Legge unioni civili: cosa prevede la riforma 2018?

Legge unioni civili: cosa prevede la riforma 2018?

Con la Legge n.76/2016 (Legge Cirinnà), nota per aver riformato il diritto di famiglia, è stata introdotta anche la disciplina sulle unioni civili per le coppie dello stesso sesso, nonché la possibilità, per coloro che risultano conviventi, indipendentemente se sono eterosessuali o omosessuali, di regolare gli effetti patrimoniali della loro convivenza.

Le unioni civili, intese come l’unione di persone maggiorenni dello stesso (specifica formazione sociale ai sensi degli articoli 2 e 3 della Costituzione), si costituiscono mediante una dichiarazione resa di fronte all’ufficiale di stato civile, ed alla presenza di due testimoni.

Da tale unione, per entrambi i soggetti, ne conseguono i seguenti obblighi: – assistenza morale e materiale; – obbligo di coabitazione; – contribuzione, in relazione alle proprie sostanze ed alla specifica capacità di lavoro, ai bisogni comuni.

Gli atti di unione civile vengono registrati nell’archivio dello stato civile.

A differenza del matrimonio civile, la ”Legge unioni civili” citata non menziona tra gli obblighi quello di fedeltà e di collaborazione, ed inoltre, non prevede alcun periodo di separazione, in quanto allo scioglimento dell’unione viene riconosciuto effetto immediato. A tal proposito l’unione civile si scioglie con la manifestazione di volontà delle parti, anche disgiunta, dinanzi all’ufficiale dello stato civile. In tal caso la domanda di scioglimento dell’unione civile è proposta decorsi tre mesi dalla data di manifestazione di volontà di scioglimento dell’unione.

Riguardo al cognome, invece, mentre nel matrimonio civile al cognome della moglie si aggiunge quello del marito, nelle unioni civili la scelta è rimessa alla discrezionalità dei partner, che possono scegliere un cognome comune.

Legge unioni civili: quali diritti si acquisiscono? 

I diritti che i rispettivi partner acquisiscono con la nuova legge sulle unioni civili sono i seguenti: – Diritti patrimoniali; – Diritti sulla successione, come ad esempio la successione legittima; – Diritto al mantenimento ed agli alimenti in caso di scioglimento dell’unione; – Diritto alla pensione di reversibilità; – Diritto al ricongiungimento familiare ed alla cittadinanza italiana per lo straniero unito civilmente; – Diritti sui trattamenti pensionistici/assicurativi/previdenziali; – Diritto a tutte le prerogative sul lavoro; – Diritto a ricevere informazioni sullo stato di salute dell’altro; – Diritto a decidere in caso di incapacità dell’altro; – Diritto a decidere, in caso di decesso, circa la donazione degli organi, ovvero del trattamento del corpo e delle celebrazioni funerarie.

A quelli che precedono si aggiungono anche i diritti a percepire gli assegni familiari ed a tutte le disposizioni fiscali, nonché all’estensione della disciplina sui carichi di famiglia, alle imposte di successione e donazione, all’impresa familiare, alle norme del codice civile in materia di contratti e prescrizione, alle graduatorie per l’assegnazione degli alloggio popolari, all’amministrazione di sostegno ed ai diritti in materia penitenziaria.

La Legge Cirinnà precisa, inoltre, che le disposizioni contenenti le parole, quali “coniuge”, “coniugi”, “marito” e “moglie”, ovunque ricorrano, debbono trovare applicazione anche alle persone, civilmente unite, dello stesso sesso.

Per quanto concerne l’adozione, invece, ciascuna parte dell’unione civile può fare richiesta di adozione del figlio minore anche adottivo dell’altra parte dell’unione;

Legge unioni civili: la sentenza europea sui matrimoni tra persone dello stesso sesso in tema di immigrazione

In merito alla Legge sulle unioni civili, non può non menzionarsi un’importantissima sentenza della Corte di Giustizia Europea (n. C-673/16 del 05.06.2018) secondo cui i diritti dei coniugi sul ricongiungimento valgono anche nei paesi della UE che non riconoscono i matrimoni gay.

E tale diritto di ricongiungimento si estende anche al riconoscimento del diritto a vivere e a lavorare, ovvero a soggiornare e circolare, nello stesso Paese del partner, anche se lo stesso non riconosce il matrimonio egualitario.

In altre parole, i diritti dei coniugi gay, valgono in tutti i Paesi dell’UE che non riconoscono i matrimoni gay (che preme rammentare essere attualmente nove).

La Corte di Lussemburgo ha precisato che questi Paesi restano liberi di non legalizzare le unioni omosessuali, aggiungendo però che «non possono ostacolare la libertà di residenza di un cittadino dell’Unione Europea rifiutando di concedere al suo coniuge dello stesso sesso, cittadino di un paese non UE, un diritto derivato di residenza sul loro territorio».

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Ha conseguito la Laurea Magistrale in Giurisprudenza presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Palermo discutendo una tesi sperimentale in Diritto Penale Tributario e ha ottenuto il Diploma di Specializzazione in Professioni Legali preso la medesima Università. Al termine del percorso post laurea ha lavorato negli uffici della Procura delle Repubblica presso il Tribunale di Palermo come tirocinante, affiancando il Pubblico Ministero nelle udienze e nella redazione degli atti giudiziali. Ha conseguito un Diploma in Diritto Tributario Europeo ed Internazionale presso il Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università di Palermo, ha frequentato un corso telematico in Diritto Penale Internazionale organizzato dalla School of Law della Case Western Reserve University di Cleveland, in Ohio (USA) e ha inoltre frequentato il Master biennale in Difensore Tributario organizzato dall’Unione Nazionale delle Camere degli Avvocati Tributaristi. Negli anni ha maturato una specifica competenza in tema di Diritto immobiliare e Diritti reali, Diritto tributario, Diritto dell’Immigrazione, nonché in tema di reati fiscali, reati economici e nel settore delle Misure di prevenzione personali e patrimoniali. Approfondito il settore dell'assistenza alle imprese e specificamente dell’auto-imprenditorialità, valido strumento per la creazione di opportunità professionali giovanili, fornisce specifica assistenza in tema di Start-up, Start-up innovative ed internazionalizzazione delle PMI, in stretta correlazione con la nuova normativa italiana in tema di microcredito e mentoring. Di lingua madre italiana, parla fluentemente la lingua inglese e conosce la lingua francese.

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