L’accountability e l’effetto psicologico della pandemia Covid-19 sui giovani

L’accountability e l’effetto psicologico della pandemia Covid-19 sui giovani

Sommario: 1. Introduzione – 2. Rassegna di studi di diverse parti del mondo – 3. L’accountability e l’azione del governo – 4. Conclusioni

 

1. Introduzione

Nel 2013, nelle librerie uscì un interessante libro  di David Quammen, un  explorer del National Geograpghic . Il libro era Spillover[1]  e nel solco del 2020 è ritornato alla ribalta a causa della pandemia di Covid-19 . Nel corso dell’interessante racconto, l’esploratore passa in rassegna le numerose epidemie che negli ultimi anni hanno  affranto una parte del mondo . Pensiamo all’Hendra, oppure al virus Zika, al virus dell’Ebola o al virus della febbre suina e tanti altri . I lettori europei del 2013 lessero con una certa lontananza  le interessanti ricerche di equipe internazionali nel Gabon , nel Congo oppure nel sud-est asiatico, lessero delle lunghe marce alla ricerca dei gorilla morti o  di probabili pazienti zero in insetti o machachi , tuttavia erano interessanti ricerche molto lontane dall’isola felice dell’area europea . Tuttavia nel dicembre del 2019, iniziarono  ad essere diagnosticati nella città di Wuhan  i primi casi di  un nuovo virus chiamato Sars-Cov 2 , in seguito sarebbe stato meglio conosciuto col nome Covid-19 .  L’atteggiamento di molti paesi ed organizzazioni internazionali fu estremamente superficiale , molto probabilmente favorendo la trasmissione del virus, d’altronde a torto o ragione, nei tempi passati vi erano state molte epidemie locali, essa era una delle tante . Tuttavia la situazione grazie ai primi rudi strumenti di indagine diagnostica si scopri  più grave di quella prevista , con la conseguenza che i vari paesi iniziarono a chiudere progressivamente le attività ludiche, enti scolastici ed infine attività commerciali . In Italia ,  il 23 Febbraio del 2020 [2], il governo decise di emanare un primo provvedimento di una lunga serie(al momento in cui si scrive sono oltre 24)  per contrastare l’oramai dilagante epidemia .  A distanza di oltre un anno grazie ai vaccini sviluppati da alcuni paesi la pandemia sembra avviarsi verso un ridimensionamento, tuttavia le misure restrittive hanno inciso nella mente delle varie popolazioni, specialmente nei confronti dei più giovani . L’articolo vuole esaminare nel punto 2 la situazione degli effetti psicologici sui giovani . Il punto sarà composto prevalentemente dai risultati di studi condotti sul tema . Essi sono stati scelti cercando di dare una panoramica dei paesi vicini e quelli più importanti . Tuttavia bisogna dire che non tutti i paesi hanno condotti degli studi sul punto ma presumibilmente verranno condotti in seguito . Gli studi soffrono di alcune limitazioni come il tempo dello studio, ovvero molti studi sono stati condotti durante la prima ondata della pandemia. Altra limitazione deriva dalla grandezza del gruppo poiché, in alcuni casi come quello irlandese il gruppo era composto da un centinaio di persone . Tuttavia è possibile affermare che gli studi esposti in forma sintetica siano abbastanza solidi per supportare la tesi di probabili effetti negativi in capo ai giovani. Il punto 3 è dedicato maggiormente all’ambito giuridico. Il punto  si concentrerà sugli articoli 3 e 32 della carta costituzione. Tale disamina vuole evidenziare la dimensione temporale del diritto alla salute sia evidenziando i casi passati  sia in fase di azione per il futuro , in conclusione del punto 3 si vedrà l’azione del governo . L’articolo si chiude col punto 4 traendo le conclusioni circa l’importanza del principio di accountability da un punto di vista morale al fine di concludere con  proporre a porre in essere un cambiamento di azione al fine di non valorizzare anche una sana crescita psicologica .

2. Rassegna di studi di diverse parti del mondo  

E’ pressoché assodato che le misure di contenimento abbiano avuto degli effetti negativi sulla psiche dei giovani  . Tali effetti possono essere sia direttamente correlati alla paura di infettarsi [3] ma anche agli effetti scaturiti dall’isolamento forzato a causa delle misure di contrasto nonché stress per le condizioni lavorative  [4] . Bisogna evidenziare che gli studi sul tema sono ancora pochi per definire compiutamente il quantum dell’effetto della pandemia, tuttavia è possibile già individuare alcuni risultati parziali .

Uno dei primi lavori importanti sul tema è stato fatto da una squadra di ricercatori  capitanata dalla dottoressa  Orgilés [5] . La squadra ha reclutato, attraverso i social network, 1.143 genitori di bambini italiani e spagnoli di età compresa tra i 3 e 18 anni . Ad essi è stato consegnato un sondaggio da compilare .

I risultati hanno mostrato che l’85,7% dei genitori ha percepito cambiamenti nello stato emotivo e nei comportamenti dei propri figli durante la quarantena. I sintomi più frequenti sono stati la difficoltà di concentrazione (76,6%), noia (52%), irritabilità (39%), irrequietezza (38,8%), nervosismo (38%), sentimenti di solitudine (31,3%), disagio (30,4%) e preoccupazioni (30,1%).

Paradossalmente, malgrado l’ Italia sia stata una delle prime nazioni ad attuare misure restrittive[6] , i genitori hanno indicato meno fenomeni dei genitori spagnoli . In un altro studio  condotto dalla dottoressa Rita Francisco[7] ha confermato i dati della Orgilés , anzi indicando come i bambini italiani abbiano affrontato il covid-19 con meno sintomatologie confronto i bambini portoghesi e spagnoli . Secondo la Francisco ciò sarebbe dovuto ad un errore di raccolta dati poiché vi sarebbe uno scarto di una settimana di chiusura delle scuole dell’ Italia nei confronti di Spagna e Portogallo .

Un altro studio [8] invece si è interrogato  sulla situazione dei giovani in Germania . In questo studio il sondaggio è stato rivolto a 1586 famiglie aventi bambini tra i 7 e 17 anni . I risultati sono stati che : due terzi  (70,7%) dei bambini e degli adolescenti (di età compresa tra 11 e 17 anni) hanno dichiarato di sentirsi gravati dalla pandemia di COVID-19. Più della metà dei bambini e degli adolescenti ha riscontrato che l’istruzione e l’apprendimento a casa sono più difficili rispetto a prima della pandemia (64,4%), la maggioranza ha riportato meno contatti sociali durante la pandemia (82,8%) e quasi due quinti dei bambini e degli adolescenti hanno dichiarato che i loro rapporti con i loro amici erano stati compromessi (39,3%). Circa un quarto dei bambini e degli adolescenti ha riferito che in famiglia erano aumentate le liti (27,6%) .

Maggiormente complessa è stata la situazione  registrata in uno studio canadese [9] . In esso le famiglie  contattate sono state  circa 1900 aventi bambini anche affetti da patologie psichiche . Lo scopo dello studio era duplice , in primis era quello di comprendere quale di sei patologie potesse essere  affiorata (depressione, ansia, irritabilità, attenzione, iperattività e ossessioni/compulsioni) ; altro obiettivo era di identificare un eventuale peggioramento delle condizioni dei bambini già affetti da patologie .  I risultati sono stati  che una percentuale significativa di bambini e adolescenti ha sperimentato un deterioramento della propria salute mentale indipendentemente dall’età  . Il peggioramento delle condizioni ha raggiunto il  70,2% per i  bambini di età compresa tra 6 e 18 anni e il 66,1% dei bambini di età compresa tra 2 e 5. I sintomi della depressione  sono stati più elevati tra i bambini di età compresa tra 10 e 12 anni, mentre il peggioramento  dell’ansia e dell’irritabilità ha colpito maggiormente i bambini di età compresa tra 6 e 9 anni . Infine il deterioramento delle seguenti patologie ovvero di deficit di attenzione, iperattività e l’ossessione/compulsione erano più alti tra gli adolescenti di 13-18 anni . E’ interessante evidenziare che il peggioramento di condizioni  ha trovato tassi minori in ragazzi/e più istruite o di famiglie benestanti . Tuttavia lo studio evidenzia che in generale il gruppo senza patologie , tra il 37/41 % , ha sviluppato sensi d’ansia, irritabilità o sensi di depressione .

La dottoressa Eva Rens[10]  si è invece preoccupata di evidenziare la salute psichica dei giovani residenti in Belgio . Lo studio segue i risultati precedenti, tuttavia  è interessante porre all’attenzione come in tale caso  i partecipanti al sondaggio erano giovani adolescenti(non genitori o bambini) e mirava a valutare non solo l’impatto delle misure restrittive ma sopratutto se gli effetti fossero stati maggiori tra gli uomini o tra le donne .  Il risultato dei  2.008 intervistati, di cui la maggioranza erano donne (78,09%) e studenti (66,82%),  indicano che circa due terzi (65,49%) hanno sperimentato disagio mentale.

 Il prossimo studio è stato condotto dalla dottoressa Gertrud Sofie Hafstad[11] . La ricercatrice si è interessata di valutare gli effetti sui giovani norvegesi , tuttavia presenta la particolarità di porre in relazione l’ effetto della pandemia con la condizione sociale, nonché la composizione familiare . I livelli sono stati più alti nei confronti dei giovani norvegesi svantaggiati nonché di coloro che vivevano con un solo genitore . Tuttavia , complessivamente, lo studio mostra un tasso variabile tra il 5 al 7 % . Un tasso estremamente più basso confronto ad altre aree esaminate .

In maniera quasi paradossale, un indice simile ed in alcune aree più basso è stato registrato in uno studio sui bambini del Kenya affetti da HIV condotto dalla dottoressa Jessica Dyer[12] . Il team ha condotto lo studio su 486 bambini / adolescenti . Il risultato è stato che il 9% ha riportato sintomi di depressione, e l’1% sintomi di depressione da moderata a grave I giovani adulti di età compresa tra 20 e 24 anni presentavano sintomi depressivi da lievi a gravi rispetto ai gruppi di età più giovani . Tra i 481 adolescenti (5 mancanti), il punteggio medio è stato  5,8 . Il team non ha saputo dare una spiegazione ai bassi tassi , malgrado i partecipanti avessero sentito parlare del covid-19 e vi fossero le classiche misure di contenimento . Una probabile causa dei tassi registrati potrebbe essere il tempo ovvero 10 settimane dopo i primi casi accertati oppure la già confidenza con tali misure .

Lo studio di O’Sullivan[13] è incentrato sull’Irlanda . Lo studio è stato condotto su un campione di 48 famiglie per un totale di 94 partecipanti . E’ lo studio con meno partecipanti, di conseguenza è una delle principali limitazioni ai risultati, inoltre il gruppo è estremamente eterogeneo, includendo sia i genitori che  figli di varia età e con disabilità . Tuttavia malgrado le forti limitazioni lo studio è interessante per individuare quale  effetto è stato maggiormente percepito tra sensazione di isolamento , rabbia, tensione etc . In tal caso è stato l’isolamento sociale con l’80%

Un altro studio ci porta a valutare sommariamente la condizione in Slovenia[14] . Il gruppo guidato dalla dottoressa  Kavčič, ha esaminato 2722 partecipanti, di esse la grande maggioranza era composta da donne . Il gruppo aveva una età media di 36 anni . Complessivamente, è risultato che  il 40,7% dei partecipanti è stato classificato come con una buona salute mentale durante il periodo di controllo e il 54,4% dei partecipanti ha percepito alti livelli di stress.

 Il dottor Chiro Islam Mallik[15]  ci porta nella regione dello Bangladesh . Lo studio è uno dei più recenti ed ha avuto l’obiettivo di comparare un gruppo misto sia per sesso che per condizioni sociali sia pre-lockdown che post-lockdown . Il risultato era ricercare generalmente il disturbo emotivo .Tale disturbo prima del lockdown è stato riscontrato più tra le ragazze (9,4%) che tra i ragazzi (5,4%) . Durante il periodo di lockdown, la prevalenza di tutte le forme di disturbi psichiatrici è aumentata sia nei ragazzi che nelle ragazze, ma i ragazzi hanno avuto una prevalenza leggermente più alta (24%) rispetto alle ragazze (22,6%).

Il penultimo paese che si analizzerà è la Cina .Uno dei primi studi cinese fu condotto da Xinyan Xie[16] per valutare gli effetti nella provincia dei Wuhan . Lo studio, benché sia uno dei più citati, è abbastanza rude a causa della redazione subito dopo la prima ondata pandemica, di conseguenza gli effetti psicologici delle misure, presumibilmente, dovevano ancora manifestarsi, nonché la partecipazione di circa il 76 % dei 2330 partecipanti su milioni di colpiti .Tuttavia lo studio ha rilevato che, complessivamente, il 18,9% degli studenti ha riportato sintomi di ansia . Tasso superiore ad indagini precedenti ma non comparabili con quelli eruopei . Tuttavia  il tasso rilevato da Xie è indicativo nei confronti di studenti universitari mentre un altro studio cinese condotto da Shuang-Jiang Zhou[17] è più specifico verso gli adolescenti delle medie e delle superiori . Lo studio ha visto la partecipazione di 8140 adolescenti tra i 12 e 18 anni ed  ha rilevato un tasso sui bambini delle medie  e superiori rispettivamente del  43,7% e del 37,4%.

 Ultimo paese sono gli Stati Uniti . Il tema della salute mentale negli Stati Uniti è molto complesso ed importante come vedremo a causa delle ampie differenze sociali, etniche ed educative . Tuttavia tale complessità ci aiuta a comprendere gli affioramenti di problemi psichici legati ad altre aree della vita della persona  come il lavoro  . Come di  consuetudine iniziamo col dire che uno dei primi studi sugli effetti psicologici del covid è stato condotto dalla  Johns Hopkins University ad opera del professoressa  Emma E. McGinty[18] . Il sondaggio su un campione di 1468, di cui solo il 70 % ha completato il sondaggio, ha prodotto i seguenti risultati : Ad aprile 2020, il 13,6%  degli adulti statunitensi ha riportato sintomi di grave disagio psicologico, rispetto al 3,9% nel 2018 . Nell’aprile 2020, i sintomi di disagio psicologico erano più elevati tra i giovani adulti di età compresa tra 18 e 29 anni (24,0%), adulti con reddito familiare inferiore a $ 35.000 all’anno (19,3%) e adulti ispanici (18,3%). La più bassa prevalenza di grave disagio psicologico tra i sottogruppi esaminati nell’aprile 2020 è stata osservata negli adulti di età pari o superiore a 55 anni (7,3%). Ad aprile 2020, il 13,8% degli adulti statunitensi ha riferito di sentirsi sempre o spesso soli . Concentrandosi maggiormente sulla fascia giovane è particolarmente importante  un rapporto di  FAIR Health  . Il rapporto è stato redatto seguendo le richieste di indennizzo presentate dai giovani di una fascia di età che va dai 13 ai 22 anni . Il risultato è stato sintetizzato da Jeffrey Kluger    sul Times[19] . Il rapporto ha evidenziato un  picco del 334% di autolesionismo intenzionale tra i 13 ei 18 anni nel nord-est degli USA  nell’agosto del 2020 rispetto allo stesso mese dell’anno prima. Altri dati importanti sono stati : l’aumento del 49,6% della depressione e del 67,5% del disturbo d’ansia generalizzato tra i 19 e i 22 anni negli Stati Uniti nell’aprile del 2020 rispetto all’aprile del 2019. A favore del rapporto della FAIR Health vi è anche l’andamento dei ricoveri in ospedale . In particolare uno studio condotto da  Holland KM [20] evidenzia come seppur sia vero che nei primi attimi dell’emissione di norme restrittive siano calate orizzontalmente le richieste al pronto soccorso e ricoveri  tuttavia dopo si è raggiunto nei mesi di Maggio 2020 i picchi di richieste per ricoveri derivanti da overdose e lesioni . Dunque è abbastanza chiaro  che la pandemia abbia espresso un effetto negativo sui giovani . Tuttavia è interessante notare che secondo uno alcuni studi [21] [22] i giovani statunitensi sarebbero più preoccupati del lavoro, tendenza similare alla Francia [23], dunque i motivi di stress psicologico più che legati a restrizioni, sarebbe legato al futuro lavorativo .

3. L’accountability e l’azione del governo

Gli studi fin qui elencati hanno dimostrato con abbastanza certezza che la pandemia non ha solo avuto degli effetti deleteri sulla salute a causa del virus Sars-Cov2 , in alcuni casi portando anche alla morte , ma ha avuto effetti deleteri anche sulla psiche delle persone, in particolare dei giovani . Quantificando molto  approssimativamente a ribasso circa 1/3 dei giovani partecipanti agli studi   ha visto peggiorare la propria condizione psichica .

Quest’ultima deteriorata  in forma variabile a causa di differenti fattori : l’età ; la condizione sociale, la condizione familiare, livello di educazione, la storia clinica della persona(anche se nel caso del Kenya sono stati rimarcati dati sorprendenti ), tipologia del rapporto del lavoro, ovvero se part-time oppure full-time . A tali fattori si aggiungono uno stile di vita differente si pensi al rapporto KFF[24], il quale evidenzia un aumento del consumo dell’alcool o degli stupefacenti, di conseguenza una probabilità maggiore di contrarre patologie legate all’alcolismo oppure all’utilizzo di stupefacenti . Tali fattori andavano valutati  da un punto vista  dell’azione di contenimento, bilanciando i due interessi. Bilanciamento che si può ricavare in una visione temporale anche nella nostra carta costituzionale poiché se è vero che la costituzione  debba essere al centro delle riflessioni del legislatore, come per ogni cittadino (come disciplinato dall’art54 cost.) e anche vero che la sua dimensione temporale dovrebbe essere metro di valutazione degli atti da porre in essere in una visione prospettica al fine di evitare la plausibile lesione dei diritti costituzionali.

 Come detto dimensione richiamata dalla nostra carta costituzionale . Pensiamo ad esempio all’art 3 comma 2 che definisce in prospettiva futura il compito di  rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitano di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

Nello spirito dell’articolo 3 comma 2 è ben visibile la prospettiva futura positiva, dunque di eliminare ,ma anche passiva di non creare ostacoli allo sviluppo dell’uomo . Tesi circa  una valutazione pro-futuro argomentata anche dal celebre giurista Piero Calamandrei che nel suo discorso sulla costituzione disse : la nostra Costituzione non è una costituzione immobile che abbia fissato un punto fermo, è una costituzione che apre le vie verso l’avvenire[25]. Dunque è ricavabile dalla costituzione un compito per il legislatore di valutare e bilanciare nel futuro le azioni legislative . In termini anglosassoni si potrebbe parlare di accountability[26] . Tuttavia se si è accertati che la costituzione abbia una dimensione futura, di proseguo bisogna valutare l’ampiezza del diritto richiamato implicitamente in questione, ovvero l’art.32 della carta costituzionale . L’articolo è certamente uno dei più sensibili e scarsamente scandagliati della giurisprudenza costituzionale [27] . Tuttavia è altresi chiaro che lo stesso articolo è stato il pilastro per la protezione della vita umana poiché come richiamato dalla sentenza 22 marzo 2001, Streletz, Kessler e Krenz c. Germania della CEDU[28] , alla quale la corte costituzionale si è detta affine circa l’interpretazione : il diritto alla vita […] è il valore supremo nella gerarchia dei valori umani,  d’altra parte, lo stesso articolo in combinato disposto con l’articolo 3 disegna un modello legislativo atto alla preservazione della vita umana in più dimensioni . Preservazione che non è solo legata al “corpo” ma anche alla sua psiche . Una conferma deriva dalla relazione della corte costituzionale[29] nel 2006 dove indica che l’articolo 32 è identificabile nella situazione complessiva psico-fisica .   Certamente dinanzi ad una emergenza improvvisa come il Covid-19  le misure restrittive erano assolutamente necessarie tuttavia con l’avanzare degli studi sulla circolazione del virus oppure sugli effetti del lockdown si poteva agire differentemente, specialmente nella seconda ondata, ove molti stati hanno imposto restrizioni meno afflittive confronto all’Italia[30] . Tuttavia il governo ha riconosciuto col suo agire la problematicità degli effetti delle restrizioni . A tali problematiche il governo Conte II ha risposto favorendo l’ accesso degli psicologi nelle scuole [31], accesso che si è concretizzato con un protocollo di intesa[32] tra il ministro dell’istruzione Azzolina e l’ordine degli psicologi, nella figura del presidente Lazzari .  L’accordo e il decreto hanno previsto lo stanziamento di 40 milioni distribuiti in 4800 euro complessivi  per plesso scolastico da utilizzare per il supporto psicologico . Quest’ultimo verrà concretizzato dagli psicologici, ai quali andrà una remunerazione pari a 40 euro orari . Tuttavia gli psicologi dovranno anche redigere rapporti  e seguire lo sviluppo dei ragazzi al fine di raccogliere dati inerenti ad eventuali problematiche . Il protocollo non può  che essere d’aiuto tuttavia forse sarebbe meglio prolungare tale attività di ricerca e supporto poiché finirà nel 2021-2022, anche in base all’art 32 cost, o addirittura ripensare al modello scolastico integrando un supporto psicologico permanente . Sempre in ottica futura il principio di accountability potrà essere d’aiuto, se utilizzato come criterio orientativo, ad evitare possibili eventi catastrofici, ovvero come si è detto all’inizio David Quammen ha  elencato una serie di epidemie localizzate , non era impossibile che nel divenire  una epidemia poteva colpire anche l’area europea e non sarà altrettanto implausibile che nel futuro ci dovremo riconfrontare con situazioni pandemiche, di conseguenza sarebbe importante non solo a porre in essere tutti gli atti per riparare i danni del covid-19 ma anche ad educare ad un “nuovo” fenomeno che ha toccato l’Europa, ben sapendo che il diritto alla salute non deriva esclusivamente dalle prestazioni sanitarie erogate ma anche da uno sviluppo psico-fisico corretto .

4. Conclusioni

Nel corso dell’articolo si è visto come la pandemia abbia provocato  danni di vario genere da quelli economici a quelli fisici , passando per quelli psichici . Si è proseguito con l’evidenziare come gli articoli 3 e 32 della costituzione disciplinino un modello di governo rivolto alla rimozioni di ostacoli che possano inficiare l’apporto lavorativo dei cittadini, di proseguo si è passati ad evidenziare come l’azione del governo potesse essere posta in essere considerando non sono la pandemia ma il contesto sociale nonché gli effetti delle norme restrittive, ovvero di agire secondo accountability. Il principio, utilizzato nel mondo anglosassone,  ha una valenza orientative sia valutando i contesti passati ma soprattutto pianificando il futuro . Nell’introduzione si è  iniziati parlando del libro di David Quammen poiché, a bando di false interpretazioni e predizioni, l’explorer evidenziava l’alto numero di epidemie scoppiate nel mondo e la facilità di circolazione a causa di un mondo sempre più interconnesso nonché all’azione dell’uomo sempre più invasiva . Ma il principio dell’accountability agisce al fine di prevenire gli errori dunque è chiaro che la Repubblica debba porre in essere tutti i mezzi possibili al fine, non solo di rimuovere ostacoli economici o sociali,  ma favorire uno sviluppo psicologico della persona quanto più sano possibile .  Se può sembrare marginale l’argomento della psicologia nelle scuole ,si invita a riflettere su quali conseguenze uno sviluppo scorretto atto alla fomentazioni di patologie o accrescimento/formazione di pregiudizi potrebbero portare la nostra società . In via di conclusione , è importante rimarcare le conclusioni di uno psicologo David Goleman che nel suo libro ” L’intelligenza emotiva” esplica l’importanza di una crescita psichica sana(nello specifico Goleman parla di intelligenza emotiva). Infatti nel suo libro evidenzia come  una educazione psichica (nello specifico del controllo emotivo e della comprensione oggettiva)potrebbe portare ad una società meno litigiosa ed inclusiva . Dunque sarà importante per il governo utilizzare l’accountability al fine di aiutare l’attuazione, nel modo migliore possibile, della carta costituzione : riparando con l’assistenza ai bambini ed adolescenti ma anche incentivando un cambiamento nello studio al fine di rendere i giovani di oggi più consci per le sfide del domani .

 

 

 

 

 


Note
[1] D.Quammen , Spillover ,Adelphi 2013.
[2] d.P.C.M. 23 febbraio 2020, Disposizioni attuative del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, recante misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19
[3] Singh S, Roy D, Sinha K, Parveen S, Sharma G, Joshi G. Impact of COVID-19 and lockdown on mental health of children and adolescents: A narrative review with recommendations. Psychiatry Res. 2020;293:113429. doi:10.1016/j.psychres.2020.113429
[4] Ibidem
[5] Orgilés M, Morales A, Delvecchio E, Mazzeschi C and Espada JP (2020) Immediate Psychological Effects of the COVID-19 Quarantine in Youth From Italy and Spain. Front. Psychol. 11:579038. doi: 10.3389/fpsyg.2020.579038
[6] Centro Studi di Politica Internazionale (CeSPI), Gli Stati e le organizzazioni internazionali nelle politiche di contrasto della crisi pandemica, Marzo 2021. https://www.parlamento.it/application/xmanager/projects/parlamento/file/repository/affariinternazionali/osservatorio/approfondimenti/PI0172.pdf
[7] Francisco R, Pedro M, Delvecchio E, et al. Psychological Symptoms and Behavioral Changes in Children and Adolescents During the Early Phase of COVID-19 Quarantine in Three European Countries. Front Psychiatry. 2020;11:570164. Published 2020 Dec 3. doi:10.3389/fpsyt.2020.570164
[8] Ravens-Sieberer, U., Kaman, A., Erhart, M. et al. Impatto della pandemia di COVID-19 sulla qualità della vita e sulla salute mentale di bambini e adolescenti in Germania. Eur Psichiatria infantile adolescenziale (2021). https://doi.org/10.1007/s00787-021-01726-5
[9] Cost, K.T., Crosbie, J., Anagnostou, E. et al. Mostly worse, occasionally better: impact of COVID-19 pandemic on the mental health of Canadian children and adolescents. Eur Child Adolesc Psychiatry (2021). https://doi.org/10.1007/s00787-021-01744-3
[10] Rens E, Smith P, Nicaise P, Lorant V and Van den Broeck K (2021) Mental Distress and Its Contributing Factors Among Young People During the First Wave of COVID-19: A Belgian Survey Study. Front. Psychiatry 12:575553. doi: 10.3389/fpsyt.2021.575553
[11] Gertrud Sofie Hafstada , Sjur Skjørshammer Sætren, ToreWentzel-Larsen Else-MarieAugust,(2021) Adolescents’ symptoms of anxiety and depression before and during the Covid-19 outbreak – A prospective population-based study of teenagers in Norway, https://doi.org/10.1016/j.lanepe.2021.100093
[12] Dyer, J., Wilson, K., Badia, J. et al. The Psychosocial Effects of the COVID-19 Pandemic on Youth Living with HIV in Western Kenya. AIDS Behav 25, 68–72 (2021). https://doi.org/10.1007/s10461-020-03005-x
[13] O’Sullivan, K.; Clark, S.; McGrane, A.; Rock, N.; Burke, L.; Boyle, N.; Joksimovic, N.; Marshall, K. A Qualitative Study of Child and Adolescent Mental Health during the COVID-19 Pandemic in Ireland. Int. J. Environ. Res. Public Health 2021, 18, 1062. https://doi.org/10.3390/ijerph18031062
[14] Kavčič, T., Avsec, A. & Zager Kocjan, G. Psychological Functioning of Slovene Adults during the COVID-19 Pandemic: Does Resilience Matter?. Psychiatr Q 92, 207–216 (2021). https://doi.org/10.1007/s11126-020-09789-4
[15] Chiro Islam Mallik, Rifat Binte Radwan,Impact of lockdown due to COVID-19 pandemic in changes of prevalence of predictive psychiatric disorders among children and adolescents in Bangladesh,Asian Journal of Psychiatry,Volume 56,2021,102554,ISSN 1876-2018,https://doi.org/10.1016/j.ajp.2021.102554.
[16] Xie X, Xue Q, Zhou Y, et al. Mental Health Status Among Children in Home Confinement During the Coronavirus Disease 2019 Outbreak in Hubei Province, China. JAMA Pediatr. 2020;174(9):898-900. doi:10.1001/jamapediatrics.2020.1619
[17] Zhou, SJ., Zhang, LG., Wang, LL. et al. Prevalence and socio-demographic correlates of psychological health problems in Chinese adolescents during the outbreak of COVID-19. Eur Child Adolesc Psychiatry 29, 749–758 (2020). https://doi.org/10.1007/s00787-020-01541-4
[18] McGinty EE, Presskreischer R, Han H, Barry CL. Psychological Distress and Loneliness Reported by US Adults in 2018 and April 2020. JAMA. 2020;324(1):93-94. doi:10.1001/jama.2020.9740
[19] Jeffrey Kluger ,    Insurance Claim Data Show How Much Teen Mental Health Has Suffered During the U.S. COVID-19 Pandemic , Times 04/03/2021.
[20] Holland KM, Jones C, Vivolo-Kantor AM, et al. Trends in US Emergency Department Visits for Mental Health, Overdose, and Violence Outcomes Before and During the COVID-19 Pandemic. JAMA Psychiatry. 2021;78(4):372–379. doi:10.1001/jamapsychiatry.2020.4402
[21] Derek J. Dean, Ivy F. Tso, Anne Giersch, Hyeon-Seung Lee, Tatiana Baxter, Taylor Griffith, Lijun Song, Sohee Park,Cross-cultural comparisons of psychosocial distress in the USA, South Korea, France, and Hong Kong during the initial phase of COVID-19,Psychiatry Research,Volume 295,2021,113593,ISSN 0165-1781,
[22] Kyle T. Ganson, Alexander C. Tsai, Sheri D. Weiser, Samuel E. Benabou, Jason M. Nagata,Job Insecurity and Symptoms of Anxiety and Depression Among U.S. Young Adults During COVID-19,Journal of Adolescent Health,Volume 68, Issue 1,2021,Pages 53-56,ISSN 1054-139X,
[23] Derek J. Dean, Ivy F. Tso, Anne Giersch, Hyeon-Seung Lee, Tatiana Baxter, Taylor Griffith, Lijun Song, Sohee Park,Cross-cultural comparisons of psychosocial distress in the USA, South Korea, France, and Hong Kong during the initial phase of COVID-19,Psychiatry Research,Volume 295,2021,113593,ISSN 0165-1781.
[24] Nirmita Panchal , Rabah Kamal , Cynthia Cox, and Rachel Garfield , The Implications of COVID-19 for Mental Health and Substance Use, KFF Published: Feb 10, 2021 . https://www.kff.org/coronavirus-covid-19/issue-brief/the-implications-of-covid-19-for-mental-health-and-substance-use/view/footnotes/ .  Il rapporto KFF ha ad oggetto lo studio della situazione statunitense, se il lettore volesse una invece un maggior chiarimento a supporto della tesi in un contesto italiano il riferimento è  ‘Rapporto dell’ISS 2021 sul monitoraggio di bevande alcoliche nelle Regioni’
[25] Piero Calamandrei , Discorso sulla costituzione , http://pratika.net/wp/wp-content/uploads/2017/03/15-Piero-Calamandrei.pdf
[26] Il concetto di “Accountability” potrebbe essere tradotto semplicemente con “principio di rendicontazione”, “responsabilità” o, meglio ancora, “prova della responsabilità” .Tuttavia non vi concordia circa una definizione unanime . Per una spiegazione più ampia si rimanda all’articolo di Michele Iaselli “Accountability” scritto per Altalex nel 2018.
[27]  XVIII Congresso della Conferenza delle Corti costituzionali europee,Diritti umani e libertà fondamentali: la relazione fra cataloghi sovranazionali, internazionali e nazionali nel XXI secolo , Praga, 24-26 febbraio 2021pag 14.
[28]Ibidem pag 17
[29]Relazione predisposta in occasione della delegazione della corte costituzionale con il tribunale della corte costituzionale della Polonia ,I diritti fondamentali nella giurisprudenza costituzionale ,Varsavia 30-31 Marzo 2006 .Pag 45.
[30] Centro Studi di Politica Internazionale (CeSPI), Gli Stati e le organizzazioni internazionali nelle politiche di contrasto della crisi pandemica, Marzo 2021. https://www.parlamento.it/application/xmanager/projects/parlamento/file/repository/affariinternazionali/osservatorio/approfondimenti/PI0172.pdf
[31] D.L. 22 marzo 2021, n. 41 “c.d. Decreto sostegni”(art 35)
[32] Protocollo di intesa per l’assistenza degli psicologi https://www.psicamp.it/public/opere/7744-protocollo%20firmato%20cnop_mi.pdf

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