TTIP: il “sogno americano” invaderà l’Europa oppure la salverà?

TTIP: il “sogno americano” invaderà l’Europa oppure la salverà?

Abbiamo bisogno di una trasparenza assoluta per essere in grado di comunicare con il pubblico e affrontare le sue preoccupazioni“. Bernd Lange, presidente della commissione per il Commercio internazionale del Parlamento e relatore del TTIP.

a cura di Paolo Ferone

Il Parlamento Europeo ha approvato le proprie raccomandazioni per i negoziatori della Commissione sul partenariato transatlantico su commercio e investimenti (TTIP) con 436 voti favorevoli, 241 voti contrari e 32 astensioni. Di fatto, si aprono le porte alla creazione della zona di libero scambio più grande del mondo. Ma cosa prevede il Trattato Transatlantico oggetto dei negoziati?

Per approfondimenti: TTIP. L’accordo di libero scambio transatlantico quando lo conosci lo evitiCopertina flessibile – 14 apr 2016

Innanzitutto, la abolizione delle barriere doganali e normative tra gli Stati in questione e ciò anche con la previsione di rimuovere  le differenze procedurali e regolamentari, omologando le normative da applicare.

In secondo luogo, viene predisposto l’Investor-state dispute settlement (Isds),  un nuovo meccanismo di risoluzione delle controversie che possono sorgere tra Investors e Stati, volto a garantire una trasparenza delle questioni affrontate ed una indipendenza maggiore dei Giudici nominati. La risoluzione delle controversie dovrebbe adeguarsi e rispettare la giurisdizione dell’UE, nonché comprendere un sistema di appello.

Non sono mancate da parte degli Eurodeputati garanzie volte alla tutela di diritti ritenuti particolarmente rilevanti per l’Unione (ad esempio ambiente, animali, lavoro e regolamentazione nell’ingresso degli OGM).

Un tale accordo non può passare inosservato, perché se si dovesse giungere ad un trattato, questo porterà con se conseguenze che influenzeranno i prossimi decenni. L’auspicio è che la Commissione Europea (la quale negozierà i dettagli dell’accordo), non si lasci trascinare totalmente in un fantomatico “sogno americano”, legato esclusivamente al business, abbandonando cosi il “sogno europeo” di un’Europa esempio universale di tutela dei diritti.

Una globalizzazione senza precedenti è in corso e i nostri cittadini e imprese sono proprio al centro di essa. Come parlamentari, è nostro dovere democratico plasmare questo processo. Se è per il beneficio del popolo, allora non può essere lasciata nelle mani dei soli negoziatori. Per questo motivo abbiamo elaborato la presente risoluzione e precisati i principi per il tipo di accordo commerciale che chiediamo alla Commissione di concludere“, ha detto il relatore Bernd Lange (S&D, DE).

Chiediamo un processo più trasparente, forti diritti per i lavoratori e la protezione dei nostri dati personali e dei servizi pubblici. Insistiamo sul fatto che il diritto dei legislatori di entrambe le sponde dell’Atlantico a legiferare non deve essere compromesso da tribunali arbitrali privati o altri enti“, ha proseguito Lange, concludendo che: “abbiamo dato indicazioni chiare alla Commissione su quale tipo di accordo vogliamo. E se alla fine del giorno l’accordo sarà negativo, lo respingeremo. Se sarà un buon accordo, voteremo a favore“.

La prossima tappa dei negoziati commerciali UE-USA sul TTIP è prevista per il 13-17 luglio 2015 a Bruxelles.

Per entrare in vigore, una volta elaborato dai negoziatori l’accordo TTIP UE-USA, dovrà essere approvato dal Parlamento europeo e dal Consiglio UE.

         

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