La discrezionalità algoritmica nella sanità pubblica: implicazioni per le professioni sanitarie non mediche

La discrezionalità algoritmica nella sanità pubblica: implicazioni per le professioni sanitarie non mediche

L’evoluzione tecnologica della pubblica amministrazione, accelerata dai processi di digitalizzazione, ha introdotto nuove forme di esercizio del potere amministrativo. Tra queste, emerge con particolare rilevanza la cosiddetta “discrezionalità algoritmica”, ossia l’utilizzo di sistemi automatizzati e algoritmi per l’adozione o il supporto di decisioni amministrative. In ambito sanitario, tale fenomeno assume una dimensione peculiare, incidendo non solo sull’organizzazione dei servizi, ma anche sull’attività quotidiana delle professioni sanitarie non mediche, quali infermieri, fisioterapisti e tecnici sanitari.

Tradizionalmente, la discrezionalità amministrativa si configura come uno spazio di valutazione riservato alla pubblica amministrazione, entro il quale essa bilancia interessi pubblici e privati alla luce dei principi di buon andamento e imparzialità. L’introduzione di strumenti algoritmici modifica profondamente tale paradigma: la decisione non è più il risultato di una ponderazione umana diretta, bensì l’esito di un processo computazionale basato su dati, modelli predittivi e criteri predefiniti.

Nel settore sanitario, ciò si traduce, ad esempio, nell’impiego di algoritmi per la gestione delle liste d’attesa, l’assegnazione delle priorità assistenziali o la pianificazione delle risorse. Tali strumenti, se da un lato promettono maggiore efficienza e uniformità, dall’altro sollevano rilevanti questioni giuridiche. In particolare, si pone il problema della trasparenza decisionale: gli algoritmi, soprattutto se basati su modelli complessi, rischiano di risultare opachi, rendendo difficile per il destinatario comprendere le ragioni della decisione amministrativa.

Per le professioni sanitarie non mediche, questa trasformazione comporta una ridefinizione del ruolo operativo e decisionale. L’attività di tali professionisti, già incardinata in un sistema organizzativo rigidamente strutturato, si trova sempre più mediata da indicazioni algoritmiche che orientano tempi, modalità e priorità degli interventi. Si assiste, pertanto, a una progressiva “eterodirezione tecnologica” dell’attività sanitaria, in cui il margine di autonomia professionale rischia di ridursi a favore di una logica standardizzata.

Tuttavia, non può ritenersi che l’algoritmo elimini la discrezionalità: essa, piuttosto, si sposta a monte, nella fase di progettazione del sistema. È in tale sede che vengono definiti i criteri di selezione dei dati, i pesi attribuiti alle variabili e gli obiettivi perseguiti. Ne deriva una forma di discrezionalità “mediata”, nella quale la responsabilità amministrativa si intreccia con competenze tecniche e informatiche.

Sotto il profilo giuridico, ciò impone una riflessione sull’adeguatezza degli strumenti di garanzia tradizionali. Il principio di motivazione, ad esempio, deve essere reinterpretato alla luce della necessità di rendere intelligibile anche il funzionamento dell’algoritmo. Analogamente, il sindacato giurisdizionale incontra nuove difficoltà, dovendo confrontarsi con decisioni il cui iter logico non è immediatamente ricostruibile.

Per quanto riguarda le professioni sanitarie non mediche, appare essenziale preservare uno spazio di valutazione autonoma, soprattutto nei casi in cui la decisione incide direttamente sulla persona assistita. L’adesione a indicazioni algoritmiche non può tradursi in un mero automatismo esecutivo, ma deve essere accompagnata da una capacità critica del professionista, in grado di adattare la decisione al caso concreto.

In conclusione, la discrezionalità algoritmica rappresenta una nuova frontiera del diritto amministrativo sanitario, che richiede un bilanciamento attento tra esigenze di efficienza e tutela delle garanzie. In tale contesto, le professioni sanitarie non mediche assumono un ruolo cruciale: non semplici esecutori di decisioni automatizzate, ma soggetti attivi chiamati a interagire consapevolmente con strumenti tecnologici, contribuendo a un’amministrazione più equa, trasparente e orientata alla persona.


Salvis Juribus – Rivista di informazione giuridica
Direttore responsabile Avv. Giacomo Romano
Listed in ROAD, con patrocinio UNESCO
Copyrights © 2015 - ISSN 2464-9775
Ufficio Redazione: redazione@salvisjuribus.it
Ufficio Risorse Umane: recruitment@salvisjuribus.it
Ufficio Commerciale: info@salvisjuribus.it
***
Metti una stella e seguici anche su Google News
The following two tabs change content below.

Articoli inerenti

La motivazione comparativa nelle chiamate universitarie tra discrezionalità tecnica e vincolo della lex specialis

La motivazione comparativa nelle chiamate universitarie tra discrezionalità tecnica e vincolo della lex specialis

Sommario: 1. Il reclutamento universitario tra autonomia e comparazione effettiva – 2. La qualifica accademica pregressa come dato valutativo e...

Sanità nel Regno d’Italia post-unificazione: tra genesi e sviluppo

Sanità nel Regno d’Italia post-unificazione: tra genesi e sviluppo

Abstract [ITA]. Il contributo offre una analisi, in chiave storico-giuridica, della genesi e dello sviluppo della sanità pubblica nel Regno...

Errore di diritto e proporzionalità punitiva nelle pratiche commerciali scorrette

Errore di diritto e proporzionalità punitiva nelle pratiche commerciali scorrette

Sommario: 1. Dalla tutela del passeggero alla pratica commerciale scorretta – 2. Conoscibilità del precetto e diligenza professionale – 3...

Il provvedimento di revoca della precedente aggiudicazione deve ritenersi implicito nell’atto di nuova aggiudicazione

Il provvedimento di revoca della precedente aggiudicazione deve ritenersi implicito nell’atto di nuova aggiudicazione

Commento alla Sentenza T.A.R. Campania – Napoli, Sez. V, 8 giugno 2026, n. 3596 La sentenza del TAR Campania, Napoli, Sez. II, 8 giugno...