Internazionalizzazione PMI: come espandere un’azienda verso i mercati esteri

Internazionalizzazione PMI: come espandere un’azienda verso i mercati esteri

INTERNAZIONALIZZAZIONE PMI: i riflessi del digitale

L’avvento del digitale ha comportato nel contesto imprenditoriale italiano un’emancipazione economica del mercato internazionale, facilitando ed agevolando l’instaurazione di rapporti tra imprese italiane e mercati stranieri.

Gli strumenti che oggi le imprese hanno a disposizione per internazionalizzarsi sono:

web, ove si possono raccogliere le informazioni commerciali delle aziende straniere, al fine di individuare e scegliere il business partner ideale per l’espansione nei mercati esteri. Allo stesso modo le aziende estere avranno la possibilità di raccogliere informazioni sull’azienda italiana “potenziale partner” attraverso l’uso di portali specializzati da cui richiedere la visura online dell’azienda;

hi-tech, mediante i software di big data o delle nuove tecnologie “Internet of Things” si possono conoscere le preferenze dei mercati e degli utenti stranieri, per creare un prodotto/servizio uniforme alle esigenze e preferenze del mercato in cui si decide di investire, nonché per pianificare strategie di marketing sempre più immediate e di successo che consentano di entrare nel mercato di investimento scelto in maniera rapida. Grazie all’hi-tech e ad una buona strategia di marketing un’impresa potrà iniziare subito la propria espansione, con un quadro chiaro sul mercato estero che si accinge a conquistare.

INTERNAZIONALIZZAZIONE PMI: l’importanza del commercio estero

Una delle conseguenze della globalizzazione è la necessità per le imprese, che mirano a garantirsi uno sviluppo continuativo e concreto, di rapportarsi con il commercio estero.

Per collocarsi nelle fasce di mercato più alte, le imprese debbono oggi necessariamente avvalersi di strategie che vadano al di là della mera competitività di prezzo, ovvero, debbono offrire un prodotto finale sempre più innovativo, che allo stesso tempo conservi stile e la qualità tipica del marchio “made in Italy”. Studiare analiticamente il contesto aziendale (mercati da conquistare, canale di distribuzione preferenziale, competitor di riferimento) e definire strategicamente le attività secondo un piano d’azione mirato al commercio in altri Paesi sono i prerequisiti chiave per programmare e realizzare un piano di business all’estero.

INTERNAZIONALIZZAZIONE PMI: cos’è e come operare

L’internazionalizzazione è il processo mediante il quale le imprese investono sui mercati esteri, al fine di conquistarvi quote di mercato degli stessi.

Come? Aprendo nuove attività produttive nei mercati emergenti, i quali presentano potenzialità di sviluppo economico e commerciale.

Da non confonderla con la “delocalizzazione” che, di converso, mira al trasferimento dal mercato originario ai mercati emergenti, caratterizzati dal basso costo della produzione, di unità produttive a basso valore aggiunto, al fine di offrire prodotti a prezzi competitivi.

I prerequisiti per un progetto di internazionalizzazione di imprese di successo sono:

– conoscenza e scelta dei mercati e dell’area geografica ove si intende operare commercialmente;

– analisi della presenza di flussi di investimenti diretti esteri, che denotano la capacità del mercato di attrarre capitali;

– valutazione del grado di sviluppo del segmento di mercato.

INTERNAZIONALIZZAZIONE PMI: strategie di entrata nei mercati esteri

Le possibili strategie di internazionalizzazione delle imprese percorribili sono:

– le esportazioni, possono essere indirette (tra l’impresa esportatrice ed il consumatore finale si frappone una società di distribuzione che cura la vendita del prodotto) e dirette (il rapporto tra impresa e consumatore non prevede l’influenza di intermediari);

– il licensing, che è una strategia per la quale un’impresa cede ad un’altra il diritto di produrre determinati prodotti/servizi, conformi ai propri, dietro il pagamento di un corrispettivo;

accordi commerciali o di altra natura tra aziende complementari o antagoniste, com’è il caso dei consorzi, intesi quale mezzo di collaborazione tra imprenditori per realizzare attività di sviluppo commerciale estero;

– la costituzione di filiali all’estero, ex novo o tramite l’acquisto di unità già operanti nel mercato;

joint-venture, ovvero l’impresa che decide di internazionalizzare si lega ad un partner locale che facilita il radicamento nel mercato ed i rapporti istituzionali. Questa strategia, a seconda del Paese con il quale viene instaurata la relazione commerciale, può risultare l’unica via d’accesso al mercato straniero. In alcuni mercati, infatti, esistono ancora vincoli e restrizioni di politica industriale che ostacolano i nuovi insediamenti produttivi di provenienza estera.

Utile, dunque, quando si decide di ampliare il proprio business all’estero è affidarsi ad esperti del settore, con competenze tecniche tali da guidare un’impresa nei diversi processi di internazionalizzazione, supportandola in ogni fase del proprio sviluppo economico, dall’analisi geopolitica del Paese straniero, all’elaborazione di una strategica di marketing internazionale, passando dallo studio degli eventuali rischi collegati al tipo di investimento scelto.


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Ha conseguito la Laurea Magistrale in Giurisprudenza presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Palermo discutendo una tesi sperimentale in Diritto Penale Tributario e ha ottenuto il Diploma di Specializzazione in Professioni Legali preso la medesima Università. Al termine del percorso post laurea ha lavorato negli uffici della Procura delle Repubblica presso il Tribunale di Palermo come tirocinante, affiancando il Pubblico Ministero nelle udienze e nella redazione degli atti giudiziali. Ha conseguito un Diploma in Diritto Tributario Europeo ed Internazionale presso il Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università di Palermo, ha frequentato un corso telematico in Diritto Penale Internazionale organizzato dalla School of Law della Case Western Reserve University di Cleveland, in Ohio (USA) e ha inoltre frequentato il Master biennale in Difensore Tributario organizzato dall’Unione Nazionale delle Camere degli Avvocati Tributaristi. Negli anni ha maturato una specifica competenza in tema di Diritto immobiliare e Diritti reali, Diritto tributario, Diritto dell’Immigrazione, nonché in tema di reati fiscali, reati economici e nel settore delle Misure di prevenzione personali e patrimoniali. Approfondito il settore dell'assistenza alle imprese e specificamente dell’auto-imprenditorialità, valido strumento per la creazione di opportunità professionali giovanili, fornisce specifica assistenza in tema di Start-up, Start-up innovative ed internazionalizzazione delle PMI, in stretta correlazione con la nuova normativa italiana in tema di microcredito e mentoring. Di lingua madre italiana, parla fluentemente la lingua inglese e conosce la lingua francese.

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