Sicurezza nazionale e tecnologia aliena

Sicurezza nazionale e tecnologia aliena

Sommario: 1. Introduzione – 2. Le varie istituzioni che hanno studiato in via ufficiale la fenomenologia –  2.1. L’esperienza statunitense – 2.2. L’esperienza europea e nelle altri parti del mondo

1. Introduzione

Che cosa sappiamo delle tecnologie cosiddette “aliene”? Ovviamente in tale categoria rientrano gli oggetti volanti non identificati e altri reperti trovati nella superficie della terra appartenenti ad una tecnologia avanzata non ancora presente nel nostro globo.

Vi sono numerose testimonianze di civili ormai diffuse ampiamente via internet,  ma nessuna dichiarazione ufficiale da parte di governi. Si afferma addirittura che vi sia stato un programma di screditamento degli episodi di avvistamento o schianto nella superficie della terra dei cosiddetti oggetti volanti non identificati. Si afferma che sia una materia top secret e non di argomento pubblico.

Però si fa anche accenno a dei veri protocolli aventi ad oggetto il comportamento militare in caso di presenza di questi oggetti volanti non identificati, anche se in via ufficiale non viene fatto nessun riferimento. A parte le voci correnti in concreto cosa abbiamo di ufficiale?

Si tratta di fatti collocati  in varie parti geografiche della terra ma inizialmente documentati in modo esclamativo negli Stati Uniti nel periodo 1947 in seguito ad avvistamenti di massa di oggetti volanti non identificati.

Le testimonianze relative a questi avvenimenti spiccano per la loro omogeneità anche se in luoghi lontani tra loro e riguardanti oggetti avventi caratteristiche molto più moderne come soprattutto la loro velocità e l’estrema mobilità.

L’accertamento di questi accaduti viene ufficializzato per la prima volta con l’istituzione da parte della U.S. Air Force (USAF) nel periodo 1947-1969 di diverse “Commissioni di studio”.

Quindi si tratta di fatti di grande clamore pubblico non appartenenti soltanto alla storia o a varie testimonianze ma presenti e documentati  negli studi di istituti in diversi Stati del mondo.

Rilevo comunque che si tratta di risorse informative alquanto delicate con pochi riscontri ufficiali, ma altrettanto diffuse e in un certo senso documentate. Spesso i documenti attestanti questi fatti sono contestati per la loro veridicità.

Non riporterò le numerose testimonianze documentate anche nei quotidiani di stampa di tutto il mondo o raccolte di questi episodi in vari libri di testo se non qualche accenno in modo sommario a qualche accaduto più rilevante.

Quindi mi concentrerò sui risvolti formali negli enti governativi dei Stati dove questi accaduti si sono verificati e sulla loro esplicazione legale. Anche perché le apparizioni sono testimoniate oltre che da un ampissimo arco temporale anche in luoghi  vasti del globo e quasi in tutti gli continenti.

2. Le varie istituzioni che hanno studiato in via ufficiale la fenomenologia

2.1. L’esperienza statunitense

Le istituzionalizzazioni principali e le argomentazioni ufficiali più rilevanti che accertarono in via formale il cosi dibattuto caso delle fenomenologie aliene sono le commissioni che vennero istituite negli Stati Uniti negli anni 1947-1969 coincidenti appunto con gli ampi accaduti di questo genere in diversi parti dello Stato.

Nel 1947 si incaricò la Air Technical Intelligence Center ATIC, una sezione della Air Force degli Stati Uniti, per raccogliere testimonianze, indagare, ed interpretare i dati relativi ad oggetti volanti di tecnologia aliena avvistati in diversi luoghi.

Il 30 dicembre 1947, su disposizioni del ministro di allora James Forrestal, si avviò la creazione del Project Sign sotto la direzione di Allen J. Hynek con sede a Wright Patterson AFB nel Ohio.

Nonostante fosse classificato “riservato”, lo studio venne reso pubblico con il nome Project Saucer. Il suo direttore insegnante di astronomia all’università dell’ Ohio venne incaricato di eliminare dai rapporti qualsiasi avvistamento UFO che potesse essere scambiato per meteoriti, stelle o fenomeni analoghi.

Il progetto Sign fu assegnato solo a personale di grado elevato all’interno dell’ATIC e in una prima fase della ricerca la US AIR Force rimase consapevole del fatto che gli oggetti volanti avvistati potevano essere di origine extraterrena, quindi non costruiti né negli Stati Uniti né nell’Unione sovietica (data l’emergenza della guerra fredda che incorreva in quel periodo).

Dopo quasi due anni (data anche la discontinuità con cui venne portato avanti il lavoro) e, precisamente, nel 11 febbraio 1949, venne creato il Project Grudge in sostituzione del precedente. Quindi l’aeronautica continuò a raccogliere e valutare i dati sugli oggetti volanti non identificati tramite questo altro programma consapevole del numero degli avvistamenti e la valutazione che tutto ciò potesse costituire una minaccia alla pubblica sicurezza.

Nel 31 agosto 1949 si creò una sotto-commissione denominata Project Twinckle con sedi nel Nuovo Messico in Vaugham e Holoman AFB.  In seguito, nel 27 ottobre 1951, sotto la direzione del capitano Edward J. Ruppelt, quale ufficiale addetto alle informazioni  dell’ATIC, nacque il New Project Grudge con il Project Bear come comitato consuntivo.

Gli studi governativi più ampi avvennero con il Progetto Blue Book – marzo 1952 – sotto la direzione del capitano Edward J. Ruppelt fino a settembre 1953 e poi del maggiore Hector V. Quintanilla.

Tramite la riunione della giuria Robertson nel periodo 14-17 gennaio 1953 come ordine del giorno si compì un esame dell’attività del Blue Book, questo anche in seguito al alto record di rapporti sugli oggetti volanti non identificati e addirittura degli avvistamenti vicino all’aeroporto nazionale di Washington nell’estate 1952.

Parti di questa indagine rimasero segrete fino al 1979, circostanza che alimentò sospetti su una eventuale copertura. Ancora dopo diversi anni nel 1966 un Comitato Consuntivo dell’Air Force degli Stati Uniti ricevette l’incarico di controllare i mezzi e i metodi d’inchiesta del Blue Book. Venne raccolto e rivisto il materiale più interessante del progetto per predisporre un resoconto attuato e pubblicato nel progetto successivo.

Nel 1967 l’altro progetto sponsorizzato dalla USAF con sede all’Università di Colorado venne chiamato Condon Project  o Project Colorado con direzione d’inchiesta del fisico Edward U. Condon. Il comitato cosi operante concluse che si trattava di fenomeni comuni e che non vi erano prove sufficienti nelle relazioni che giustificassero ulteriori indagini.

Su questi presupposti, nel 17 dicembre 1969, avvene lo scioglimento del Project Blue Book.

Molte dispute su questi programmi riguardano le modalità di indagine che, specialmente nella seconda parte di tempo, mirano o comunque realizzano un screditamento di questi accaduti, anche se non in modo esplicito.

I rapporti di avvistamento in precedenza raccolti vennero, infine, classificati come “identificati”. Il 7 giugno 1967 il Professore di Fisica Atmosferica J.E. Mc Donald, riconosciuto come uno dei massimi esperti mondiali di Fisica Atmosferica e direttore del rispettivo istituto presso l’Università dell’Arizona, lesse nel palazzo di Vetro davanti al “Gruppo Affari Spaziali” dell’Onu la sua dichiarazione sugli aspetti scientifici internazionali degli oggetti volanti non identificati.

Dopo studi approfonditi  dichiarò che le commissioni ufficiali del paese non avevano compiuto uno studio adeguato del problema sollecitando dei passi possibili per uno studio sistematico su scala mondiale della fenomenologia per mezzo dello stato maggiore ONU scientifico.

Inoltre incoraggiò le Nazioni facenti parte dell’ONU a creare uffici di ricerca e commissioni speciali incaricate di esaminare i rapporti sugli avvistamenti degli oggetti volanti non identificati per studiare il problema da parte di tutti i scienziati del mondo affermandone il carattere internazionale.

Venti giorni dopo la stampa mondiale comunicò le dichiarazioni dell’allora Segretario Generale dell’ONU U-Thant rilevando che “dopo la guerra del Vietnam un altro problema importante per l’ONU era quello degli UFO”. Anche se questa dichiarazione risale a prima della guerra in Medio Oriente.

Il professore insistette anche sulla censura del regolamento AFR 200-2 in base al quale il personale della US Air Force ed in seguito il JANAP-146 era passibile anche di pene pecuniarie e detentive se avesse parlato in pubblico o con la stampa degli avvistamenti degli oggetti volanti non identificati.

Anche nelle dichiarazioni successive, di fronte a un comitato del Congresso USA, il prof. James McDonald dichiarò che dal 1953 l’Air Force Americana eseguiva gli ordini impartiti dalla CIA al fine di tenere nascosti i dettagli tecnici relativi al fenomeno degli oggetti volanti non identificati.

In altre dichiarazioni, rese alla rete televisiva, McDonald spiegò che gli studi compiuti nel progetto Condon attenuavano appositamente su disposizioni della CIA le testimonianze relative agli avvistamenti accusando un travisamento dei fatti su questa materia.

2.2. L’esperienza europea e nelle altri parti del mondo

Vari istituti in tutto il mondo studiano queste fenomenologie. In Italia, dal 1985 l’associazione privata CISU, Centro Italiano studi ufologici, opera con il lavoro di soci e collaboratori scientifici. La GEPA in Francia opera dal 1962 con la collaborazione delle forze armate francesi e gruppi di ricerca scientifici. Nel Regno Unito la British Ufo Research Association  fondata nel 1962 ha promosso un codice di comportamento per la ricerca in questo campo.

Una sezione del Defence Intelligence Staff (DIS) del governo britannico condusse uno studio tra il 1997-2000 denominato Progetto Condign. In Spagna indagini furono svolte negli anni 70 dal Centro de Estudios Interplanetarios “CEI” di Valenzia e Barcellona.

In Romania altre indagini sono state svolte dal circolo scientifico di un centro universitario di Bucarest.

SOBEPS è l’acronimo di Société belge d’étude des phénomènes spatiaux nata nel 1971 che si occupò di indagini in questo campo sino al 2007 quando viene succeduta da COBEPS, Comité Belge pour l’Étude des Phénomènes Spatiaux.

In Canada la Apro, Aerial Phenomena Research Organization, indagò in casi di evidenza insieme al National Research Council del governo canadese e le forze aeree. In Argentina si testimonia di numerosi avvistamenti e le indagini sono state svolte dal CADIU,  Circulo Argentino de Investigaciones Ufologicas.

Nella Unione Sovietica le indagini ebbero avvio dal 1977 tramite due commissioni presso il Ministero della difesa e l’Accademia Sovietica delle Scienze.

3. Conclusioni

Uno degli effetti descritti dai testimoni in presenza degli oggetti volanti non identificati è la formazione di un misterioso campo di forza che cagiona rilevabili interferenze sugli strumenti elettromagnetici.

Il fenomeno si notava inizialmente con le bussole. In seguito chi si trovava alla guida di veicoli con motori scoprì che in prossimità di UFO, l’alimentazione dei motori ne risentiva negativamente; navi, automobili e trattori soffrivano un calo di rendimento dell’apparato motore in prossimità di UFO.

Automobilisti e piloti di aerei firmarono numerosi rapporti dai quali risultava che essendo accostati da UFO non avevano potuto trasmettere né ricevere segnali con le radio di bordo.

E invece sulle persone che effetti potrebbero causare tali interferenze? Cosa accadrebbe alle funzioni cognitive di una persona in caso di incontro ravvicinato con un tale fenomeno?

Si ritiene tale evenienza assolutamente di interesse anche per fini di studio. Dal punto di vista giuridico ci si troverebbe, infatti, di fronte ad un grave pericolo per la pubblica sicurezza con eventuali impossibilità di svolgimento delle normali funzioni di ciascun individuo in quel preciso momento, in quel preciso luogo, in quella precisa funzione, con eventuali conseguenze caotiche nell’andamento quotidiano della vita.

Di fronte ad un così grande riscontro pubblico, non sarebbe coerente educare la popolazione? Si tratta oramai di fenomeni comunque per vario tempo studiati ed ampiamente documentati – anche se in via non ufficiale – con qualsiasi mezzo. In via ufficiale si è scelta, però, la via della censura.

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Mi sono laureata nel 2007 in Giurisprudenza presso l'Università degli studi di Pavia in Diritto Internazionale. Nel 2009 ho ottenuto dall'Ordine degli Avvocati di Milano il Certificato di Pratica Forense per l'abilitazione alla professione di Avvocato. Ho studiato diritto comparato a Strasburgo e ho potuto approfondire le mie conoscenze giuridiche con corsi di specializzazione in materie quali "Le regole di genere" presso l'Università di Bergamo, "Contracts:From trust to promise" presso l'Università di Harvard e "International Human Rights" presso Louvain University etc. Negli anni successivi alla laurea ho collaborato con diversi studi legali con attività di redazione di atti giudiziari e stragiudiziali nei rami principali del diritto, ricerca giurisprudenziale e dottrinale, traduzioni etc. Dal 2010 svolgo l'attività di libero professionista nell'ambito della consulenza legale. Nel 2017 ho completato presso la University of London il corso telematico in Global Diplomacy-Diplomacy in the Modern World. Ultimamente ho potuto svolgere anche studi in religione presso la Divinity School di Harvard.

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