Il debitore che tarda a risarcire paga anche gli interessi compensativi

Il debitore che tarda a risarcire paga anche gli interessi compensativi

Cass. Civ., sez III, 14 Giugno 2016, n. 12140

Con questa recentissima pronuncia, la Corte di cassazione ha statuito che ritardare un risarcimento potrà comportare il rischio di dover pagare anche gli interessi compensativi per aver posto il soggetto danneggiato nell’impossibilità di investire la somma che gli era dovuta e di ricavarne, così, un lucro finanziario.

La Suprema Corte ha infatti sottolineato che l’impossibilità di procedere all’investimento rappresenta un danno ulteriore che il giudice dovrà liquidare in via equitativa.

In tal caso è possibile ricorrere ad un saggio di interessi, i quali rappresentano una componente dell’unico danno da fatto illecito e non un frutto civile per il danno da ritardo. E’ da tener presente che essi dovranno essere calcolati in riferimento ai singoli momenti rispetto ai quali, sulla base degli indici medi di rivalutazione monetaria, la somma equivalente al bene che si è perso si incrementa nominalmente. L’alternativa prevede, invece, di calcolarli prendendo come riferimento un indice medio.

Sarà quindi fondamentale evitare che il danneggiato riceva da tale circostanza un arricchimento ingiustificato che si verificherebbe, ad esempio, se gli interessi compensativi venissero calcolati dalla data dell’illecito prendendo come base la somma liquidata per capitale e rivalutata sino al momento in cui è intervenuta la decisione.

La Corte, ribadendo quanto già deciso dai giudici d’appello ha confermato che va corrisposto l’importo determinato come risarcimento per aver posto la controparte nell’impossibilità di utilizzare una porzione di un immobile.


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