Il concetto di privacy nell’era dei social media

Il concetto di privacy nell’era dei social media

Sommario: 1. Introduzione – 2. Il Garante della Privacy – 3. Il consenso informato – 4. Il diritto all’oblio – 5. Accorgimenti per tutelarsi

1. Introduzione

La privacy nei social media è un diritto, tutelato e garantito in capo all’utente che utilizzi applicazioni internet.

L’obiettivo principale è quello di controllare che le informazioni siano trattate nel rispetto delle norme, nonché nel rispetto dell’autodeterminazione del singolo alla loro diffusione, ivi comprendendo il controllo delle notizie che lo riguardano.

I social network infatti, sono ampiamente utilizzati per condividere momenti della propria quotidianità. Essi consentono lo scambio di informazioni con un elevato numero di utenti e questo espone a maggior  rischio la sicurezza e riservatezza dei propri dati personali, divenendo possibile oggetto di divulgazione da parte di terzi.

Il “General Data Protection Regulation”, meglio conosciuto in Italia come nuovo “Regolamento Europeo per la Protezione dei Dati Personali“ si occupa della diffusione dei dati personali ed è stato voluto fortemente dall’Unione Europea.

Questo testo –  riunendo in un unico contesto la legge 675/1996 e gli altri decreti legislativi, regolamenti e codici deontologici – introduce una serie di innovazioni molto importanti per i singoli cittadini, ma anche per le amministrazioni pubbliche e per le aziende.

Si prevedono regole più rigide per i soggetti di età  inferiore ai 16 anni interessati all’uso dei Social, in questi casi dovrà infatti riceversi il consenso da parte di un genitore o un tutore che acconsenta ai termini di utilizzo.

2. Il Garante della Privacy 

Il Garante della privacy, in merito a questo delicato tema non fornisce vere e proprie linee guida, limitandosi pertanto ad informare gli utenti sui possibili rischi ai quali si espongono nel consentire la condivisione delle proprie informazioni personali.

Lo stesso, specifica che il mondo virtuale è sottoposto alle stesse regole di convivenza civile che vigono nella vita reale.

Chi digita frasi offensive, deve dunque prestare molta attenzione anche se si tratta di uno scambio di informazioni mediante via virtuale, in quanto potrebbe risultare perseguibile civilmente e penalmente ed è bene inoltre chiedere il consenso – prima di pubblicare un’informazione, una foto, riguardante terze parti tramite il c.d “tag”- al fine di non incorrere in spiacevoli conseguenze.

Qualora si scopra la presenza di informazioni utilizzate a danno della propria immagine è importante segnalarlo all’Autorità garante.

Costituisce importante elemento di innovazione il “diritto alla portabilità dei dati” col quale si consente alla persona di richiedere di trasferire da un’azienda ad un’altra o da un web provider ad un altro tutti i propri dati forniti sulla base di un contratto.

3. Il consenso informato

Il consenso informato è finalizzato a consegnare il potere sui propri dati personali all’utente.

La normativa europea si sta facendo strada prevedendo  informazioni chiare sulle modalità di trattamento dei dati posseduti dalle aziende, per quanto tempo saranno conservati e che vengano inoltre notificate – entro ventiquattro ore dall’avvenimento – eventuali furti dei dati parziali o totali di cui dispone l’azienda. Prevedendo altresì ingenti sanzioni per le aziende che non rispettano quanto previsto dalla normativa.

Adesso le aziende dovranno specificare anche l’utilizzo che ne faranno distinguendo tra marketing, profilazione, geolocalizzazione o altro.

Con le nuove impostazioni di Facebook per esempio si può scegliere se si vuole continuare a condividere informazioni politiche, religiose o sulla situazione sentimentale oppure cancellarle. Sarà compito delle aziende o degli enti pubblici che hanno i nostri dati tenere un atteggiamento <<proattivo nella salvaguardia>>.

4. Il diritto all’oblio

Larticolo 17 del Regolamento prevede che: “L’interessato ha il diritto di ottenere dal titolare del trattamento la cancellazione dei dati personali che lo riguardano senza ingiustificato ritardo e il titolare del trattamento ha l’obbligo di cancellare senza ingiustificato ritardo i dati personali, se sussiste uno dei motivi seguenti: i dati personali non sono più necessari rispetto alle finalità per le quali sono stati raccolti o altrimenti trattati; l’interessato revoca il consenso su cui si basa il trattamento e se non sussiste altro fondamento giuridico per il trattamento; l’interessato si oppone al trattamento e non sussiste alcun motivo legittimo prevalente per procedere al trattamento; i dati personali sono stati trattati illecitamente; i dati personali devono essere cancellati per adempiere un obbligo legale previsto dal diritto dell’Unione o dello Stato membro cui è soggetto il titolare del trattamento; i dati personali sono stati raccolti relativamente all’offerta di servizi della società dell’informazione”.

Si collega al diritto all’oblio anche l’obbligo per il titolare del trattamento di comunicare l’eventuale richiesta di cancellazione dei dati a tutti quelli che li stanno trattando. Il diritto può tuttavia trovare limitazioni in quei casi in cui si tratta l’esercizio della libertà di espressione o il diritto alla difesa in una sede giudiziaria, la tutela di un interesse generale, come la salute pubblica ed ove i dati siano necessari “a fini di archiviazione nel pubblico interesse, di ricerca scientifica o storica o a fini statistici”.

 5. Accorgimenti per tutelarsi

La miglior difesa per la tutela della privacy consiste nell’utilizzare il buon senso e nell’utilizzare piccoli accorgimenti come per esempio: a) adottare password imprevedibili e con codici alfanumerici, cambiandole frequentemente e diversificandole a seconda dei siti; b) evitare di comunicare la propria password e conservarla in un luogo sicuro; c) installare e configurare firewall antivirus; d) procurarsi un antispyware in grado di ripulire efficacemente il sistema; e) prestare attenzione ai cookies, ogni tanto cancellandoli completamente e utilizzando cookie manager che permette una gestione effettiva da parte dell’utente; f) utilizzare un trace eraser; g) non aprire allegati di e-mail provenienti da utenti sconosciuti o sospetti; evitando così anche truffe come il phishing o lo spoofing; h) leggere le licenze e le disposizioni riguardanti la privacy prima di procedere all’installazione di un software.

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Anna Guarnaccia

La dott.ssa Anna Guarnaccia, ha conseguito la laurea magistrale in giurisprudenza presso l'Università Mediterranea di Reggio Calabria. Svolge la pratica forense presso uno studio legale della sua città occupandosi della redazione di atti di varia natura civilistica e penalistica.

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