Il Green Public Procurement ed i futuri scenari in vista del Next Generation EU (Tesi Master II livello)

Il Green Public Procurement ed i futuri scenari in vista del Next Generation EU (Tesi Master II livello)

Il Green Public Procurement ed i futuri scenari in vista del Next Generation EU

(clicca sul titolo per scaricare la tesi)

a cura dell’avv. Donato Giancarlo Cirillo

Il lavoro dal titolo “Il Green Public Procurement ed i futuri scenari in vista del Next Generation EU” analizza vari aspetti legati allo sviluppo sostenibile, partendo dalle teorie e dall’evoluzione che negli anni ha avuto, fino ad arrivare alle attese riforme dettate dal Next Generation EU per raggiungere gli obbiettivi sulla transizione ecologica.

La tesi parte da un breve excursus storico dello sviluppo sostenibile, appurando che col passare degli anni la tematica ambientale è stata messa sempre più al centro dell’agenda di Governo di tutti gli Stati, non a caso nel 1972 si è svolta la Conferenza di Stoccolma, la quale ha rappresentato la prima conferenza internazionale che ha coinvolto i governi del mondo sul tema dell’ambiente legate alle politiche di sviluppo; le nazioni in quell’occasione hanno redatto un piano d’azione con 109 raccomandazioni, in più fu adottata una Dichiarazione recante 26 principi su diritti e responsabilità dell’uomo in relazione all’ambiente. Il 1987 rappresenta invece l’anno in cui con l’Atto Unico Europeo gli obiettivi ambientali vengono inseriti nei Trattati Comunitari. Col Trattato di Amsterdam del 1997 lo sviluppo sostenibile diviene uno degli obiettivi dell’Unione Europea è rappresenta una delle linee guida principali del modus operandi europeo; la tutela ambientale diventa un principio costituzionale dell’unione europea. Il Trattato di Lisbona rappresenta il momento di formalizzazione, in cui l’Unione Europea s’impegna a rendere la sua “l’economia più competitiva e dinamica del mondo, basata sulla conoscenza, in grado di realizzare una crescita economica sostenibile”.

Nel 2020 il Consiglio Europeo e il Parlamento Europeo hanno adottato il c.d. “Sesto Programma d’azione in materia d’ambiente”, il quale individua quattro tematiche prioritarie per la politica europea dell’ambiente: cambiamenti climatici, natura e biodiversità, gestione delle risorse e ambiente e salute.

Dopo l’excursus storico sullo sviluppo sostenibile, il lavoro si sofferma sul processo dei c.d. “acquisti verdi” della P.A. ossia il GPP, green public procurement, sia a livello europeo; la Commissione Europea ha definito gli GPP come “l’approccio in base al quale le Amministrazioni Pubbliche integrano i criteri ambientali in tutte le fasi del processo di acquisto, incoraggiando la diffusione di tecnologie ambientali e lo sviluppo di prodotti validi sotto il profilo ambientale, attraverso la ricerca e la scelta dei risultati e delle soluzioni che hanno il minore impatto possibile sull’ambiente lungo l’intero ciclo di vita”, sia l’approccio con le normative italiane soffermandosi soprattutto sul D.lgs. n. 50/2016 in particolar modo sui CAM (criteri ambientali minimi) che sono i requisiti ambientali definiti per le varie fasi del processo di acquisto, volti a individuare la soluzione progettuale, il prodotto o il servizio migliore sotto il profilo ambientale lungo il ciclo di vita, tenuto conto della disponibilità di mercato.

Sono disciplinati all’art. 34 del D.lgs. 50/2016 recante “Criteri di sostenibilità energetica e ambientale” e sono obbligatori per tutte le stazioni appaltanti. Ma lo stesso art. 71 del Codice dei contratti pubblici, che disciplina i bandi di gara, chiarisce che obbligatoriamente il bando deve contenere i CAM.

Il Codice degli Appalti, appunto, ha reso obbligatorio l’applicazione dei CAM da parte di tutte le stazioni appaltanti; optando per questa azione si vuole non soltanto ridurre gli impatti ambientali ma anche promuovere modelli di produzione e consumo più sostenibili, in questo modo si andrà a contenere le voci di spesa razionalizzando i consumi e la pubblica amministrazione potrà farsi promotrice del modello di economia c.d. di economia circolare che genererà occupazione “verde”.

Nel terzo capitolo, invece, si riportano le parti più importanti, relative al green public procurement, del PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) che il Governo Italiano ha inviato alla Commissione Europea.

Le conclusioni sono state affidate al Sen. Andrea Ferrazzi (Membro 13ª Commissione permanente Territorio, ambiente, beni ambientali del Senato della Repubblica). Alla Sen. Simona Flavia Malpezzi (Capogruppo del Partito Democratico al Senato della Repubblica. Già Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri ai rapporti con il Parlamento nel Governo Conte II e Draghi). All’On. Alessia Rotta (Presidente VIII Commissione Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici della Camera dei Deputati).


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