C’era una volta il… risparmio

C’era una volta il… risparmio

Il periodo di crisi ha messo in ginocchio anche i risparmiatori veraci. Ma vuoi o non vuoi i cittadini, almeno chi ha potuto, in questo lungo periodo di pandemia ha avuto un incontro ravvicinato con il gruzzoletto messo da parte nel corso degli anni. Denaro accumulato che è servito, specie ai lavoratori autonomi, a non sprofondare e a provvedere quantomeno alle esigenze primarie (fitti, bollette delle varie utenze a carico e cibo).

Cerchiamo di capire come funziona l’organizzazione bancaria o meglio i contratti bancari regolati dagli art. 1834 ss. del Codice Civile. Il disposto della norma codicistica è un po’ lo specchio della situazione che si crea quando il risparmiatore deposita delle somme in un istituto di credito. Depositi di denaro – Nei depositi di una somma di danaro presso una banca, questa ne acquista la proprietà ed è obbligata a restituirla nella stessa specie monetaria, alla scadenza del termine convenuto ovvero a richiesta del depositante, con l’osservanza del periodo di preavviso stabilito dalle parti o dagli usi. Salvo patto contrario, i versamenti e i prelevamenti si eseguono alla sede della banca presso la quale si è costituito il rapporto.

Le principali operazioni bancarie si distinguono in passive e attive. Le prime sintetizzano l’azione delle banche indirizzate a raccogliere capitali ricevendo il denaro dai suoi clienti, mentre le azioni attive vedono la banca quale soggetto erogante del credito in favore dell’utente che ne faccia richiesta e che ne abbia i requisiti. Tra le operazioni passive rientrano, oltre al deposito di denaro, l’emissione di assegni circolari, mentre tra quelle attive anticipazione bancaria, mutui pignoratizi e ipotecari.

Nelle operazioni assume significato preminente il discorso relativo agli interessi che possono essere moratori a risarcimento del danno per il ritardato pagamento e compensativi per il godimento di somme di denaro altrui.

Ma focalizziamo l’attenzione del classico deposito bancario, solitamente il più utilizzato dai risparmiatori, che tra le operazioni passive è la più importante. Il deposito può essere vincolato o libero, ma il comune denominatore di entrambe le operazioni è che la banca deve restituire al risparmiatore il tantundem. Se il deposito è vincolato ci sarà una scadenza da aspettare e rispettare per  il ritiro della somma depositata.

Con il deposito il cliente perde il diritto di proprietà sulla somma depositata e diventa, nel contempo, creditore dell’istituto di credito dove avviene il deposito. Traccia di questa circostanza si ha con la consegna del classico libretto dove verranno annotate le operazioni successive e dove si potrà anche vedere la graduale formazione del risparmio (documentazione aperta). I libretti possono essere al portatore (art. 1836 c.c.) o nominativi. Nel primo caso la banca può pagare, liberandosi dell’impegno, al possessore, anche se questa figura non coincide con il depositante, mentre se il libretto è nominativo il solo soggetto indicato nel documento può compiere le operazioni consentite.

Operazioni che sono desuete in questo periodo, ma, proprio in virtù dell’esperienza che stiamo vivendo, quando si riprenderà l’economia, tutti penseranno di diventare nel loro piccolo dei risparmiatori in maniera tale da non arrivare mai impreparati davanti a situazioni imprevedibili che possono mettere in seria difficoltà le famiglie.

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Virgilio Minniti

Laureato in Giurisprudenza presso Unisa, attualmente impegnato nella pratica forense ed in quella notarile. Iscritto all'Albo dei giornalisti - elenco pubblicisti

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