Inaugurazione Anno Giudiziario 2020 tra proteste e rivendicazioni: la voce degli Idonei Assistenti Giudiziari

Inaugurazione Anno Giudiziario 2020 tra proteste e rivendicazioni: la voce degli Idonei Assistenti Giudiziari

In tutte le ventisei Corti di Appello del Paese in cui sabato 1° febbraio si sono svolte le consuete rituali celebrazioni dell’anno giudiziario. Ciò che emerge è una grande mobilitazione degli avvocati, da una parte, sui temi della riforma del processo penale e, soprattutto, sul tema della prescrizione invisa ai penalisti ed oggetto di aspre critiche e dubbi di costituzionalità, ma anche, dall’altra, all’appello di Presidenti delle Corti e dei Tribunali che domandano, prima di ogni riforma pur perfettibile, di assumere uomini ed aumentare i mezzi necessari al fine di ridurre le carenze degli Uffici giudiziali.

Infatti, solo colmando le carenze di organico del personale amministrativo si possono sul serio ridurre e razionalizzare i tempi del processo garantendo certezza del diritto e tempi ragionevoli circa l’esecuzione della pena per i condannati e gli internati.

Tra i tanti addetti del comparto Giustizia che hanno partecipato alle celebrazioni dell’Anno Giudiziario 2020, oltre i magistrati, le associazioni dei magistrati, degli avvocati, dei dipendenti e dei sindacati, anche le associazioni ed il Comitato degli Idonei dell’ultimo megaconcorso ad 800 posti degli Assistenti Giudiziari. Il Comitato non ha mancato di far sentire la sua voce per sensibilizzare l’assise sulla necessità di esaurire celermente l’unica graduatoria al momento disponibile, in attesa dell’espletamento degli altri concorsi nel comparto giustizia per sopperire alle emergenze dei Tribunali (da Roma a Venezia, da Napoli a Catania per menzionarne solo alcuni).

Si riporta un breve stralcio dell’appello degli idonei membri del Comitato Idonei Assistenti Giudiziari sorto il 21 ottobre 2017 che, dal giorno della sua costituzione, ha raccolto più di 2.000 adesioni. Il Comitato ha ricevuto il sostegno anche dei vertici delle istituzioni giudiziarie arrivando a rapportarsi con esponenti delle forze politiche e sindacali ed ha partecipato all’inaugurazione dell’anno Giudiziario per chiedere l’attenzione del Ministro della Giustizia per il sollecito esaurimento della graduatoria prima della sua scadenza (che l’ultima legge di bilancio ha anticipato a settembre 2020): “Il concorso per il profilo di assistente giudiziario ha rappresentato e rappresenta un caso unico. Dopo l’ultimo scorrimento di 489 unità, annunciato dal Guardasigilli nel dicembre scorso e che prenderanno servizio in questi giorni, in graduatoria restano 838 idonei, giovani risorse in possesso di un vasto bagaglio di esperienze lavorative e professionali, in larga parte laureati in discipline giuridico-economiche ed abilitati all’esercizio della professione forense. Vista la necessità e duttilità della figura dell’assistente giudiziario, la nostra graduatoria ha ottenuto sia le necessarie autorizzazioni da parte del Ministero della Funzione Pubblica, sia lo stanziamento delle risorse economiche necessarie per l’integrale scorrimento. Tutto ciò si evince, chiaramente, dal Piano Triennale per il Fabbisogno di Personale predisposto dal Ministero della Giustizia per il triennio 2019/2021 e dal DPCM del 20 giugno 2019. Nelle intenzioni ministeriali, gli ultimi 838 idonei assistenti giudiziari ancora in graduatoria dovrebbero sostituire i futuri pensionamenti nel profilo. Considerate le ingenti scoperture nell’organico che deriveranno dai prossimi pensionamenti ed i procedimenti a rischio anche per la carenza di personale amministrativo negli uffici giudiziari chiediamo, ancora una volta, sostegno a tutti voi, in primis alla magistratura che oggi ci ospita, al personale attualmente in servizio, all’avvocatura, alle forze politiche e sociali, affinché non vada disperso il prezioso capitale umano rappresentato da questa graduatoria fatta di persone che hanno investito tutto in questa occasione e che vogliono portare il loro contributo all’efficienza del sistema giustizia dei decenni futuri e, con esso, dell’intero Paese. Noi continueremo a perseguire il nostro obiettivo ma, alla luce di quanto esposto, chiediamo che il Ministero proceda, in tempi brevi, all’assunzione dei restanti idonei della nostra graduatoria soprattutto al fine di restituire alla giustizia il decoro istituzionale che merita“.

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