Arriva il REI (reddito di inclusione), ed è già boom di istanze

Arriva il REI (reddito di inclusione), ed è già boom di istanze

C’è una forma di sostegno, una misura di contrasto alla povertà e all’esclusione sociale, approvato con il decreto legislativo 15 settembre 2017, n. 147, in attuazione della legge-delega 15 marzo 2017, per i cittadini meno abbienti, che rientrino in determinati parametri, ed è il REI, il Reddito di Inclusione.

La circolare INPS 22 novembre, n. 172 fornisce le prime istruzioni amministrative, illustra il riordino delle prestazioni assistenziali finalizzate al contrasto alla povertà, in particolare del Sostegno per l’Inclusione Attiva (SIA) e dell’ASDI (Assegno Sociale di Disoccupazione) e la conseguente rideterminazione del fondo povertà.

Ma cerchiamo di fare chiarezza.

Dal 1° dicembre 2017 è possibile presentare domanda e per chi possiede i requisiti richiesti il beneficio economico avrà decorrenza dal 1° gennaio 2018 e verrà erogato attraverso l’attribuzione di una carta prepagata emessa da Poste Italiane SpA, per un massimo di 18 mesi, dai quali saranno sottratte le eventuali mensilità di Sostegno per l’Inclusione Attiva (SIA) percepite

Subordinato alla valutazione della situazione economica e all’adesione a un progetto personalizzato di attivazione e di inclusione sociale e lavorativa del nucleo richiedente, il quale dovrà soddisfare specifici requisiti di residenza e anagrafici, economici, di composizione del nucleo familiare e di compatibilità, specificamente dettagliati nella circolare INPS[1].

Quali sono i requisiti per accedere alla prestazione?

I requisiti necessari hanno sia carattere familiare che carattere economico.

Per quanto riguarda il primo, infatti, subordinato all’erogazione del beneficio è la presenza di un soggetto convivente che si trovi in una delle seguenti condizioni: 1) componente minore di età; 2) persona con disabilità e almeno un suo genitore o un tutore; 3) donna in stato di gravidanza; 4) componente che abbia compiuto 55 anni di età con specifici requisiti di disoccupazione.

I requisiti economici, invece, riguardano soglie minime di reddito che non devono essere superate: 1) un ISEE no superiore a 6.000 euro; 2) un patrimonio immobiliare, diverso dalla casa di abitazione, inferiore a 20.000 euro; 3) un valore del patrimonio mobiliare non superiore a 10.000 euro – ridotto a 8.000 in caso di nuclei composti da due persone ed a 6.000 in caso di persone che abitano sole.

Dove e quando fare domanda?

La domanda di accesso alla prestazione potrà essere presentata dal 1° dicembre 2017, presso i comuni o altri punti di accesso identificati dagli stessi, utilizzando il modello allegato alla circolare.

Si compila questo modulo e lo si presenta ai Comuni (o ai Municipi, nel caso di grandi città), che avranno 15 giorni di tempo per trasmettere le domande all’INPS, l’Istituto nazionale di previdenza sociale.

L’INPS deciderà a quel punto se riconoscere il REI, ma la condizione necessaria sarà che il richiedente firmi un “progetto personalizzato” per il tentativo di suo inserimento nel mondo del lavoro.

In ogni caso, l’importo complessivo annuo non può superare quello dell’assegno sociale.

Al momento della presentazione della domanda e per tutta la durata del beneficio, il richiedente deve essere in possesso di un’attestazione ISEE in corso di validità.

Dai Comuni fanno sapere che in meno di 48 ore, le circoscrizioni cittadine sono state subissate di istanze per ottenere il sussidio economico, non sarà lo specchio di un paese che vede molte persone alle soglie della povertà?


[1] Circolare INPS n.172 del 22 novembre 2017

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Chiara Gabriele

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