Il diritto – obbligo di accesso agli atti dell’assicurazione

Il diritto – obbligo di accesso agli atti dell’assicurazione

Assicurazioni e sinistri: gioie e dolori.

Chi incorre nella procedura per il risarcimento di un danno da parte di un’assicurazione dovrà armarsi di una buona dose di pazienza e qualche piccolo accorgimento.

Se, infatti, ritenete che la risposta fornita dalla Compagnia non vi soddisfi, avete ancora la possibilità di percorrere una strada che anticipa l’introduzione della via giudiziale.

L’art. 146 del Codice delle Assicurazioni private, infatti, riconosce il diritto all’accesso agli atti in possesso dell’assicurazione, purchè si sia già concluso il procedimento di valutazione del danno.

Detto diritto è stato previsto, dal D.M. 191/2008, tanto agli assicurati che ai danneggiati.

Per contro, è previsto l’obbligo per la compagnia di riscontrare la richiesta di accesso agli atti entro 15 giorni dal suo ricevimento.

Il procedimento di risposta dovrà concludersi nei 60 giorni successivi.

Se detti termini vengono violati, il soggetto interessato può proporre reclamo all’ISVAP.

Ma come presentare richiesta?

L’istanza può essere proposta solo dopo il diniego al risarcimento oppure se spirano i termini per la risposta inutilmente (se questi sono sospesi, dopo i 120 giorni dal sinistro).

Ovviamente, l’accesso agli atti ha dei limiti.

Esso, infatti, non può essere concesso in violazione della normativa sulla privacy.

Non potrà riguardare dati sensibili di terzi: ad esempio, il diritto di accesso agli atti dell’assicurazione è precluso per le perizie medico legali che riguardino soggetti diversi dal richiedente.

Inoltre, la richiesta di accesso non potrà essere accolta se avanzata per ricercare mezzi di prova di comportamenti fraudolenti.


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Avv. Camilla Fasciolo

Nata il 07.09.1987 a Finale Ligure (SV), ha conseguito la laurea in Giurisprudenza nel luglio 2011 con una tesi in procedura penale, "La disciplina del patrocinio a spese dello stato nei procedimenti penali". Nel giugno 2013 si diploma presso la Scuola di Specializzazione per le Professioni Legali dell'Università di Genova, con una tesi in diritto di famiglia riguardante il nesso di causalità nell'addebito della separazione. Esercita la professione di avvocato dal Gennaio 2015.

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