Affitti ad uso commerciale tra norme e buonsenso

Affitti ad uso commerciale tra norme e buonsenso

Il periodo di emergenza che stiamo affrontando ha favorito il continuo proliferarsi di conseguenze che hanno avuto impatti notevoli nella vita quotidiana di ciascuno di noi.

I commercianti rappresentano una delle categorie più colpite in quanto, oltre al mancato incasso per la sospensione dell’attività, hanno dovuto sostenere spese relative alle utenze e ai canoni di fitto.

La legge cosa prevede nel caso specifico? Il covid-19 rappresenta evento straordinario ed imprevedibile che ha di fatto imposto alle parti, locatore e conduttore, l’obbligo di ragionare sulle sorti del futuro contratto che in molti casi non potrà proseguire alle medesime condizioni.

L’appiglio normativo lo offre il dettato dell’art. 1467 del Codice Civile – Contratto con prestazioni corrispettive – che contempla la possibilità per la parte obbligata di utilizzare lo strumento estremo della risoluzione contrattuale nel caso in cui l’adempimento per la parte obbligata diventi eccessivamente onerosa.

La controparte, dal suo canto, può evitare che ciò avvenga adottando una linea di condotta più morbida al fine da addivenire ad una nuova soluzione che va a sanare la situazione di squilibrio creatasi.

L’eccessiva onerosità è però da dimostrare e l’evento sopravvenuto deve determinare una sostanziale alterazione del negozio concordato all’origine tra le parti. Ma è consentita la sospensione del pagamento da parte del conduttore?

La risposta è negativa perché i provvedimenti emanati dal governo di impedire l’esercizio non intaccano la prestazione del locatore che rimane quello di mettere a disposizione i locali commerciali idonei allo svolgimento dell’attività.

Non mancando la controprestazione, spetterà dunque al conduttore rispettare gli accordi per non addivenire all’alterazione del sinallagma, caratteristica propria dei contratti con prestazioni corrispettive. Canone da pagare dunque per il conduttore che potrà però beneficiare del credito d’imposta del 60% del canone di locazione a patto che l’immobile rientri nella categoria C/1, misura prevista dal decreto Cura Italia (art.65)


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Virgilio Minniti

Laureato in Giurisprudenza presso Unisa, attualmente impegnato nella pratica forense ed in quella notarile. Iscritto all'Albo dei giornalisti - elenco pubblicisti

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