Affidamento condiviso dell’animale familiare: la sentenza del Tribunale di Roma

Affidamento condiviso dell’animale familiare: la sentenza del Tribunale di Roma

Da qualche anno giace in Parlamento un disegno di legge avente ad oggetto la disciplina dell’affidamento degli animali familiari in ipotesi di separazione dei coniugi o dei conviventi more uxorio.

Nelle more è intervenuto, di recente, il Tribunale di Roma, che con sentenza n. 5322 del 15 marzo 2016 ha disposto l’affidamento condiviso di un cane. In forza di tale provvedimento, Spilla, un meticcio di nove anni, trascorrerà sei mesi con il suo padrone e sei mesi con la sua padrona, ex conviventi more uxorio. Il giudice ha inoltre disposto che cibo, cure mediche e «quanto altro eventualmente necessario al benessere» del cane dovrà essere pagato a metà da ciascuno dei due padroni.

«Sempre più frequenti – scrive il giudice – sono i casi in cui i coniugi o, comunque, persone che in regime di convivenza hanno posseduto un animale domestico si rivolgono al giudice». In tal modo si è ritenuto di «anticipare l’auspicabile approvazione ed entrata in vigore di una proposta di legge che giace in Parlamento da molti anni».

L’affidamento condiviso viene ritenuto il regime giuridico in grado di tutelare l’interesse materiale-spirituale-affettivo dell’animale contemperandolo con l’interesse affettivo dei due ex conviventi.

Nel caso di specie il cane aveva trascorso tre anni di vita insieme alla coppia. «È indubbio – scrive il giudice – che il cane si sia affezionato a entrambe (le persone), le abbia identificate entrambe come i suoi “padroni”»..«il suo legame e il suo affetto per entrambe (le persone) prescinde assolutamente dal regime giuridico che le legava».

La sentenza dispone, altresì, che la persona che non lo avrà con sè nei sei mesi avrà la possibilità «di vederlo e tenerlo due giorni la settimana, anche continuativi, notte compresa». Il tutto alla stregua di quanto previsto, sommariamente, per i figli minori.


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Mariarosa Signorini

1996 conseguimento della Laurea in Giurisprudenza presso l'Alma Mater Studiorum - Università di Bologna, con la valutazione di 105/110 e discussione della tesi in Istituzione di Diritto Privato, recante il seguente titolo "Interruzione della gravidanza e responsabilità civile del sanitario"; anno accademico 2005/2006 "Master in diritto di famiglia" Scuola Superiore di Amministrazione pubblica e degli Enti Locali; anno 2007 "Corso di Diritto di famiglia" Alma Mater Studiorum, Facoltà di Giurisprudenza; anno 2007 "Corso di perfezionamento e aggiornamento per la difesa nel processo minorile" Consiglio dell'Ordine degli Avvocati di Bologna e Fondazione Forense Bolognese; anno accademico 2007/2008 "Corso di specializzazione in diritto familiare e minorile", Uni.Rimini, CE.S.DI.F. (Centro Studi e Ricerche in diritto familiare e minorile); In regola con gli obblighi insiti nella formazione continua, ha partecipato ad eventi formativi, seminari e congressi che hanno ad oggetto il diritto familiare e minorile; è avvocato in Bologna.

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