Medicina, trasferimento per gravi motivi: il T.A.R. Parma accoglie il ricorso dell’avv. Romano

Medicina, trasferimento per gravi motivi: il T.A.R. Parma accoglie il ricorso dell’avv. Romano

Una nuova pronuncia rafforza la tutela degli studenti universitari che chiedono il trasferimento straordinario per gravi ragioni familiari, personali o sanitarie.

Il T.A.R. Emilia-Romagna, Sezione staccata di Parma, con ordinanza cautelare pubblicata il 5 settembre 2026, ha accolto il ricorso patrocinato dall’avv. Giacomo Romano contro l’Università degli Studi di Parma, ordinando all’Ateneo di pronunciarsi entro trenta giorni sulla specifica domanda di trasferimento straordinario per gravi motivi.

La vicenda riguardava uno studente iscritto al Corso di laurea magistrale a ciclo unico in Medicina e Chirurgia presso un altro Ateneo, il quale aveva chiesto di proseguire il proprio percorso universitario presso l’Università di Parma in ragione di gravi esigenze familiari e assistenziali.

Nonostante la natura straordinaria dell’istanza, l’Università si era limitata a richiamare le modalità previste per i trasferimenti ordinari, riconducendo la domanda alla futura procedura di ammissione ad anni successivi al primo e subordinandone l’accoglimento alla disponibilità di posti, alla pubblicazione di un apposito bando e alla collocazione in posizione utile in graduatoria.

Lo studente, assistito dall’avv. Romano, ha quindi impugnato la determinazione dell’Ateneo, evidenziando come la domanda proposta non potesse essere confusa con una comune richiesta di trasferimento, essendo fondata su una disciplina eccezionale prevista dalla normativa di settore.

Il T.A.R. ha riconosciuto la sussistenza del fumus boni iuris, rilevando il mancato riscontro dell’Amministrazione alla specifica istanza di trasferimento straordinario e osservando che, con la nota impugnata, l’Università aveva comunicato soltanto le modalità del trasferimento ordinario.

In altri termini, l’Ateneo non può eludere l’esame di una domanda straordinaria limitandosi a indicare allo studente le procedure ordinarie. La diversa qualificazione dell’istanza non è una questione meramente formale: determina il contenuto dell’istruttoria, i presupposti da valutare e la necessità di considerare concretamente le ragioni personali, familiari e assistenziali documentate dall’interessato.

La pronuncia assume particolare rilievo per tutti gli studenti di Medicina e degli altri corsi a numero programmato che, trovandosi ad affrontare gravi condizioni personali, familiari o sanitarie, abbiano necessità di trasferirsi presso una sede universitaria compatibile con le proprie esigenze di vita e di assistenza.

L’ordinanza conferma un principio essenziale: una domanda di trasferimento straordinario deve ricevere una valutazione specifica, effettiva e individualizzata. Non può essere assorbita automaticamente nelle ordinarie procedure concorsuali né lasciata senza una risposta pertinente.

Da anni ci occupiamo con successo di trasferimenti universitari straordinari, in particolare nei Corsi di Laurea in Medicina e Odontoiatria, sia tra Atenei italiani sia dall’estero, offrendo assistenza altamente specializzata nelle situazioni più complesse e delicate.

Le situazioni di disagio possono essere le più varie (es. ragioni di salute come invalidità fisiche, ludopatia e patologie connesse, depressione, etc) e sono tutte accomunate dalla necessità di seguire specifiche terapie presso il luogo di residenza, beneficiando talvolta del supporto di genitori e parenti. Anche ragioni di famiglia (es. necessità di assistere un familiare vulnerabile) e/o lavoro connotate da caratteri di gravità possono giustificare il trasferimento in deroga.

Recentemente, l’avv. Romano ha riportato importanti successi presso: a) il CdLM in Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi di Palermo, dell’Università di Catania, dell’Università degli Studi di Messina, dell’Università degli Studi dell’Insubria, dell’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli“, dell’Università degli Studi di Salerno, dell’Università del Piemonte Orientale, dell’Università degli Studi della Basilicata proprio per motivi familiari e di salute, dell’Università di Pisa; b) il CdLM in Odontoiatria e Protesi Dentaria dell’Università degli Studi di Sassari. Anche il Consiglio di Stato ha di recente confermato la bontà dell’orientamento.

I Giudici amministrativi hanno chiarito che in questi casi è possibile richiedere un particolare tipo di trasferimento, giustificato da “gravi motivi”, anche se l’Ateneo dichiara di non avere posti disponibili per l’anno accademico di interesse.

È dunque possibile presentare istanza di trasferimento a Medicina/Odontoiatria (ed, in generale, a tutti i CdL a numero programmato) ad anni di corso successivi al primo anche se l’Ateneo non ha pubblicato uno specifico bando per trasferimenti oppure ha pubblicato un bando a posti zero.

Il nostro Studio è pronto ad assistervi. Invieremo una richiesta all’Ateneo ed, in caso di rigetto, agiremo in giudizio per ottenere il trasferimento presso la sede desiderata.

Come posso ricevere una consulenza gratuita?

Gli studenti che abbiano ricevuto un diniego o intendano proporre una domanda di trasferimento per gravi motivi possono richiedere una valutazione gratuita scrivendo a info@salvisjuribus.it, con oggetto “Trasferimento universitario per gravi motivi”, allegando la documentazione universitaria, sanitaria, familiare o personale utile all’esame del caso.


Salvis Juribus – Rivista di informazione giuridica
Direttore responsabile Avv. Giacomo Romano
Listed in ROAD, con patrocinio UNESCO
Copyrights © 2015 - ISSN 2464-9775
Ufficio Redazione: redazione@salvisjuribus.it
Ufficio Risorse Umane: recruitment@salvisjuribus.it
Ufficio Commerciale: info@salvisjuribus.it
***
Metti una stella e seguici anche su Google News
The following two tabs change content below.

Avv. Giacomo Romano

Ideatore e Coordinatore a Salvis Juribus
Nato a Napoli nel 1989, ha conseguito la laurea in giurisprudenza nell’ottobre 2012 con pieni voti e lode, presso l'Università degli Studi di Napoli Federico II, discutendo una tesi in diritto amministrativo dal titolo "Le c.d. clausole esorbitanti nell’esecuzione dell’appalto di opere pubbliche", relatore Prof. Fiorenzo Liguori. Nel luglio 2014 ha conseguito il diploma presso la Scuola di specializzazione per le professioni legali dell'Università degli Studi di Napoli Federico II. Subito dopo, ha collaborato per un anno con l’Avvocatura Distrettuale dello Stato di Napoli occupandosi, prevalentemente, del contenzioso amministrativo. Nell’anno successivo, ha collaborato con uno studio legale napoletano operante nel settore amministrativo. Successivamente, si è occupato del contenzioso bancario e amministrativo presso studi legali con sede in Napoli e Verona. La passione per l’editoria gli ha permesso di intrattenere una collaborazione professionale con una nota casa editrice italiana. È autore di innumerevoli pubblicazioni sulla rivista “Gazzetta Forense” con la quale collabora assiduamente da giugno 2013. Ad oggi, intrattiene collaborazioni professionali con svariate riviste di settore e studi professionali. È titolare di “Salvis Juribus Law Firm”, studio legale presso cui, insieme ai suoi collaboratori, svolge quotidianamente l’attività professionale avendo modo di occuparsi, in particolare, di problematiche giuridiche relative ai Concorsi Pubblici, Esami di Stato, Esami d’Abilitazione, Urbanistica ed Edilizia, Contratti Pubblici ed Appalti.

Articoli inerenti

Il sistema dei rapporti tra giustizia sportiva e giustizia statale alla luce della giurisprudenza europea del 2026

Il sistema dei rapporti tra giustizia sportiva e giustizia statale alla luce della giurisprudenza europea del 2026

Abstract [ITA]. Il presente contributo intende fornire una panoramica dei rapporti tra ordinamento sportivo ed ordinamento statale, partendo dagli...

Accesso agli esposti nella PA: conoscere i fatti non significa conoscere il segnalante

Accesso agli esposti nella PA: conoscere i fatti non significa conoscere il segnalante

Abstract. La sentenza del TAR Veneto, Sezione III, 6 luglio 2026, n. 1511 interviene su una questione ricorrente nella pratica amministrativa...