Art. 612-bis c.p., stalking: la legge che non funziona

Art. 612-bis c.p., stalking: la legge che non funziona

Lo stalking è entrato a far parte del nostro ordinamento con il decreto legge 23 febbraio 2009, n. 11 (convertito in Legge 23 aprile 2009, n. 38), che ha introdotto, all’art. 612-bis c.p., il reato di “atti persecutori”, che punisce quelle condotte persecutorie o, comunque, di malsana interferenza nella vita privata di una persona.

L’introduzione di questo reato “spia” doveva in qualche modo aiutare nella prevenzione degli omicidi che vedono, purtroppo, coinvolti un numero sempre maggiore di donne. Tuttavia, malgrado l’introduzione della legge gli omicidi in danno delle donne (impropriamente e scorrettamente chiamati femminicidi) continuano drammaticamente ad aumentare.

Allo stato attuale bisogna affermare che la legge non ha apportato benefici, malgrado l’introduzione del pacchetto di sicurezza nel 2014. Forse nessun risultato è stato fin raggiunto. È l’ennesimo fallimento della legge e lo dimostra l’introduzione – nell’agosto 2017 – dell’art. 162–ter codice penale (estinzione del reato per condotte riparatorie), che ha ad oggetto anche il reato di stalking.

La citata norma è stata subito messa sotto accusa da numerose associazioni a sostegno delle vittime di violenza di genere, di stalking, quando nei giorni scorsi un Giudice di Torino – applicando quanto previsto dall’art 162-ter c.p. – ha ritenuto congrua l’offerta di uno stalker di 1.500 euro, nonostante il rifiuto della vittima, dichiarando di conseguenza estinto il reato.

Una norma della discordia, che come la legge sullo stalking, appare lacunosa, lenta, burocratica. Una norma che ha provocato la rabbia, l’ira e il grido “di vergogna” di tutte le vittime e degli enti e associazioni che combattono ogni giorno contro la violenza sulla donna.

Ancora una volta la legge si è dimostrata inadeguata. Insomma, una legge che non tutela la vittima.

La levata degli scudi, al grido di vergogna al risarcimento per la vittima da parte dello stalker, ha portato all’ennesima correzione della norma attraverso un emendamento presentato da un parlamentare, norma che sarà discussa in Commissione Giustizia al Senato.

Un emendamento che vorrà giustamente sottrarre il reato di stalking dal novero dei reati per i quali è possibile dichiarare l’estinzione del reato ma che certamente non potrà colmare le lacune di una legge di per sé lacunosa già alla base.

Un emendamento che ha ricevuto il parere favorevole del Ministero della Giustizia.

Purtroppo ben altro bisognerà fare per tutelare le vittime di violenza, di stalking. La modifica della legge è stato il primo passo, ma un duro lavoro di sensibilizzazione deve ancora essere compiuto, lavoro che deve vedere la partecipazione di ogni uomo e istituzione.

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Antonio Russo

ministero difesa, autore e scrittore, counselor in relazione d'aiuto, consulente legale e stalking

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