Acquisti di/e tramite bitcoin: nuove frontiere del Terzo Millennio

Acquisti di/e tramite bitcoin: nuove frontiere del Terzo Millennio

Sommario: 1. Peculiarità – 2. Investire in bitcoin – 3. È possibile comprare casa tramite bitcoin?
 

Il fenomeno “bitcoin” è ormai sulla bocca di tutti ponendosi come una delle maggiori novità dell’era digitale; proprio per tale motivo è necessario delinearne le caratteristiche essenziali per poi procedere ad analizzarne i possibili utilizzi. In particolare, si prenderanno in esame sia come fonti di investimento sia come strumenti di pagamento.

1. Peculiarità

Innanzitutto occorre partire dal definire i bitcoin come una valuta digitale che si basa su un “sistema decentralizzato, che utilizza una rete di soggetti paritari (peer to peer) non soggetto ad alcuna disciplina regolamentare specifica né ad una autorità centrale che ne governa la stabilità nella circolazione”[1].

Si tratta di criptovalute caratterizzate dai seguenti elementi:

  • hanno natura digitale e sono liberamente accessibili e trasferibili dal titolare;

  • funzionano attraverso una coppia di chiavi crittografiche, una pubblica e una privata;

  • sono scambiati online sulla base del consenso tra gli utenti senza che vi sia il controllo di terze parti;

  • il loro valore è determinato dalla disponibilità ad acquistarli, quindi dipende dalla domanda e dall’offerta ed è estremamente “volatile”;

  • i proprietari sono anonimi e identificati soltanto da un codice;

  • ogni transazione effettuata viene inserita in un “blocco” assieme a quelle effettuate negli ultimi dieci minuti; la blockchain è infatti una sorta di registro aperto a tutti in cui è possibile rintracciare tutte le operazioni;

  • non è immediatamente possibile collegare un account Bitcoin all’identità di un soggetto concreto.

Quanto al loro utilizzo, è possibile spenderli online presso i rivenditori che li accettano, nei cd. negozi Friendly bitcoin o scambiandoli (exchange) con altra valuta o criptovaluta.

2. Investire in bitcoin

E’ indubbio che molti abbiano preso di mira la moneta digitale in esame al fine di lucrare ingenti profitti derivanti dalle oscillazioni del tasso di cambio rispetto alla moneta legale. Considerata tale finalità, parte della dottrina ha inquadrato i bitcoin come “strumenti finanziari” o come “prodotti finanziari”.

A tale riguardo, si segnala che l’unica pronuncia giurisprudenziale[2] registratasi in materia ha stabilito che l’operazione di cambio di valuta tradizionale con bitcoin è un’operazione ad alto rischio per cui il suo promotore è tenuto a fornire una informativa precontrattuale ben dettagliata relativamente ai rischi connessi all’investimento.

Giova puntualizzare che tale investimento sicuramente richiede una particolare attenzione da parte dei risparmiatori perché si è in presenza di un mercato molto instabile, “volatile”, dal momento che si possono registrare perdite o guadagni consistenti anche in un arco temporale breve.

Di certo non si addice una siffatta scelta a chi ha una bassa propensione al rischio perché l’andamento di tale mercato è fluttuante e variabile anche nel breve termine.

Indubbiamente, per chi volesse avventurarsi, sarebbe bene investire inizialmente poco affidandosi a broker di trading online affidabili attraverso le piattaforme CFD( a mero titolo esemplificativo eToro, 24option).

Bisogna partire dalla constatazione che il prezzo dei bitcoin non sempre sale e, quindi, non è intelligente l’approccio di chi spera solo in un rialzo per rivenderli.

Occorre mettere in conto che le quotazioni possono scendere e, per tutelarsi, sarebbe più conveniente ricorrere ai contratti per differenza(CFD). Si tratta, infatti, di contratti finanziari, con i quali si investe su vari titoli finanziari, regolamentati e sotto la vigilanza della Consob, che possono permettere di guadagnare sia al rialzo sia al ribasso (vendendo allo scoperto)[3].

Resta fermo che bisogna tenere bene a mente il fattore rischio che li connota, considerando la volatilità e la instabilità tipica di tali strumenti.

 3. È possibile comprare casa tramite bitcoin?

Anche il Notariato sta avendo modo di confrontarsi con tale nuova realtà virtuale. Ed invero ci si è chiesti se sia possibile ricorrere ai bitcoin come strumento di pagamento ai fini del perfezionamento di acquisti immobiliari.

Deve darsi atto che a Torino, il 23 gennaio 2018, è stato effettuato il primo rogito notarile e non mancano società che propongono tale soluzione. Tuttavia, emerge da subito un vuoto normativo in materia nonché l’assenza di pronunce giurisprudenziali.

Il Consiglio Nazionale del Notariato, dal canto suo, ha stabilito che, ad oggi,  non è possibile adempiere agli obblighi imposti dalla normativa antiriciclaggio nel caso di pagamenti tramite bitcoin.

Più dettagliatamente,  si è evidenziato che i sistemi di accesso informatico si fondano sulla mera verifica di credenziali informatiche e non anche sulla identificazione dei titolari.

Inoltre, degna di nota è la indicazione analitica delle modalità di pagamento tenuto conto del fatto che l’indicazione delle chiavi pubbliche non permette di risalire al titolare e l’indicazione di quelle private associate a quelle pubbliche, renderebbe pubblico lo strumento per disporre della valuta virtuale[4].

In ragione di tanto, il CNN suggerisce ai notai di valutare l’opportunità di effettuare, in tale evenienza, una segnalazione di operazione sospetta.


[1] Agenzia Entrate, ris. n. 72/E del 2016
[2] Tribunale Verona, sentenza 195/2017
[3] http://www.mercati24.com
[4] Cfr Quesito Antiriciclaggio n 3-2018/B ad opera del Consiglio Nazionale del Notariato, dal titolo “Antiriciclaggio- Compravendita di immobile – Pagamento del prezzo in Bitcoin”
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