Esami di maturità: quando l’alunno chiede ed ottiene il “riesame” della prova scritta

Esami di maturità: quando l’alunno chiede ed ottiene il “riesame” della prova scritta

T.A.R. Puglia, sede di Lecce, 10 luglio 2017, n. 1153

A cura dell’Avv. Marco La Grotta

“L’alunno che alla maturità consegue una votazione nettamente inferiore in una prova scritta rispetto al giudizio di ammissione ha diritto ad una nuova correzione dell’elaborato da parte della Commissione d’esame diversamente composta.”

Il fatto

Uno studente dell’Istituto Tecnico (omissis) della provincia di Lecce ricorreva al Tribunale Amministrativo e chiedeva l’annullamento dei verbali d’esame di maturità redatti dalla Commissione in quanto riportavano una valutazione complessiva di netto inferiore rispetto al giudizio di ammissione dell’alunno all’esame stesso.

In particolare il maturando al termine dell’anno scolastico veniva ammesso agli esami con una media complessiva di 7,6/10 e, in particolare, con la votazione di 8/10 nella materia ‘Italiano’, oltre a un credito formativo di 18/25.

All’esito degli esami il ricorrente otteneva una votazione complessiva di 60/100, ‘negativamente’ condizionata dalla votazione di 4/15 della prima prova scritta (quella di Italiano, laddove nelle altre due prove scritte, relative a ben 6 discipline curricolari, egli otteneva una votazione di 14/15).

Sulla base delle conclusioni cui era pervenuto il perito di parte, lo studente proponeva ricorso al TAR – Lecce lamentando una serie di vizi che a suo parere inficiavano gli atti impugnati: illogicità e irrazionalità manifesta, contraddittorietà, falsi ed erronei presupposti, travisamento, violazione e malgoverno dei principi di buon andamento, imparzialità, trasparenza e correttezza ex art. 97 Cost., violazione dell’art. 3 l. n. 241 del 1990, eccesso di potere per carenza di motivazione, disparità di trattamento.

La decisione del T.A.R.

I Giudici Amministrativi nell’esaminare il ricorso, prendono in considerazione il verbale con cui il Consiglio di Classe aveva ammesso lo studente all’esame di maturità e che riportava il seguente giudizio: “L’alunno si è dimostrato maturo per capacità critica, doti di riflessione e giudizio, autonomia operativa e apprendimento. Ha evidenziato capacità di adattamento a nuove situazioni che richiedevano apporto personale e creativo. E’ pervenuto a una condizione di ottima socializzazione con capacità di guida e adattamento. Si esprime con chiarezza e proprietà di linguaggio, ha dimostrato capacità di comprensione e riflessione; ha saputo integrare le normali conoscenze selezionando dati pertinenti dai mezzi di informazione di massa. E’ in grado di leggere, redigere e interpretare testi di diversa natura”.

Nonostante la lusinghiera ‘presentazione’ dello studente, proprio nella prima prova, quella di italiano, materia nella quale era stato ammesso con l’eccellente votazione di 8/10, egli “subiva” una votazione non solo bassissima (4/15, pari a 2,7/10) e non in linea con il voto di ammissione, ma, anche, del tutto diversa rispetto a quelle ottenute nelle altre due prove scritte (14/15, e dunque 9,3/10 in entrambe).

Il T.A.R. – Lecce, con la sentenza indicata in epigrafe, afferma che occorre prendere in considerazione il contenuto dell’elaborato e che, con riferimento agli spunti critici offerti dalla perizia di parte circa gli indicatori  (‘trattamento dei documenti’, ‘organizzazione del testo in rapporto alle consegne’, ‘argomentazione e riflessione critica’, ‘padronanza della lingua: ortografia, sintassi e punteggiatura’ e ‘padronanza della lingua: lessico’), la votazione attribuita all’elaborato eccezionalmente bassa (4/15 = 2,7/10), risulta palesemente irragionevole e, verosimilmente, condizionata in modo eccessivo dalla pessima grafia cui l’elaborato era caratterizzato.

Di conseguenza, il Tribunale Amministrativo accoglie il ricorso e dispone che l’elaborato relativo alla prova scritta di Italiano venga fatto oggetto di una nuova correzione, da parte di Commissione d’esame diversamente composta.


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Avv. Marco La Grotta

Laurea Magistrale in Giurisprudenza, conseguita presso Università degli Studi di Bari "Aldo Moro". Pratica forense svolta in ambito civile, penale ed amministrativo presso lo studio legale dell'Avv. Prof. Giuseppe Chiarelli del Foro di Taranto. Attestato di frequenza della Scuola Forense-Taranto. Attestato di partecipazione al corso biennale per difensore d'ufficio. Attualmente iscritto presso l'Albo degli Avvocati di Taranto ed esercita la professione forense prevalentemente nell'ambito penale e della consulenza a società.

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