Prostituzione e cannabis: modelli normativi

Prostituzione e cannabis: modelli normativi

Sommario: 1. Introduzione – 2. Prostituzione – 2.1. Modello olandese – 2.2. Modello svedese – 2.3. Modello danese – 3. Cannabis – 3.1. Il caso olandese – 3.2. Discussione – 4. Conclusioni

 

1. Introduzione

Il sole 24 ore il 18 ottobre pubblica un interessante infodata[1] col seguente commento: <<Il vizio degli italiani non conosce crisi: dal 2011 al 2018 la spesa per consumi finali in droghe è aumentata del 22,6%, arrivando a superare i 16,2 miliardi di euro, con un valore aggiunto di 14,7 miliardi per la filiera dello spaccio. In ciascun anno, tranne che nel 2014, si sono avuti incrementi nel valore dei consumi da parte della popolazione e nel 2018 vi è stato un +2.62% rispetto all’anno precedente.Un andamento parallelo si è avuto per la prostituzione, che ha visto complessivamente aumentare il giro d’affari fino a raggiungere i 4,75 miliardi di euro nel 2018. La crescita in questo caso è ininterrotta dal 2011, quando era 4,36 miliardi: in totale, in sette anni, si sfiora il +9%>>.

Continua il giornale affermando che sommando le due voci si possa raggiungere l’esorbitante somma di 21 miliardi per una spesa pro-capite di circa 350 euro annui. Seppur il numero è certamente alto, confrontato con le stime del sommerso dell’ISTAT, ovvero 211 miliardi, il dato viene rapidamente ridimensionato ed assume una valenza meramente marginale.

I due fenomeni sono storicamente estremamente vetusti e hanno trovato differenti tratteggi che né hanno scandagliato le innumerevoli differenze. Pensiamo solo alla letteratura . Circa la tematica della droga, è podromico il testo “noi ,i ragazzi dello zoo di berlino”, un racconto autobiografico scritto da  K. Hermann e H. Rieck e dalla protagonista Christiane Vera Felscherinow . Il libro è stato un successo mondiale ed ha avuto anche un trasposizione cinematografica . La trama è ambientata in una Berlino, anni Settanta, quartiere dormitorio di Gropiusstadt. La protagonista Christiane F. ha dodici anni ed ha un padre violento e una madre spesso fuori casa.Cosi  Inizia a fumare hashish e a prendere Lsd, efedrina e mandrax. A quattordici anni per la prima volta si fa di eroina e comincia a prostituirsi. Il romanzo prosegue raccontando la discesa della ragazza in un ambiente emarginato ed underground. Solo dopo due anni ,la ragazza riuscirà  ad uscire dal tunnel .

Tuttavia la tematica della droga è presente nella cultura pop /rap tratteggiata con più o meno violenza o caratterizzazione . Uno dei primi pezzi  Get You Into My Life  dei  Beatles  del 1966 contenuta nell’album revolver . La canzone è stata oggetto di differenti interpretazioni tuttavia Paul McCartney pose fine alle discussione quando affermò che la canzone avesse ad oggetto la storia d’amore tra lui e la marijuana . Sempre nello stesso anno , usci la Blonde on Blonde di Bob Dylan . Canzone a tema sul fumo libero .

Dal 1969 , la produzione di canzoni sul tema divennero , grazie anche ad un generale clima di ribellione ,sempre più copiose . One Toke Over the Line” Brewer & Shipley del 1970 oppure Sweet Leaf” Black Sabbath sono alcuni esempi .Tuttavia con l’evoluzione dei generi musicali , il tema del fumo venne affrontato anche da altre culture come il reggae, pensiamo a Kaya di Bob Marley oppure alla cultura pop /Rap con Snoop Doog con  Gin and Juice . Anche in Italia ,pensiamo al tratteggio musicale dato dall’artista Caparezza in “vengo fuori dal tunnel ” sono ad oggetto del tema trattato .Dunque la tematica è estremamente sentita ed è sciorinata in una vasta gamma di percezioni e sentimenti contrastanti .

Anche il tema della prostituzione è altrettanto indagato dagli artisti ,giuristi ed intellettuali di ogni epoca. Pensiamo che le prime normazioni sul tema vennero fatte nel regno di Babilonia nel codice di Hammurabi ,dove si voleva tutelare i beni acquisiti dalle prostitute.Segui Solone che istitui’ i bordelli nell’antica Atene . La prostituzione nell’antica Roma era oggetto di riflessioni satiriche da parte di molti intellettuali pensiamo alle poesie di Catullo, Orazio, Ovidio, Marziale e Giovenale, nonché il Satyricon di Petronio . Le religioni mosaiche provvidero ad emarginare il fenomeno della prostituzione dichiarandolo come peccato .Tuttavia il tema è stato toccato ripetutamente nel tempo ,pensiamo al poeta  francese Boudlaire nella sua opera  Les Fleurs du Mal . In Italia , il tema fu taccato pesantemente dai decandentisti come Guido Gozzano e Gian Pietro Lucini o Palazzeschi ne il suo incendiario  [2] . Anche i musicisti hanno dedicato importanti pezzi al tema . Pensiamo alla Traviata di Verdi ,dove è presente Violetta ,prostituta d’alto borgo. Oppure la magnifica canzone di Gino Paoli ,il cielo in una stanza , passando da Claudio Villa con Lucciole  vagabonde .Continuando ancora più famosi sono i pezzi di Bocca di Rosa del poeta e cantautore Fabrizio de André oppure l’Angelo caduto dei Nomadi . La prostituzione e le droghe sono due temi che viaggiano , si incontrano , si intrecciano dando vita a riflessioni di perenne attualità .

L’articolo vuole dare un contributo marginale ai tema  . Dunque ci si propone di analizzarli e di cercare differenti modelli normativi che possono essere applicati concretamente in Italia . Verrà analizzato prima il tema della prostituzione , a seguito l’utilizzo delle droghe .

2. Prostituzione

Nel 2015 , la BBC [3] dedicò una pagina del proprio sito alla storia di Brenda Myers-Powell , una donna che si era prostituita per 25 anni . La sua storia ci aiuterà a tratteggiare  le caratteristiche comuni nonché ad inquadrare superficialmente le motivazioni che portano una persona ad affrontare tale esperienza . La Powell nacque negli anni 60 ,nella West Side di Chicago . La madre era deceduta a soli 16 ,mentre del padre ,la donna non né proferisce parola .  Dunque la giovane ragazzina viveva sola con la nonna ,in condizioni miserande , tantoché più volte la nonna la invitò , malgrado la giovane età , a mettersi alla ricerca di un lavoro . Le condizioni divennero ancora più critiche quando la ragazza ebbe due bambini . Le condizioni divenute ancora più difficili misero la giovane donna di soli 14 anni dinanzi ad una scelta difficile .  La ragazza decide che l’unica via è quella della prostituzione . La sera di un venerdi’ santo  ,si veste in maniera succinta e s’incammina verso l’angolo tra Division Street e Clark Street . La prima sera ,la Powell afferma di aver pianto , tuttavia aveva guadagnato 400 dollari che consegno alla donna . La sua storia prosegue tra un misto di fantasticheria e delusione della realtà . Quest’ultima che diventa estremamente difficile quando verrà accoltellata ,rapinata e deturpata . Dopo 14,15 anni di attività ,la donna inizia a drogarsi ,forse per dimenticare le brutte esperienze oppure per dimenticare la realtà . La sua vita proseguirà cosi per altri 10 anni quando una sera venne gettata fuori dall’auto e al pronto soccorso un agente della polizia gli dirà “è solo una prostituta”. Dopo questa affermazione , la donna decise di incamminarsi per un percorso di recupero . Quest’ultimo durerà molti anni , tuttavia nel 2015 la Powell si è ristabilita completamente ,formandosi una nuova vita ,sposandosi , avendo tre bambine nonché costituito una fondazione ,the dreamcatcher foundation  che si occupa di riabilitazione delle donne ex prostitute .La storia della Powell è la maggioranza dei racconti che si possono trovare , tuttavia esistono anche altri racconti meno cupi ma più riflessivi. Questa è la storia di Jo . La ragazza si racconta su Nordic model Now[4] e parla della sua esperienza come prostituta . Anche lei aveva intrapreso questa via  precocemente tuttavia l’impatto iniziale fu quasi di “felicità” . I soldi facili , i continui complimenti e le continue promesse la rendevano allegra . Tuttavia nel lungo periodo ,racconta la giovane madre di un figlio , si trovò sola con la consolazione nei soldi guadagnati . Poi l’assenza più totale . La mancanza di una vita “ordinaria” la portò a soffrire di  disturbo da stress post-traumatico  ,alla quale fece fronte con la richiesta di disabilità , quest’ultima  negata . Ad un disturbo sempre maggiore e ad una rete sociale sempre più assente l’allegria iniziale si trasforma in odio verso il suo lavoro . Tuttavia la conclusione delle lettera è particolare poiché ,pur non abbandonando il proprio lavoro , rivolge un appello agli uomini di trattarle come essere umani ,ma desta ancora maggior sorpresa l’invito alle proprie colleghe “superiori ” che trattano le colleghe come esseri infimi ,facendo notare come siano tutti sulla stessa barca .

I due racconti ci aiutano a delineare i tratti in comuni ,stereotipando ,la figura della prostituta . Dunque abbiamo generalmente una donna che appartiene a minoranze ed è indigente . Inoltre possiamo evidenziare come alcune prostitute colmino l’assenza o la perdita dei sogni solo con la prospettiva del guadagno . Infine possiamo vedere come alcune di essere potrebbero soffrire di disturbi  che sono superficialmente trattati dai governi .Tuttavia come dimostra la storia della Powell esiste una via d’uscita .

L’autore ha provato a cercare stime affidabili ed attuali sul fenomeno della prostituzione tuttavia dalla letteratura esaminata , anche quella più recente ,riporta la stima data da un rapporto dell’ONU del 2009 ,dunque un rapporto datato . Il documento riporta come il fenomeno importi circa 42 milioni di persone ,di esse il 75%  è compreso  tra un range dai 13 ai 25 anni [5] . Sempre del totale , un rapporto dell’UE[6] riporta come 1/7  delle prostitute derivi da traffici umani .

Ulteriori dati confermano le caratteristiche sottolineate in precedenza ,ovvero dal 43 al 69 %  delle giovani prostitute  sono oggetto di abusi sessuali nonché il 68% del totale del fenomeno soffre di disturbi post traumatici . Infine uno studio recente sul fenomeno indiano riporta come la vita lavorativa della prostituta sia per il 62 % compresa tra i 2 ai 5 anni . Mentre  il gruppo maggiormente rappresentato sono le ragazze dai 18 ai 20 anni [7] . A tale problematica  i vari stati hanno risposto in maniera differente, utilizzando vari modelli , si riporteranno tre modelli , tuttavia si avverte che non vi è unanimità circa la catalogazione di quest’ultimi [8] . Un primo modello è quello proibizionista , quest’ultimo vieta il sesso a pagamento . Il secondo modello è detto abolizionista , consiste nel vietare lo sfruttamento ma non il sesso a pagamento . Infine il terzo modello è detto regolamentarista ,ovvero che permette anche in via ufficiale ed organizzata il fenomeno della prostituzione . Ad oggi sono maggioritari i primi due modelli mentre il terzo rimane marginale , tuttavia possiamo evidenziare come il modello regolamentarista stia avendo una maggiore considerazione. L’avanzata del terzo modello è dovuta prevalentemente alla pluralità di risposte offerte alla problematica della prostituzione . In effetti i modelli scandinavi  offrono in generale una riqualificazione della prostituta ,garantendo una regolamentazione professionale nonché un’adeguata rete sociale . Queste soluzioni permettono di sottrarre le persone alla mano nera della criminalità . Inoltre sono interessanti alcuni modelli per i percorsi di riqualificazione , nonché la protezione “morale” del soggetto e dei suoi familiari . Per fare un esempio , le donne scandinave hanno riscontrato molteplici problemi circa le relazioni dei propri figli o figlie con i propri coetanei . Dunque il terzo modello si predispone ad essere una delle scelte migliori nonché all’avanguardia , tuttavia ne esistono una pluralità che godono di intrinseche caratteristiche che permettono di convivere nell’armonia dell’ordinamento positivo . L’ampiezza dell’ambito normativo e la sua elasticità hanno convinto Kotwal Abhilasha [9] di proporre il terzo modello  come criterio orientativo per la normazione della materia in India .

Malgrado in astratto i modelli di regolamentazione possono essere un metodo utile ,esiste una parte del mondo legale che si oppone a tale scelta .In particolare Janice G. Raymond, il quale ha scritto molti articoli sul tema , avanzando critiche anche molto solide . Uno dei suoi ultimi articoli Ten Reasons for Not Legalizing Prostitution And a Legal Response to the Demand for Prostitution(2003)[10] evidenzia come la prostituzione non sia una scelta libera ,inoltre ha mosso la critica circa l’inefficacia dei modelli normativi di limitare il traffico del sex works dunque della prostituzione da strada nonché della prostituzione giovanile . Ultima critica è l’inefficacia dei controlli sanitari . Ovvero secondo le ricerche di Raymond , le prostitute sarebbero incline ,premesso un aumento della tariffa , a sorvolare circa l’utilizzo dei profilattici .

Le critiche poste sono salutari e ci permettono di utilizzare un metro al fine di valutare l’andamento dei modelli poiché l’articolo precedentemente citato è datato . In questo articolo si valuterà tre modelli normativi  quello olandese , danese e svedese .

2. Modello Olandese

Passeggiando per le vie di Amsterdam è possibile visitare una pluralità di luoghi come piazza Damm , dove si coniugano gli stili prevalenti del rinascimento  e del barocco , il tutto rotto dalla Nieuwe Kerk , chiesa in gotico bizantino . Si potrà proseguire per lo  Stedelijk Museum, il più importante museo d’arte moderna e contemporanea olandese,  che si trova proprio di fianco il Van Gogh Museum . Quest’ultimo ha organizzato mostre di Monet , Chagall e Mandrian . Un meta obbligata è anche il civico 263 di Prinsengracht , ovvero la casa-museo di Anna Frank  . Si può passeggiare per il quartiere universitario di Leidseplein , sorseggiando un gustosa bulldog  , per poi proseguire godendosi il verde parco di voldenpark  . La  mattina Amsterdam si dimostra molto semplice ,artistica nella sua colorazione e nella sua composizione rinascimentale . Al Christal Palace in poi ,le tipiche case di Amsterdam centro in mattoni rossi . E’ Rossebuurt(rosso) la caratteristica dei celebri quartieri della red light district . I distretti sono in realtà tre : l’area principale si trova nella zona Walletjes (tra la Stazione Centrale e Nieuwenmarkt), e gli altri due, in Singel (tra il Raadhuistraat e la Stazione Centrale) e di Pijp (dietro il Rijksmuseum). Tuttavia si parla in senso unitario di distretto, per consuetudine si continuerà a parlarne in tal modo . Il distretto è  lievemente vissuto al mattino  . Le cose cambiano quando dalle 23 si accendono le luci del distretto ,evidenziando la colorazione rossa  di alcuni edifici che mischiandosi danno  vita ad una colorazione quasi rosa ,rotta solo dai lampioni a luce fredda . L’apertura dei locali leggendari come il Moulin Rouge o la casa rossa (OZ Achterburgwa)iniziano e finiscono la serata connotata da differenti graduazioni di spettacoli  a sfondo erotico come il bourlesque . Passeggiando  è possibile vedere le ragazze più o meno entusiaste  nelle vetrine  che offrono le proprie prestazioni . A pensare che il mondo liberale oggi offerto dal regno retto dalla casata degli Orange-Nassau aderiva al modello proibizionistico . Tuttavia il fenomeno della liberalizzazione del sex working è legato intrinsecamente alle dinamiche evoluzionistiche dettate dalla borghesia e da un generale sviluppo . Theo Heemskerk , figlio di una famiglia di mercanti nonché figlio di uno statista conservatore , aderi al partito liberale conservatore (Takkiaan) il quale fu il fautore della prima legge circa la regolamentazione della prostituzione . La battaglia politica fu aspra e difficile ,creando importanti fratture sia nei conservatori ,sia nelle numerose correnti liberali . Alla fine nel 1909 il governo promulgò l’atto di immoralità (  Kamerstukken II 1909/10, 56, 2-3)[11] . Il testo è la sintesi delle maggiori correnti e si sostanziò principalmente nell’identificazione della prostituzione come un “male “morale ,dunque da vietare . Se questa era l’espressione conservatrice , l’ala liberale calibrò il testo punendo gli sfruttatori ma non la prostituzione o la vendita di prestazioni . Insomma il modello adottato era un nucleo liberale ,circondato da mura conservatrici che miravano a distogliere i frequentatori dei bordelli ,i quali furono aboliti, dai peccati della carne . Bisognerà aspettare circa cento anni per avere una novellazione . Infatti durante gli  anni 70 del 1900 vi fu una ulteriore spinta liberale che aiutò una riflessione sul tema della prostituzione . Essa venne inquadrata come un fatto sociale accettato  ,tuttavia da un punto di vista legale , la questione rimaneva aperta . A partire dai primi anni ’80, l’Associazione dei comuni olandesi e dei sindaci di Amsterdam, Rotterdam, L’Aia e Utrecht, le quattro città più grandi dei Paesi Bassi, avevano avviato una discussione sulla revoca del divieto dei bordelli [12] .Tuttavia fu solo dopo l’indebolirsi delle forze conservatrici sul finire del 1900 che la questione della prostituzione potesse avere una rivalutazione generale . Sotto il governo di Wim Kok  ,esponente del partito dei lavoratori , i paesi bassi potettero ricevere una nuova novellazione . Dunque tramite Handelingen I 1999/00 la prostituzione ricevette una copertura legale ,distinguendo da prostituzione volontaria e forzata ,punendo la seconda . Tuttavia non era abbastanza tantoché si procedette ad una serie di modifiche verso una maggiore decentralizzazione ,dando la possibilità ai comuni di emanare appositi statuti [13] .Con ulteriori disegni di legge si andò a disegnare un sistema di licenze  , le quali potevano essere date sia a donne che lavoravano nei bordelli ,sia nelle proprie dimore .Inoltre anche l’età delle ragazze fu estremamente ed oggetto di discussione  tantoché nell’ultimo progetto di legge, ancora in discussione , Bill Regulation of Prostitution and Combatting Abuses in the Sex Industry contiene la modifica dell’età anagrafica per l’accesso al mondo della prostituzione legale nonché la revoca delle licenze in capo alle prostitute domestiche . Questo ha portato ad una serie di critiche sia dal parte del governo Rutte , il quale ha proposto di recente anche ulteriori progetti per una migliore regolamentazione del tema . Sul punto si sono sollevate anche le critiche di scholars olandesi [14] , i quali hanno posto peculiari critiche nei confronti del progetto del 2014 . In definitiva il modello olandese  odierno si concentra su un modello di prossimità  . Per esempio , Amsterdam ha novellato la materia nel 2017 [15] dividendo la materia in  prostituzione in vetrina ; Club privati ;Case private ; Agenzie di escort.

Con la nuova novellazione tutte le licenze sono scadute e l’industria del sesso ha dovuto richiedere le licenze , adeguandosi ai nuovi standard sanitari e comportamentali . In particolare si segnala che l’età è di 18 anni e l’attività può essere eseguita sia in vetrina ,sia a chiamata tramite le agenzie ,in club privati nonché in case . In quest’ultimo caso purché non vi siano altre persone . Il modello seppur abbastanza regolamentato , presenta alcune pecche circa i percorsi di integrazione sociale nonché i rapporti con la famiglia . Queste critiche sembrano essere oggetto dall’attuale governo olandese  .

2.2. Modello svedese

Non è difficile immaginare nella città di Stoccolma  una donna ,elegantemente vestita , camminare circondata da cantieri . La città era stata oggetto di ripetuti fuochi e  si stava ricostruendo ,alcune volte mantenendo la costruzione in legno ,altre volte costruendo in pietra  . Gustavo III aveva messo fine all’epoca della libertà[16] con un cruento colpo di stato , ponendo fine al governo dei funzionari .L’epoca fu l’unica fulgida luce di illuminismo di matrice francese ed  aveva permesso ai funzionari di “strappare ” alla corona le costituzioni del 1719-1720 , nonché un codice civile nel 1734 . Di questa donna conosciamo solo il nome Catharina Norman (Catharina på Luckan)[17]. Le fattezze del viso , il modo in cui parlava , i suoi pensieri , ci sono un mistero , rimane tuttavia la sua storia di cortigiana famosa . Possiamo pensare ,senza andare troppo lontani dalla verità , ad una sua giornata tipica  . La cortigiana con molta probabilità si stava dirigendo verso il teatro  Bollhuset[18] .Un teatro fondato nel 1627  . Un teatro dalla vita tragica , bruciato e ricostruito molte volte che non aveva permesso lo sviluppo di una compagnia teatrale di livello  e dunque era relegato al secondo piano nel grande panorama della cultura illuminista . Tuttavia durante la metà del 1700 , il teatro trovò la stabilità che ricercava , potendosi organizzare e svilupparsi .Durante quel giorno  Jacques Marie Boutet de Monvel stava insegnando ai suoi giovani studenti gli ultimi trucchetti di un bravo attore francese di teatro . D’altronde era stato chiamato per questo dal re Carlo III . In un’altra sala vi era la compagnia francese che si stava preparando per lo spettacolo della sera . Non sappiamo quale fosse il titolo , forse il barbiere di Siviglia di Paisiello oppure il ratto del serraglio di Mozart  , tuttavia di una cosa possiamo essere certi ovvero che la sala fosse gremita .Tra il pubblico possiamo immaginare che vi fosse Petter Wissman ,che in quel momento stava completando od ampliando la sua storiografica ricerca delle prostitute a Stoccolma .Un’opera che prenderà il nome di Raccolta di saggezza, poesia e cortesi aneddoti (Samling af wisor, poesier och artiga anecdoter)[19] . Quest’opera racconta di aneddoti nonché elenca le  prostitute più ricercate della città. Addirittura in un altro scritto,rimasto anonimo, chiamato esplicitamente Puttane a Stoccolma alla fine del 1760  riportava che nella città vi fossero 165 Mamsell[20] . Una di esse era proprio Catharina Norman .Entrò nel teatro e leggermente esausta si sedette  ,aspettando il suo cliente . Nel frattempo ,possiamo immaginare alle mille cose che le fossero balenate in mente  . Come quando venne ingaggiata per copulare col re Carlo III ,senza buon esito ,oppure alla relazione  mai consumata ma solo millantata con Charlotte Du Rietz ,od infine ad un plausibile incontro con Hedvig Charlotta Nordenflycht . Prima illuminista svedese nonché femminista. Il suo cliente era arrivato ,sempre nell’immaginario ,possiamo pensare fosse Chamberlain Botin .I due ,sempre speculando  , hanno tentato di simulare una relazione ,di intersecare una discussione mentre iniziava l’opera . Dopo i due ,come una vera coppia  , si sono alzati e modestamente e non senza l’occhio vigile di qualche civetta nell’età del bronzo ,incamminatisi verso l’uscita . L’aria era fredda e  senza aggrappati l’un l’altro si sono incamminati verso Skeppar Karls gränd , ovvero il vicolo della casa dove abitava Catharina Norman .

La vicenda appena raccontata ci aiuta definire il contesto dell’evoluzione della prostituzione nel modello svedese . Si è volutamente romanzare la vita della Mamsell per valutare lo schema normativo del tempo .  La prostituzione fu regolata nel 1734[21] dall’adozione del codice civile svedese. In generale come scrive Christoffer  Wong [22], la costruzione della norma nonché ad una lettura in combinato disposto col codice penale  dava vita ad una punibilità limitata , inquadrabile solo nei casi  di un legame matrimoniale . Dunque erano in generale vietate tutte le tipologie di prostituzione , soprattutto circa le donne celibi ,senza un proprio sostentamento economico dimostrabile con un certificato , le quali potevano essere rinchiuse per vagabondaggio nelle Långholmens spinnhus [23], ovvero le carceri femminili  . La motivazione di un sostentamento inadeguato era utilizzata prevalentemente contro le prostitute . Tuttavia come abbiamo visto nella storia della Norman, esistevano varie tipologie di prostitute  , le Mamsell incontravano i propri clienti in edifici raffinati , come i teatri , oppure in café di copertura a bordelli di alta classe . Dunque la prostituzione vietata era solamente quella della strada e dei bordelli da poco . Per queste fattispecie esistevano pene come la fustigazione o l’arresto . Per le altre invece era normalmente tollerata  . Lo schema si andrà a definire meglio nel 1812[24] quando si obbligarono alla visita medica tutte le persone sospettate di essere portatore di una malattia sessuale . La ratio della legge era certamente quella di proteggere i clienti dalla prostitute anziché regolare la materia . Solo in alcuni periodi circa nel 1847 si tentarono di regolare  i bordelli  , tuttavia rimasero eccezionali enclavi ,sviluppati sulla scia di  French physician AlexandreJean-Baptiste Parent du Chätele   .Nel tempo lo schema normativo prescritto ,rimase tale  ,seppur la prostituzione veniva tollerata e praticata . Lo schema non trovava eccezionali differenze anche durante la prima parte del 1900 ,nella quali vennero adottate due leggi sul tema , la  Lex Veneris e la legge Vagrancy .Per un forte ripensamento si dovettero aspettare gli anni 50 affinché le donne avanzassero pretese circa una regolamentazione della materia. L’iniziale riflessione del neonato movimento femminista era dovuta al livellamento del gender pay gap . Nel tempo  , l’obiettivo iniziale venne utilizzare per portare avanti differenti battaglie circa la condizione femminile tout-court [24] . Pensiamo che nel 1980 venne creato l’Equal Opportunities Ombudsman ,mentre solo alle soglie del 2000 abbiamo un importante progetto di legge chiamato n Women’s Peace (Prop. 1997/98:55 Kvinnofrid)[25] .Il progetto era rivolto prevalentemente alla protezione della donna ,  dalla  violenza domestica nonché dalla segregazione e dalle mutilazione . Oltre alle materie trattate il bill  aveva l’obiettivo di trattare anche la tematica della prostituzione .Dunque si rispolverò un vecchio rapporto del 1977 , il quale si concludeva col consiglio di modificare la parte penale circa i servizi sessuali . Per assenza di una proposta legislativa completa il rapporto venne scartato . Ve ne furono altre di commissioni che presentarono circa una cinquantina di progetti di legge . Malgrado la copiosa creatività legislativa,  nel 1993 venne indicata una ennesima commissione capitanata da Inga-Britt Törnell , prima ombudsman donna . Un rapporto fortemente caratterizzato da uno spirito inquisitore e afflittivo . Il rapporto  si sostanziava nel perseguire tutte le tipologie di prostituzione sia da parte del venditore che dall’acquirente . Il rapporto non venne preso in considerazione .  Nel 1998  il neo-governo Carlsson porto il progetto Women’s Peace . Il progetto  fu animato da un forte spirito femminista e con la volontà di proteggere sopratutto le donne . Dunque la formulazione fu quella di punire chi pagava la donna ,punizione di 1 anno di carcere , ma non chi esercitasse tale lavoro . Tuttavia nel tempo , tquesto modello ha avuto fortune alterne . Infatti è stato esportato all’estero come in Islanda e Norvegia ,creando il famoso modello nordico .Tuttavia tale modello non ha trovato ampi favori nella comunità scientifica poiché come ha scritto recentemente Sarah Kingstone e Terry Thomas su Springer [26] In primo luogo, il modello nordico non riduce la domanda, il traffico sessuale, la violenza o lo sfruttamento. Piuttosto, agisce una politica irritante esacerbando proprio questi problemi. Né il modello contribuisce all’uguaglianza di genere, perché la base di prove su cui si basa l’approccio politico non riconosce tutte le differenze di generi. L’ultimo articolo citato offre importanti e consolidate basi per le critiche esposte nonché condivise che l’articolo richiama , dunque non urge richiamare o riproporre le varie statistiche  ma solo le considerazioni .

2.3. Modello danese

L’ultimo modello che andiamo ad esaminare ci porta nella lineare e storica capitale della Danimarca , Copenaghen .La città è fortemente divisa in quartiere ed altrettanto in forte sviluppo, pur mantenendo le sue caratteristiche linee storiche . Non sono pochi i progetti green nel quale ci si può imbattere tranquillamente mentre ingegneri danesi ,esseri tra metà artisti e professionisti ,cercano di dare un contributo al proprio paese  più che per lucro personale . La città è estremamente costosa , tuttavia accompagnati da un vento caldo sotterraneo che mantiene le vie sgombre dalla nave e dal ghiaccio,  e da un forte senso di parsimonia, possiamo visitare la città  . Il lettore avendo speculato e ricercato , potrebbe pensare che la prostituzione sia sita nel moderno quartiere di Versterbro  oppure nella ex-comunità Hippie di Christiania  . Il quartiere di Vesterbro è stato oggetto di una forte riqualificazione , emarginando quell’etichetta di quartiere a luci rosse nonché di quartiere operaio . Pur avendo dato al quartiere una nuova  veste ,maggiormente artistica , rimangono le consuetudinarie tappe di un turista come :  la rossa stazione centrale , la sede della birra Carlsberg nonché lo stupendo  Enghaveparken , un parco costruito in stile neo-classico .Circa il fenomeno della prostituzione ,esso è stato relegato  in via Strassen conosciuta anche come istedgade . Nel chilometro di via , è possibile trovare estroversi barbieri nonché prostitute ,per lo più straniere e pacchiani sex shop .Tuttavia il fenomeno è sparso per la città ed identificare un luogo singolo non è possibile , tantoché Micheal Lodberg Olsen , attivista ,  nell’ottobre  del 2016 ha creato la prima Sexelance, un’ “ambulanza del sesso”. Si tratta di una vecchia ambulanza, riadattata per assecondare le esigenze delle lavoratrici del sesso, che qui possono trovare un luogo sicuro, pulito e protetto per esercitare la propria professione[27] . La particolare ed estroversa ambulanza è gestita da un manipolo di volenterosi ,circa 45 che evitano che le lavoratrice vengano percosse  . Nemmeno il quartiere Christiania è patria di prostituzione   . L’ex accampamento Hippie ed ex accampamento militare è stato fortemente rimaneggiato . Infatti dal 2017 la comunità libera di Christiania ha deciso di sopprimere il proprio status . Da esso né deriva l’illegalità della commercializzazione della cannabis e derivati , tuttavia il governo danese ha dal 2018 attivato un progetto per l’utilizzo della cannabis per scopi terapeutici . La comunità ha deciso di disfarsi di tale status a causa dell’elevato consumo di droghe pesanti nonché essere divenuta meta di svago per eserciti di affezionati allo spinello  .

Seppur l’andamento sembra voler emarginare tale fenomeno , attualmente la prostituzione in Danimarca è legale . Il paese seppur si è mostrato precoce nella sua legalizzazione , avvenuta nell’1863 con Federico VI , anch’essa parte da un sostrato abolizionista . Ovvero la prima codificazione,  il  Christian 5.s Danske Lov[28] adottato per volere del re Federico III per eliminare le incongruenze legislative e consolidare il potere assoluto , vietava la prostituzione . Tuttavia il codice di ispirazione romana non vietava esplicitamente la prostituzione ma bensi la bandiva nell’ampia definizione di relazione extraconiugali . Tuttavia il percorso di regolamentazione , pur rimanendo illegale , venne ad essere ripreso in forma cittadina poiché le donne erano portatrici di malattie sessualmente trasmissibili ,dunque già nel 1815 la capitale adottò dei regolamenti al fine di permettere la registrazione di donne e di sottoporsi ad apposite visite mediche per l’esercizio della prostituzione .Veniva inoltre indicata anche il luogo di esercizio , ovvero in apposite case di tolleranza . Benché questa parziale apertura i casi di sifilide ed altre malattie veneree aumentarono , portando i medici a chiedere a gran voce una regolamentazione più ampia , dunque nel 1866, il Reichstag approvò il codice penale  ordinario.. Nella sezione 180 fu deciso che: “Le signore che, contro l’avvertimento della Polizia, cercano un impiego in adulterio, saranno punite con la reclusione”. Il paragrafo era importante perché criminalizzava solo la prostituzione avvenuta contro l’avvertimento della polizia. In pratica, ciò significherebbe la prostituzione avvenuta al di fuori del controllo della polizia. In tal modo, il codice penale ha legalizzato la prostituzione che era già controllata ufficiosamente dalla polizia di Copenhagen[29]. Malgrado la regolamentazione  , la legalità conobbe vita breve  poiché nei primi anni del 1900 vi fu un ritorno al modello abolizionista . Quest’ultimo fu dovuto ad una forte pressione religiosa .La futura depenalizzazione avvenne nel 1999 poiché ,come ha scritto Pedersen, [30] vennero ad affievolirsi gli spiriti religiosi  nonché il popolo aveva perso fiducia nelle promesse di uguaglianza tra donne e maschi con i metodi dei conservatori . Il politico che depenalizzò la prostituzione fu il socialdemocratico Poul Nyrup Rasmussen . Quest’ultimo è stato un politico estremamente importante del panorama politico danese . Andò al potere dopo lo scandalo sul ricongiungimento familiare Tamil che segnò la fine politica del conservatore Poul Schlüter . La visione politica di Rasmussen fu progressista e liberale . In effetti depenalizzò la prostituzione , avviò una serie di privatizzazioni di massa nonché applicò la flexicurity ed infine adottò un piano economico di tasse con Whitsun Packet  a malincuore ricordato dai danesi . Rasmussen fu anche importante in politica estera poiché ebbe l’onore di guidare la Danimarca nell’UE con l’esito positivo sul trattato di Amsterdam .           Ritornando al tema ,la depenalizzazione della prostituzione  non ebbe riflessi importanti poiché l’effettività dei controlli era pressoché nulla già dal 1863 , dunque rimanevano tutte le incongruenze e difficoltà della gestione della materia . Nel 2012 , il conservatore nonché ministro della giustizia   Brian Mikkelsen  interpellò il Straffelovrådet (consiglio di giustizia ) per riformare la tematica della prostituzione .Avviato il procedimento , Mikkelsen non potè mettere in atto la propria idea di riforma  poiché il rapporto usci nel 2012,quando Mikkelsen era già decaduto . Dunque il dicastero della giustizia  era tornato in mano socialdemocratica poiché presieduto da Morten Bødskov,storico membro del partito . Quest’ultimo rimase in carica giusto il tempo per adottare la linea morbida dello Straffelovrådet poiché nel 2013 dovette dimettersi per un maldestro gioco del destino  [31].Attualmente la materia è disciplinata in via principale dal codice penale dagli articoli 228 al 230.

– 228. Colui che: 1) induce qualcuno a cercare profitto dall’immoralità sessuale con gli altri; 2) per guadagno, induce qualcuno all’immoralità sessuale con altri o impedisce a chiunque sia coinvolto nell’immoralità sessuale di rinunciarvi, o 3) detiene un bordello, punibile con reclusione fino a 4 anni.

– 229. Chi promuove l’immoralità sessuale agendo da intermediario a scopo di lucro o in casi più frequenti, o che sfrutta la professione altrui per immoralità sessuale, è punito con la reclusione fino a 3 anni o, in circostanze attenuanti, con una multa.

– 230. Chiunque scatta fotografie, filmati o simili di una persona di età inferiore ai 18 anni con l’intenzione di vendere o altrimenti distribuire il materiale, è punito con una multa o con la reclusione fino a 2 anni o in circostanze particolarmente aggravanti con la reclusione fino a 6 anni . Circostanze particolarmente aggravanti si verificano in casi particolari in cui la vita del bambino è in pericolo, in cui si ricorre a violenze gravi, in cui il bambino è gravemente ferito o in cui le registrazioni sono di natura più sistematica o organizzata.

La normativa  è abbastanza stringata e lasciata alle varie regolamentazioni comunali e regionali , su questo punto hanno mantenuto un assetto invariato e similare all’Olanda .Ovvero le sex-worker hanno l’obbligo di registrarsi come lavoratrici autonome e pagare le tasse. Tuttavia, il lavoro sessuale non è legalmente riconosciuto come un campo di lavoro legittimo. Inoltre le lavoratrici del sesso non possono essere dipendenti o affittare locali commerciali, poiché è illegale gestire un’attività o essere un intermediario per qualcun altro che vende servizi sessuali . D   unque l’ordinamento pone in essere una serie di ostacoli come deterrente  . D’altra parte non lascia da sole le prostitute . Nel  Borgercenter Voksne   centro polivalente di aiuti della capitale ,nel 2013  si è iniziato un progetto che si chiama Exit prostitution  . Il progetto è organizzato in misura tale da fornire alle lavoratrici tutto l’aiuto possibile per intraprendere altri stili di vita .  In particolare vengono forniti aiuti di carattere psicologico nonché assistenza per l’assegnazione di domicili popolari , visite mediche  . Nel 2020 , il progetto è stato rinnovato con la dazione di 1,4 milioni di corone per i prossimi tre anni ed in sostanza l’azione sarà coadiuvata dalle seguenti associazioni :   Reden, LivaRehab e Cafe Klare [32] . Dunque la prostituzione è fortemente emarginata e le motivazioni sono state ricondotte da un recente studio [33]. Nel 2020, il gruppo di studiosi formato da  Mille Huglstad, Ingrid Louise Isabell Halvorsen, Hans Jonsson & Kristina Tomra Nielsen , ha condotto un sondaggio avente ad oggetto l’opinione delle prostitute circa la loro vita . Il campio è estremamente esiguo , ovvero sei partecipanti, tuttavia aiutano ad identificare le principali difficoltà ed ostacoli nonché percezioni delle lavoratrici . Sorprendentemente tutti i partecipanti hanno concluso che  nel complesso, hanno percepito e descritto il loro impegno nel lavoro sessuale come se contenessero significati positivi e contribuissero al benessere e alla qualità della vita. Tutti i partecipanti hanno descritto che percepivano il lavoro sessuale come una sfida. Si sono evidenziati differenti punti di vista come la possibilità del guadagno ,la possibilità di esprimere la propria sessualità , la possibilità di intersecare nuove relazioni nonché semplicemente per piacere . Tantoché alcuni partecipanti hanno definito la prostituzione come hobby . Tuttavia non sono mancati lati oscuri che sono stati generalmente ricondotti (5 su 6 partecipanti ) al disvalore sociale .

In sincerità il sondaggio ha diverse pecche come il modo di recepire il sondaggio per via telefonica  nonché la dimensione rappresentata estremamente esigua . Ciò non toglie la possibilità di evidenziare i lati da migliorare per la legislazione ponendo seri problemi come la qualificazione del lavoro , la protezione sociale , l’autonomia privata nonché la qualificazione sociale . A queste domande le risposte possono essere ricavate solo con un forte welfare state nonché con una educazione già dalla prima infanzia  , tuttavia gli ostacoli sono importanti ,specialmente come i fattori culturali e religiosi . In conclusione , l’ultimo modello esaminato ci aiuta a sfatare il mito di una Danimarca libera e scevra da obblighi morali   che tuttavia accetta tale problematica ma pone in forma sociale un’attività di moral suasion da parte del governo anche se di aperte vedute .

3. Cannabis

Una  delle scene movie più iconiche dei film basati sulla droga è certamente l’accettazione da parte di Geoge Jung e Tonno di diventare spacciatori per Derek Foreal , un mediocre venditore di erba della California , il quale nascondeva la propria attività illecita nel retro di un vetusto locale dedicato all’attività di parrucchiere . L’accettazione è emblematica , Jhonny Depp col capello lungo da studente modello , ed una camicia azzurra opaca che con le mani conserte e con aria sdegnosa finge di capirne del mestiere mentre Tonno è completamente spaesato  , con lo sguardo perso sul pacco  di erba e le spalle e le braccia cadute ,quest’ultime leggermente piegate a mostrare una infinità di pieghe di una camicia da prototipo Hypster anni 70 . La musica di Gizo Evoracci accompagna la trasformazione di due palesi spaesati in due pusher semi-professionisti . I soldi non mancano più , nemmeno le ragazze . Ovviamente il lettore avrà capito che la scena è tratta da Blow . Un film prodotto da Tem Demme nel 2001 che trattò la storia dello  spacciatore Jung il quale  diventò per dieci anni un pilastro del cartello di Medellin . Il film ebbe un  discreto successo di critica e  riusci ad appena a ripagare le spese con i guadagni fatti . Inoltre a Penelope Cruz  venne accreditato il poco invidiato premio ovvero il Razzie Award . Il film acquistò forte rinomanza solo in seguito , ponendosi come intermezzo di una lunga serie di film a background criminal come Scarface di Brian De Palma del 1983 , Quei bravi ragazzi di Scorzese del 1990 ,American Gangster con Denzel Washington  che  veste i panni di  Frank Lucas e Russell Crowe del 2007 con la regia  di Ridley Scott  ; per finire col film di Escobar: Paradise Lost di Andrea di Stefano dove Benicio del Toro veste i panni di Pablo Escobar , il capo del cartello di Medellin ed infine il recente film di The Irishman con Scorsese alla regia ed il trio Robert De Niro, Al Pacino e Joe Pesci a spiegare la vita di Frank Sheeran,famoso sindacalista mafioso degli anni 70 . Tutti film che hanno contribuito alla costruzione di una immagine di un’epoca dagli anni 70 agli anni 90 dove il traffico di droga era l’attività maggiormente perseguitata.

Ancora oggi le stime sul traffico illegale di droghe sono abbastanza varie[34]  ,alcuni si concentrano sui financial flow altri invece stimano sui sequestri,dando valori estremamente differenti  , tuttavia possiamo quantificare che all’epoca dei film citati il commercio illegale di droga valesse circa 124 miliardi di dollari tra UE e gli USA all’anno[35] .Nel 1997 il valore sarà di 400 miliardi  .Oggi secondo il rapporto del 2019 del World Drug redatto dall’ONU  nel 2017, circa 271 milioni di persone di età compresa tra 15 e 64 anni, avevano fatto uso di droghe nell’anno precedente . L’uso ha avuto conseguenze estremamente negative per i cittadini , infatti dei 271 milioni le morte sono state di circa 585.000 . Un altro effetto devastante è la possibilità di contrarre malattie come L’HIV o L’AIDS , questo tragico destino ha toccato 1,4 milioni di persone nonché 5,6 convivono con l’epatice C. I paesi hanno contrastato in maniera differente l’uso di droghe ,sempre secondo il rapporto , cinquantasei paesi hanno riferito di aver fornito una terapia sostitutiva con oppioidi in almeno una prigione nel 2017, mentre 46 paesi hanno riferito di non avere tale opzione di trattamento nelle strutture carcerarie . I  needle-syringe programmes sono molto meno disponibili in carcere: 11 paesi hanno segnalato la loro disponibilità in almeno un carcere, ma tali programmi sono stati confermati come assenti in 83 paesi .

In sintesi i paesi concretizzano le loro attività di contrasto con la leva penale  ,mentre si accompagnano programmi di riabilitazione , infine in alcuni e residuali paesi vengono attivati i cosiddetti programmi “ago e siringa” per dare ai consumatori di stupefacenti strumenti sterili per evitare la trasmissione di malattie come l’HIV e l’AIDS  .  Nel mondo esistono pochissimi paesi dove la cannabis è legale per esempio la celebre  normazione dell’Olanda è quella più ampia . Altre sono molto limitate come in  Russia , in alcuni stati degli Stati Uniti come la California ed infine in Germania  .Mentre caso particolare è dettato dal paese della Georgia dove la legalità  è stata dettata dalla corte costituzionale con una sentenza del 30 Luglio 2018[36]. Nello specifico , la sentenza riguarda solo il consumo di cannabis, mentre la coltivazione e la vendita rimangono un crimine, ha affermato la corte nella sua sentenza. Dunque analizzeremo solo un caso ovvero quello Olandese .

3.1. Il caso olandese

La storia della legge sugli stupefacenti è abbastanza antica , benché sia stata modificata nel tempo . Tuttavia la prima regolamentazione era proibizionista e si rifà alla conferenza sul commercio dell’oppio nel 1912 a l’AIA (Den Haag) . Nel 1919 fu varata la legge che ne proibiva l’uso, a cui fu dato il nome di Opiumwet. Ma solo il 12 maggio 1928 fu apportato un importante adeguamento al testo (seguendo il trattato internazionale di Ginevra del 1925) che proibiva l’uso di tutte le sostanze stupefacenti. Nel 1976 arrivò la suddivisione in due categorie, chiamate ‘Lista 1’ e ‘Lista 2’, rispettivamente relative alle droghe pesanti e a quelle leggere, con un articolo a parte sugli stupefacenti per uso sanitario – regolarmente registrati e controllati dal Ministero della salute – fra cui la morfina, il più abbondante e principale alcaloide contenuto nell’oppio. La legge Olandese si basa sul concetto digedoogbeleid  (luoghi di tolleranza ) . Non è difficile vedere i ragazzi e le ragazze fuori ai famosi coffé shop . In questi luoghi è infatti possibile acquistare un massimo di 5 grammi per uso personale di stupefacenti leggeri (in massima marijuana) oppure portarsi a casa un massimo di 5 piantine . Tuttavia l’uso è soggetto ad una serie di criteri come non si deve causare alcun fastidio; non è consentito vendere droghe pesanti; non è consentito vendere cannabis a minorenni; non sono autorizzati a pubblicizzare farmaci . Infine nel 2013 la vendita è possibile solo ai cittadini olandesi oppure ai residenti registrati .

3.2. Discussione

La tematica della legalizzazione è stata oggetto di una vastissima produzione accademica sia sopratutto dal lato medico sia da un lato giuridico . Tale produzione è stata molte volte anche in contraddizione , specialmente per quanto riguarda la legalizzazione  . Per esempio nel 2019 ,l’Avvenire ha pubblicato l’articolo ” Analisi. La (vera) lezione olandese sulle droghe e la «tolleranza» ” a firma di Maria Giongo[38] . Quest’ultima individuava come seppur è vero che in un certo periodo la legalizzazione favorisca la diminuzione delle droghe pesanti ,dunque decremento del tasso di mortalità ,d’altra parte favorisce l’uso delle droghe leggere . Inoltre nel lungo periodo , la differenza si assottiglia , riportando la situazione allo status quo ante .Tuttavia la conclusione della Giongo sembra essere passibile di una critica ovvero quella di alzare le cornici edittali . E’ oramai acclamato e consolidato che la cornice edittale può avere un effetto deterrente solo in una certa misura .[39] Heather Mann,, Ximena Garcia-Rada, Lars Hornuf, and Juan Tafurt4   What Deters Crime? Comparing the Effectiveness of Legal, Social, and Internal Sanctions Across Countries hanno nel 2016 riconfermato tale ipotesi . Ovvero la minaccia di una sanzione legale ha una efficacia meramente relativa mentre affermano come siano più importanti i valori sociali interiorizzati . Sul punto un recente articolo di Yu, B., Chen, X., Chen, X  [40] sull’impatto della legislazione proibizionista o più lasciva ha confermato come l’impatto sia relativo  delle norme mentre sono stati importanti un contrasto efficiente nei confronti del narcotraffico nonché una responsabilizzazione dei ragazzi nei confronti delle droghe . Dunque è ancora una volta l’educazione a fare la differenza .Educazione avente come obiettivo lo smantellamento di quei concetti ,oramai assorbiti ,dai giovani di oggi circa gli effetti benefici e l’assenza di effetti collaterali ,specialmente per quanto riguarda la tematica della dipendenza .Ulteriore lato negativo della legalizzazione sono gli effetti della retroattività sia in mala partem sia in bona partem . Essi andrebbero calibrati antecedentemente al fine di evitare difficoltà giuridiche come la qualificazione del trasporto di droghe leggere da uno stato proibizionista ad uno invece permissivo .Mentre certamente il lato positivo è il guadagno da parte dello stato ,per esempio si è valutato un income di 132 miliardi di entrate fiscali negli U.S.A. Tuttavia ci si domanda quanto costa una vita di un giovane nonché le spese per eventuali deficienze psicologiche e l’attitudine a commettere eventualmente crimini anche gravi .

In conclusione non sembra essere possibile una regolamentazione poiché gli effetti sarebbero limitati nel tempo , tuttavia si dovrebbe puntare ad una maggiore sensibilizzazione e contrasto più forte come precedentemente evidenziato .

4. Conclusioni

Nei precedenti punti abbiamo esaminato le due tematiche arrivando alla conclusione di come circa  la prostituzione, essa possa essere regolamentata  ,tuttavia presupponendo una seria costruzione del welfare state dedicato a tal tema , congruamente sviluppando percorsi di uscita .In Italia , con la legge del 20 febbraio 1958, n. 75 (Abolizione della regolamentazione della prostituzione e lotta contro lo sfruttamento della prostituzione altrui), nota come legge Merlin dal nome della senatrice proponente, a seguito dì un lungo dibattito, nel Paese veniva introdotto il reato dì sfruttamento della prostituzione e venivano dichiarate illegali le case dì tolleranza, popolarmente definite “case chiuse”. La legge, attualmente in vigore, ha introdotto i reati di sfruttamento, induzione e favoreggiamento della prostituzione. Tuttavia la prostituzione in sé, volontaria e compiuta da donne e uomini maggiorenni e non sfruttati, rimane però legale, in quanto considerata parte delle scelte individuali garantite dalla Costituzione, come parte della libertà personale inviolabile (articolo 2 e articolo 13) . Recentemente Francesco Borrelli ,consigliere campano dei Verdi , ha proposto il 15/03/2019 una iniziativa legislativa chiamata appunto “Disciplina dell’esercizio della prostituzione ” .Tale legge si richiama prettamente ai modelli esaminati e potrebbe essere un ottimo punto di partenza anche in base al sondaggio esaminato nel capitolo appropriato . Mentre nel secondo argomento trattato sembra non essere attuabile una regolamentazione poiché sarebbe inefficace nel lungo periodo .

 

 


Riferimenti:
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[32] Tre organisationer i København får penge til at hjælpe prostituerede https://www.kk.dk/nyheder/mere-hj%C3%A6lp-til-prostituerede
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[41]Gale , Marijuana Topic Overview ,2018 https://www.gale.com/open-access/marijuana.
[42] Disegno di legge “Disciplina dell’esercizio della prostituzione ” firmata da Francesco Borrelli 2019 http://www.consiglio.regione.campania.it/cmsg/back/Docs?dir=proplegge&file=pdl_id_160857.pdf
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