seguito di una relazione occasionale. La ragazza – priva di corrette informazioni e di adeguata assistenza tanto da parte della famiglia di origine quanto delle strutture che avrebbero dovuto soccorrerla – suo malgrado venne a trovarsi nell’impossibilita di abortire legalmente, a causa della decorrenza dei termini massimi previsti dalla legge. Nella spasmodica ricerca di una soluzione al suo “problema” la ragazza, ad un certo punto, conobbe un medico ginecologo presso una delle strutture alle quali si era rivolta qualche tempo prima per abortire. A partire da tale momento, il medico pose in essere una serie di condotte illecite suddivisibili in due fasi susseguenti: in un primo momento, l’imputato ha indotto la ragazza a corrispondergli una somma di denaro per praticare un aborto oltre i termini di legge (condotta cui, poi, e seguita una contestazione per il reato di concussione ex art. 317 c.p.); in un secondo momento, a causa della circostanza che la ragazza non possedeva i soldi richiesti dal medico per praticare l’aborto e atteso che la giovane non era disposta a praticare l’aborto a domicilio come il medico le aveva prospettato, l’idea dell’interruzione di gravidanza lascio il posto ad un diverso (e piu remunerativo) piano criminoso, consistente nel procurare l’affidamento abusivo del nascituro ad una coppia sterile, facendo figurare costoro quali genitori naturali, verso un corrispettivo in denaro (di qui, invece, la contestazione del reato di cui all’art. 71 l. 184/1983 e per il reato di corruzione di cui all’art. 319 c.p.).

La questione

L’illecito affidamento di minore a terzi di cui all’art. 71, comma 1, l. 184/1983 presuppone la violazione della “procedura di adozione” o si riferisce alle ipotesi di affidamento c.d. de facto?

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Di seguito, la videolezione realizzata in collaborazione con la rivista giuridica “Gazzetta Forense” e l’Università Telematica Pegaso:

         

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Avv. Giacomo Romano

Ideatore, coordinatore e capo redazione at Salvis Juribus
Nato a Napoli nel 1989, ha conseguito la laurea in giurisprudenza nell’ottobre 2012 con pieni voti e lode, presso l'Università degli Studi di Napoli Federico II, discutendo una tesi in diritto amministrativo dal titolo "Le c.d. clausole esorbitanti nell’esecuzione dell’appalto di opere pubbliche", relatore Prof. Fiorenzo Liguori. Nel luglio 2014 ha conseguito il diploma presso la Scuola di specializzazione per le professioni legali dell'Università degli Studi di Napoli Federico II. Subito dopo, ha collaborato per un anno con l’Avvocatura Distrettuale dello Stato di Napoli occupandosi, prevalentemente, del contenzioso amministrativo. Nell’anno successivo, ha collaborato con uno studio legale napoletano operante nel settore amministrativo. Successivamente, si è occupato del contenzioso bancario e amministrativo presso studi legali con sede in Napoli e Verona. La passione per l’editoria gli ha permesso di intrattenere una collaborazione professionale con una nota casa editrice italiana. È autore di innumerevoli pubblicazioni sulla rivista “Gazzetta Forense” con la quale collabora assiduamente da giugno 2013. Ad oggi, intrattiene collaborazioni professionali con svariate riviste di settore e studi professionali. È titolare di “Salvis Juribus Law Firm”, studio legale presso cui, insieme ai suoi collaboratori, svolge quotidianamente l’attività professionale avendo modo di occuparsi, in particolare, di problematiche giuridiche relative ai Concorsi Pubblici, Esami di Stato, Esami d’Abilitazione, Urbanistica ed Edilizia, Contratti Pubblici ed Appalti.

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