Minori stranieri non accompagnati: le dimensioni di un fenomeno in crescita

Minori stranieri non accompagnati: le dimensioni di un fenomeno in crescita

Secondo i dati pubblicati nel 2017 dall’UNCHCR i minorenni che hanno attraversato il Mediterraneo per giungere in Italia senza adulti di riferimento sono stati 15.779. A tale dato si devono sommare i 25.852 giunti in Italia nel 2016, i 12.360 del 2015 e i 13.026 del 2014.

Sulla base delle motivazioni che spingono i minori stranieri non accompagnati ad affrontare il viaggio, in letteratura sono stati descritti diversi ritratti: bambini e adolescenti in fuga da guerre e persecuzioni, ragazzi e bambini – anche molto piccoli – inviati in Italia dai genitori con scopi economici, bambini scappati dalle famiglie o dagli orfanotrofi.

A tali scenari si aggiungono i giovani già presenti sul territorio nazionale, attratti da nuovi stili di vita o spinti dal fenomeno della destrutturazione sociale.

Ai minori stranieri non accompagnati si applicano le norme previste in generale dalla legge italiana in materia di assistenza e protezione dei minori.

In particolar modo si presta attenzione: a) al collocamento in luogo sicuro del minore che si trovi in stato di abbandono; b) all’affidamento del minore temporaneamente privo di un ambiente familiare idoneo ad una famiglia o ad una comunità di accoglienza; c) all’apertura delle procedure di tutela per i minori i cui genitori non possano esercitare la responsabilità genitoriale.

Ogni minore straniero non accompagnato deve essere segnalato alla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni competente per territorio, al Giudice Tutelare per l’apertura dell’eventuale procedura di tutela, al Comitato per i minori stranieri – ad eccezione del caso in cui il minore abbia presentato domanda di asilo.

A tal proposito nel 2016, con 6.020 richieste d’asilo, l’Italia è stata il secondo tra i Paesi UE, dopo la Germania. Analizzando le richieste d’asilo da parte dei minori stranieri non accompagnati si denota l’incremento di richieste di protezione presentate in Italia dai minori provenienti dai paesi africani. I dati diffusi evidenziano come si tratti di ragazzi in procinto di diventare maggiorenni (il 93% ha tra i 16 ed i 17 anni), perlopiù di sesso maschile (il 95%) sebbene vi siano casi, come quello della Nigeria, in cui la componente femminile assume maggior peso (il 23%).

La domanda d’asilo presentata dal minore viene esaminata dalla Commissione Territoriale per il riconoscimento dello stato di rifugiato, che nel corso del procedimento procederà all’audizione del minore e del tutore.

Se la Commissione riconosce al minore lo status di rifugiato, riceverà un permesso di soggiorno per asilo politico.

Se la Commissione rigetta la domanda di asilo, può comunque chiedere al Questore competente il rilascio di un permesso di soggiorno per motivi umanitari ai sensi del TUI, qualora il rimpatrio del minore sia del tutto inopportuno.

In ogni caso, a prescindere dalla richiesta o meno del riconoscimento dello status di rifugiato politico, tutti i minori stranieri non accompagnati, per il solo fatto di essere minorenni (e quindi, per legge, inespellibili) hanno diritto ad ottenere un permesso di soggiorno per minore età, ottenibile nei casi un cui non vi siano le condizioni per il rilascio di un altro tipo di permesso di soggiorno (affidamento, motivi familiari, ecc.).

Come pocanzi detto, in Italia il sistema di accoglienza fornisce sostegno anche ai minorenni stranieri non accompagnati che non presentano richiesta di protezione internazionale.

Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ne rileva la presenza, ma occorre sottolineare che non sempre questi ragazzi sono interessati o hanno la possibilità di entrare in contatto con le strutture, o possono allontanarsi volontariamente da un sistema di accoglienza percepito come non corrispondente al proprio progetto migratorio.

Nel corso degli ultimi anni le presenze nelle strutture sono aumentate progressivamente, in particolar modo nel 2016.

Durante gli ultimi anni sono aumentati in particolar modo i minori provenienti dall’Africa Occidentale, al punto che i provenienti dal Gambia hanno superato gli egiziani, da sempre più numerosi rispetto alle presenze provenienti da altri paesi.

I minorenni accolti nelle strutture al 31 dicembre 2017 hanno per lo più un’età compresa tra i 16 ed i 17 anni (l’84%) e sono in maggioranza maschi.

Sebbene minoritaria, anche in questo caso la componente femminile è degna di attenzione: il 43% delle ragazze ospitate nei centri di accoglienza è infatti costituito da nigeriane, spesso vittime di tratta.

Con riferimento agli irreperibili, tra i più numerosi vi sono gli eritrei, i somali e gli afghani, nazionalità particolarmente rappresentate tra i richiedenti asilo in altri Paesi UE. A differenza degli egiziani, che spesso si configurano come migranti economici, è plausibile che i ragazzi provenienti da Eritrea, Somalia ed Afghanistan non abbiano avanzo richiesta di protezione internazionale in Italia e si siano allontanati dai centri di accoglienza per proseguire il proprio viaggio e presentare domanda d’asilo in altri Paesi membri, sottraendosi così alle procedure Dublino.

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Agostina Stano

Praticante avvocato abilitata al patrocinio del Foro di Milano Volontaria presso l'associazione Avvocato di Strada Onlus di Milano

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