Risarcimento del danno a seguito della mancata sterilizzazione

Risarcimento del danno a seguito della mancata sterilizzazione

L’azienda Ospedaliera degli Spedali Civili di Brescia è stata condannata dal Tribunale di Brescia al mantenimento di una bambina fino al compimento dei 25 anni d’età.

La vicenda. I genitori della piccola sono ricorsi all’intervento di sterilizzazione presso la medesima struttura ospedaliera. Tuttavia, l’intervento in questione non ha raggiunto i risultati desiderati, dal momento che la coppia era in attesa della loro quarta figlia.

A seguito dell’errore, la coppia ha adito azione legale nei confronti dell’Ospedale e a seguito di ciò il Tribunale di Brescia ha condannato la medesima struttura ospedaliera.

I precedenti giurisprudenziali. La decisione del Tribunale di Brescia affonda le sue radici in orientamenti manifestati più volte non solo da parte della Corte Suprema (sentenza 24109/2013) ma anche da parte dei giudici di merito.

Difatti, già altri Tribunali, come Milano, Roma e Reggio Emilia, si erano pronunciati a favore del risarcimento danni a favore dei genitori.

Già il Tribunale di Reggio Emilia, con sentenza n.13702/2015, aveva accolto la domanda di risarcimento danni avanzata da una signora che aveva richiesto un intervento di sterilizzazione in occasione della nascita del suo quinti figlio.

Avendo respinto la tesi dell’Asl in base alla quale la signora era in tempo per interrompere la gravidanza, il Tribunale aveva stabilito il principio in base al quale il diritto d’aborto non comporta automaticamente il suo esercizio dal momento che deve essere tenuto distinto il ” diritto di non procreare” e il ” diritto d’interrompere la gravidanza”.

Sulla base di questa motivazione, alla sola donna, già madre di cinque figli, era stato riconosciuto il danno non patrimoniale derivante dallo stress di crescere un sesto figlio mentre alla coppia mentre alla coppia era stato riconosciuto il danno economico derivante dalle spese che i due avrebbero dovuto patire sino al raggiungimento dell’indipendenza economica da parte del figlio.

Il “quantum debeatur”. Relativamente al “quantum debeatur”, il Tribunale di Reggio Emilia aveva fatto riferimento al ” criterio generale e astratto del costo minimo per il mantenimento di un figlio che può essere individuato nell’importo di € 300.000,00″. Moltiplicando la suddetta cifra per 12 mesi e 23 anni (anni a cui si sarebbe presunta raggiunta l’indipendenza economica da parte del minore), ai genitori sarebbe stato riconosciuto un risarcimento danni pari a € 82.800,00.

Per quanto riguarda il Tribunale di Brescia, questo ha condannato l’Ospedale Bresciano al pagamento di € 300,00 per venticinque anni per un totale di € 90.000,00.

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