Riforma pensioni 2017: al via l’APE Volontaria

Riforma pensioni 2017: al via l’APE Volontaria

Dopo il debutto dell’APE Sociale, è la volta dell’ulteriore misura che consente il pensionamento anticipato, prevista dalla Legge Finanziaria 2017 (art. 1, co. 166 ss., Legge 11 dicembre 2016 n. 232).

Con la firma del DPCM da parte del Primo Ministro Gentiloni, infatti, è stato mosso l’ultimo passo per accedere all’APE Volontaria.

Prima di entrare nel dettaglio e verificare quali siano modalità e presupposti della misura, ricordiamo che essa si sostanzia in un prestito erogato in 12 mensilità da finanziatori ed imprese assicuratrici.

Pertanto, a differenza dell’APE Sociale, non è un’indennità a carico dello Stato ed erogato dall’INPS.

A CHI SI RIVOLGE?

Ai lavoratori dipendenti, pubblici e privati, ai lavoratori autonomi ed agli iscritti alla gestione separata INPS.

QUALI ULTERIORI REQUISITI OCCORRONO?

Ê accessibile ai soggetti su indicati che:

  • abbiano compiuto i 63 anni di età;

  • abbiano versato almeno 20 anni di contributi;

  • maturino il diritto alla pensione di vecchiaia entro 3 anni e 7 mesi

  • abbiano una pensione futura mensile non inferiore a 1,4 volte il trattamento minimo INPS (circa € 702,00)

  • non siano già titolari di pensione o di assegno ordinario di invalidità

COME FUNZIONA?

Il prestito ottenuto da uno dei soggetti aderenti agli accordi quadro verrà restituito in 20 anni mediante rate mensili (260 totali) che l’INPS provvederà a trattenere da ciascun rateo pensionistico (inclusa tredicesima).

La restituzione ha inizio dal primo pagamento della pensione futura. Allo scadere dei 20 anni, l’INPS provvederà a corrispondere la pensione per l’intero.

PER QUANTO TEMPO?

Il prestito è concesso per un minimo di sei mesi e fino alla maturazione del diritto alla pensione.

COME FARE PER ACCEDERE?

Ê necessario presentare all’INPS, anche in forma telematica, domanda di certificazione del diritto e domanda di pensione di vecchiaia (da liquidare al raggiungimento dei requisiti).

L’APE Volontaria è retroattiva. Di conseguenza coloro che hanno maturato i requisiti in una data compresa tra il 1 maggio 2017 e la data di entrata in vigore del DPCM possono richiedere, entro 6 mesi da quest’ultima, la corresponsione di tutti i ratei arretrati maturati a decorrere dalla data di maturazione dei requisiti.


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