La correlazione fra potere e rischio: le azioni a voto plurimo e la maggiorazione del voto (Tesi di laurea)

La correlazione fra potere e rischio: le azioni a voto plurimo e la maggiorazione del voto (Tesi di laurea)

La correlazione fra potere e rischio: le azioni a voto plurimo e la maggiorazione del voto

(clicca sul titolo per scaricare la tesi di laurea)

a cura di Flavio Pietro Picaro

Con il decreto legge n. 91 del giugno 2014, convertito con modificazioni dalla legge n. 116 dell’11 agosto 2014, il legislatore introduce le azioni a voto plurimo e le azioni a voto maggiorato, rispettivamente modificando il quarto comma dell’art. 2351 c.c., ed introducendo nel TUF gli artt. 127 –quinquies e 127 –sexies. Le prime emettibili esclusivamente da società chiuse ed aperte, ma non quotate, le seconde soltanto da emittenti quotate.

Attraverso l’introduzione di questi strumenti azionari il legislatore apporta una deroga in maius rispetto al principio capitalistico, scilicet il principio che concepisce la fisiologica proporzionalità fra titolarità dell’azione e capacità deliberativa. Difatti le azioni a voto multiplo assegnano il voto in maniera più che proporzionale rispetto all’entità dell’investimento, quindi del rischio d’impresa supportato, determinando delle asimmetrie fra potere sociale e rischio d’impresa.

La fenomenologia in questione comporta rilevanti conseguenze sotto il profilo del governo societario: si ha una disgiunzione fra proprietà finanziaria e controllo sociale in considerazione del fatto che aumenta il peso del socio titolare di tali strumenti azionari nei procedimenti deliberativi della volontà sociale, con particolare riguardo alle delibere concernenti la nomina degli amministratori. Dunque aumenta il potere di incidere sul management sociale.

Orbene, la ratio sottesa all’introduzione del voto multiplo risiede nella finalità di spingere le imprese all’ampliamento dimensionale in considerazione di un panorama societario quale quello nazionale costituito per la maggior parte da PMI il cui nucleo di comando non dispone delle risorse finanziarie necessarie ad accrescere la contendibilità della società ed è, al contempo, restio all’allargamento della base azionaria attraverso afflusso di capitali da parte di terzi, poiché timoroso di una eccessiva diluizione del proprio pacchetto azionario con la conseguente perdita del controllo sociale. Attraverso il voto multiplo è possibile ottenere capitalizzazione e preservazione degli assetti di controllo, di concerto. Effetto che si avrà attraverso la predisposizione di un capitale differenziato, scilicet costituito in parte da azioni ordinarie o che non beneficiano della maggiorazione del voto e da azioni a voto mutilato, che potranno essere sottoscritte da piccoli risparmiatori (c.d. cassettisti) e da organismi di investimento collettivo disinteressati al governo sociale, ma mossi all’investimento da meri intenti speculativi, ed in parte da azioni a voto multiplo, che potranno essere sottoscritte dal nucleo di comando.

Le azioni a voto maggiorato hanno ulteriori finalità: incentivare la quotazione delle imprese con aumento delle dimensioni del flottante in sede di IPO e consentire fenomeni di long-termism. Difatti, la maturazione del beneficio della maggiorazione del voto è connessa ad un requisito personalistico: il possesso continuativo del titolo per un determinato periodo di tempo statutariamente previsto (c.d. vesting period), che non potrà essere inferiore al limite legale di ventiquattro mesi.

Dunque, uno strumento premiale della fedeltà dell’azionista. Per questo motivo sono definite, mutuando un termine proprio del sistema giuridico statunitense, loyalty shares, ossia azioni di fedeltà.


Salvis Juribus – Rivista di informazione giuridica
Direttore responsabile Avv. Giacomo Romano
Listed in ROAD, con patrocinio UNESCO
Copyrights © 2015 - ISSN 2464-9775
Ufficio Redazione: redazione@salvisjuribus.it
Ufficio Risorse Umane: recruitment@salvisjuribus.it
Ufficio Commerciale: info@salvisjuribus.it
***
Metti una stella e seguici anche su Google News
The following two tabs change content below.

Articoli inerenti

La nuova decadenza biennale dell’azione ex art. 2394-bis c.c.: problemi intertemporali, tutela dell’affidamento ed effettività della tutela giurisdizionale. Prime ipotesi ricostruttive

La nuova decadenza biennale dell’azione ex art. 2394-bis c.c.: problemi intertemporali, tutela dell’affidamento ed effettività della tutela giurisdizionale. Prime ipotesi ricostruttive

Abstract. La previsione del termine biennale di decadenza per l’azione di responsabilità ex art. 2394-bis c.c., introdotta dal Decreto Legislativo...

La legge annuale per le piccole e medie imprese (l. 11 marzo 2026, n. 34): sistematicità normativa e profili problematici di una riforma attesa

La legge annuale per le piccole e medie imprese (l. 11 marzo 2026, n. 34): sistematicità normativa e profili problematici di una riforma attesa

Sommario: 1. Inquadramento sistematico: PMI e politica del diritto nell’ordinamento italiano ed europeo – 2. Le misure per...

Abuso di dipendenza economica e abuso di posizione dominante: convergenze applicative e tutela dell’equilibrio nei rapporti tra imprese

Abuso di dipendenza economica e abuso di posizione dominante: convergenze applicative e tutela dell’equilibrio nei rapporti tra imprese

Abstract. Il contributo esamina il rapporto tra abuso di posizione dominante e abuso di dipendenza economica, evidenziando i rispettivi ambiti...

Le nuove frontiere del diritto commerciale: un’analisi sistemica tra tutela della continuità e competitività dei mercati (2025-2026)

Le nuove frontiere del diritto commerciale: un’analisi sistemica tra tutela della continuità e competitività dei mercati (2025-2026)

Sommario: 1. Prologo: La metamorfosi del sistema-impresa tra policentrismo normativo e competitività – 2. La revisione della governance...