
Dall’Imperium all’algoritmo: la lex Rhodia de Iactu come codice sorgente della governance marittima
Dalla dogmatica romana alle autonomous ships: un’analisi di law & economic
Abstract
[ITA] Il presente studio propone una rilettura radicale dell’istituto della Lex Rhodia de Iactu (D. 14.2), trascendendo l’esegesi filologica per approdare a un’analisi funzionale basata sui paradigmi della Law and Economics. La ricerca dimostra come il meccanismo del tributum costituisca una sofisticata risposta istituzionale al fallimento del mercato generato dall’emergenza marittima. Attraverso la formalizzazione della Teoria dei Giochi, la norma viene decostruita come un dispositivo di coordinamento strategico capace di risolvere il “Dilemma del Prigioniero” intrinseco al naufragio, trasformando un gioco a somma zero in un Risk Pooling cooperativo paretianamente efficiente. L’indagine si estende poi in prospettiva diacronica: dall’evoluzione dell’istituto nel Risk Management medievale fino alla moderna Lex Mercatoria (Regole di York-Anversa). Infine, lo studio proietta la prudentia romana nel futuro prossimo, argomentando come la logica distributiva della Lex Rhodia offra il modello ideale di Strict Liability per la regolamentazione delle navi a guida autonoma (Maritime Autonomous Surface Ships – MASS), laddove l’algoritmo sostituisce la discrezionalità umana.
[ENG] This paper proposes a radical reinterpretation of the Lex Rhodia de Iactu (D. 14.2), transcending philological exegesis to arrive at a functional analysis based on Law and Economics paradigms. The research demonstrates that the tributum mechanism constitutes a sophisticated institutional response to market failure generated by maritime emergencies. Through Game Theory formalization, the rule is deconstructed as a strategic coordination device capable of solving the “Prisoner’s Dilemma” intrinsic to shipwrecks, transforming a zero-sum game into a Pareto-efficient cooperative Risk Pooling. The study then extends diachronically: from the institute’s evolution in medieval Risk Management to modern Lex Mercatoria (York-Antwerp Rules). Finally, the study projects Roman prudentia into the near future, arguing that the distributive logic of the Lex Rhodia offers the ideal Strict Liability model for regulating Maritime Autonomous Surface Ships (MASS), where algorithms replace human discretion.
Sommario: 1. Introduzione: L’ontologia del rischio marittimo e la resilienza del modello distributivo – 1.1. Il mare come laboratorio giuridico permanente – 1.2. Dalla “Prudentia” romana al “Risk Management” moderno – 1.3. La sfida contemporanea: L’Algoritmo al timone – 2. L’Ingegneria Dogmatica: La costruzione della solidarietà attraverso la Locatio Conductio – 2.1. La natura giuridica della Communio Incidens – 2.2. Il Magister Navis come Clearing House: processualità del regresso – 3. Esegesi Economica: Il Naufragio come laboratorio di Game Theory – 3.1. Formalizzazione del modello: il fallimento del coordinamento “senza legge” – 3.2. L’intervento della norma: modifica della Matrice ed Equilibrio di Nash – 4. La Path Dependence Istituzionale: Dal Medioevo all’Intelligenza Artificiale – 4.1. L’evoluzione medievale: la Lex Rhodia come strumento di Corporate Risk Management – 4.2. L’Avaria Comune nel XXI secolo: il caso Ever Given – 4.3. Algoritmi di Prudentia: La Lex Rhodia come modello per le Autonomous Ships (MASS) – 5. Conclusioni: L’algoritmo eterno della solidarietà necessaria – 5.1. La Lex Rhodia come “Invariante Giuridica” – 5.2. Oltre la Colpa: il modello romano per l’Era dell’AI – 5.3. Un’Etica Utilitaristica per il Mercato Globale: Il Consortium come imperativo di sopravvivenza
1. Introduzione: L’ontologia del rischio marittimo e la resilienza del modello distributivo
1.1. Il mare come laboratorio giuridico permanente
Il diritto marittimo è, per sua natura, una disciplina di frontiera. Come osservato da Musi [1], esso vive in una tensione dialettica costante tra la stabilità dei principi codificati (de lege lata) e la necessità di adattarsi alle sfide tecnologiche ed economiche emergenti (de lege ferenda). In questo contesto fluido, la proprietà privata (dominium) cessa di essere il monolite assoluto tipico del diritto terrestre. La natura ostile dell’ambiente marino e l’interdipendenza fisica del carico impongono una sospensione delle logiche egoistiche a favore di meccanismi di sopravvivenza collettiva. È qui che si inserisce la Lex Rhodia de Iactu (D. 14.2), un istituto che Söğüt definisce non come una semplice norma, ma come una sinossi completa della governance del rischio nell’antichità [8].
1.2. Dalla “Prudentia” romana al “Risk Management” moderno
Il presente studio non si limita a un’esegesi antiquaria, ma adotta un approccio funzionale e diacronico. La Lex Rhodianon è rimasta immutata nei secoli. Recenti studi storiografici, in particolare di Fusaro, Addobbati e Piccinno [2], hanno dimostrato come l’istituto sia stato il motore primo del concetto moderno di Risk Management. Già nell’epoca dello Ius Commune, come evidenzia Zalewski [3], i giuristi operarono una “interpretazione creativa” della norma rodia, trasformandola da regola emergenziale ex post in uno strumento sofisticato per il calcolo preventivo dei costi d’impresa. Questa evoluzione storica conferma che il meccanismo del tributum (la contribuzione solidale) rappresenta una risposta istituzionale efficiente ai fallimenti del mercato, capace di trasformare l’incertezza radicale del naufragio in un rischio calcolabile e ripartibile.
1.3. La sfida contemporanea: L’Algoritmo al timone
L’urgenza di rileggere oggi la Lex Rhodia nasce dalle sfide inedite poste dalla digitalizzazione del trasporto marittimo. L’avvento delle Maritime Autonomous Surface Ships (MASS) e la progressiva sostituzione del fattore umano con l’Intelligenza Artificiale stanno creando un vuoto normativo critico [7]. Le questioni di responsabilità extracontrattuale (tortious liability) nella navigazione autonoma,
analizzate da Domenighini [10] e Arend [6], mettono in crisi i tradizionali regimi basati sulla colpa (fault-based). Quando un algoritmo prende una decisione di navigazione che causa un danno, il concetto di “negligenza” sfuma.
Il presente lavoro intende dimostrare, supportato dalle tesi di Chen [5] e Mwakisoma [9], che la soluzione più efficiente per la governance delle navi intelligenti risiede in un ritorno al paradigma romano della Risk Distribution. La Lex Rhodia, con la sua logica di Strict Liability distributiva (paga chi beneficia, non chi ha colpa), offre il “codice sorgente” giuridico ideale per regolamentare la navigazione del futuro, garantendo quella sostenibilità economica ed ecologica invocata dalle più recenti analisi di policy marittima [4].
2. L’Ingegneria Dogmatica: La costruzione della solidarietà attraverso la Locatio Conductio
Il genio dei giuristi classici (Servio, Labeone e la sintesi di Paolo in D. 14.2) risiede nella capacità di edificare una struttura di solidarietà obbligatoria utilizzando i mattoni del diritto contrattuale ordinario.
2.1. La natura giuridica della Communio Incidens
La dottrina romanistica si è interrogata sulla natura del vincolo che lega i mercanti imbarcati. Non vi è tra loro una societas (manca l’affectio societatis). Siamo di fronte a una communio incidens (comunione incidentale), generata non dalla volontà, ma dal pericolo (periculum). È il rischio condiviso a creare il diritto. Come osserva Servio, l’equità (aequitas) impone che laddove il vantaggio è comune, comune debba essere anche il detrimento [11], [12].
2.2. Il Magister Navis come Clearing House: processualità del regresso
L’operatività della norma è garantita da un meccanismo processuale triangolare. In assenza di assicurazioni terze, il sistema utilizza il Capitano (Magister Navis) come perno centrale:
Fase 1 (Sacrificio): Il proprietario delle merci gettate agisce ex locato contro il Capitano.
Fase 2 (Ripartizione): Il Capitano agisce ex conducto contro i proprietari delle merci salvate per raccogliere il tributum.
Fase 3 (Compensazione): Il Capitano redistribuisce il gettito al danneggiato.
In termini di economia istituzionale, il Capitano funge da Clearing House (Stanza di Compensazione). Egli riduce i costi di transazione, centralizzando le passività e garantendo l’esecutività grazie allo ius retentionis sul carico salvato [13].
3. Esegesi Economica: Il Naufragio come laboratorio di Game Theory
Per comprendere la portata innovativa della Lex Rhodia, è necessario adottare la formalizzazione della Teoria dei Giochi. Il naufragio si configura come un Gioco non cooperativo a informazione imperfetta.
3.1. Formalizzazione del modello: il fallimento del coordinamento “senza legge”
In assenza di una norma cogente, immaginiamo due mercanti, A e B. Per salvare la nave, è necessario gettare un carico. La matrice decisionale presenta i seguenti payoff:
Strategia Cooperare (C): Gettare il proprio carico.
Strategia Defezionare (D): Non gettare (Hold-out).
Se entrambi scelgono (D, D), la nave affonda: il payoff è catastrofico (-100). Se A sceglie C e B sceglie D, A perde tutto (-100) e B salva tutto (100). B agisce da Free Rider. Poiché ogni agente razionale teme di essere l’unico a sacrificarsi, la strategia dominante è Defezionare. Il risultato è l’equilibrio (D, D): il naufragio. Siamo di fronte a un fallimento del mercato dovuto a costi di transazione infiniti [14], [15].
3.2. L’intervento della norma: modifica della Matrice ed Equilibrio di Nash
L’istituto romano interviene direttamente sulla struttura degli incentivi. Il meccanismo del tributum introduce una regola di redistribuzione ex post. Se A getta il carico (C) e B lo salva (D), la legge impone a B di compensare A. La nuova matrice rende le strategie economicamente indifferenti. Eliminando il vantaggio del Free Rider, la resistenza al getto svanisce. La Lex Rhodia trasforma un gioco a somma negativa in un gioco a coordinamento garantito, generando un Equilibrio di Nash cooperativo che coincide con l’Ottimo Paretiano [18].
4. La Path Dependence Istituzionale: Dal Medioevo all’Intelligenza Artificiale
La validità epistemologica di un istituto si misura sulla sua resilienza. La Lex Rhodia rappresenta un caso di scuola di path dependence istituzionale.
4.1. L’evoluzione medievale: la Lex Rhodia come strumento di Corporate Risk Management
Nelle repubbliche marinare, la norma cessò di essere mera regola emergenziale per divenire la base del Risk Management aziendale [2]. Nelle compagnie genovesi e veneziane, il principio della contribuzione si evolse da meccanismo ex post a strumento di calcolo ex ante per la ripartizione dei costi d’impresa, saldando definitivamente il legame tra rischio marittimo e mutualità assicurativa [3].
4.2. L’Avaria Comune nel XXI secolo: il caso Ever Given
Oggi, il commercio globale è retto dalle Regole di York-Anversa (YAR) [17]. La Regola “A” sull’Avaria Comune è una traduzione moderna del Digesto. La vitalità del meccanismo è emersa nel marzo 2021, quando la portacontainer Ever Given ha bloccato il Canale di Suez. L’armatore ha dichiarato l’Avaria Comune e i proprietari dei 18.300 container si sono visti rifiutare la riconsegna del carico finché non è stata versata una cauzione proporzionale. Senza tale istituto, l’armatore avrebbe affrontato da solo costi per oltre 500 milioni di dollari, rischiando l’insolvenza.
4.3. Algoritmi di Prudentia: La Lex Rhodia come modello per le Autonomous Ships (MASS)
La frontiera ultima della navigazione è rappresentata dalle navi a guida autonoma. L’assenza di un “Capitano” umano rende inefficiente la responsabilità basata sulla colpa (fault-based) [6], [10]. Un’intelligenza artificiale programmata per massimizzare la salvezza della nave opererà scelte utilitaristiche esattamente come il Magister Navis romano. La Lex Rhodia fornisce il modello ideale di Strict Liability distributiva: non si cerca il “colpevole” (l’algoritmo?), ma si ripartisce automaticamente il costo tra i beneficiari. Come evidenziato da Chen [5] e Mwakisoma [9], questa logica è l’unica capace di gestire l’allocazione delle responsabilità in sistemi complessi dove l’agente umano scompare.
5. Conclusioni: L’algoritmo eterno della solidarietà necessaria
5.1. La Lex Rhodia come “Invariante Giuridica”
Al termine di questa indagine, la Lex Rhodia si rivela una “invariante giuridica”. Lo stesso algoritmo di ripartizione del rischio che governava il trasporto del grano egiziano regge oggi le catene logistiche globali. Questa resilienza prova che i giuristi romani avevano intercettato una legge fondamentale: in sistemi ad alto rischio, la proprietà assoluta è un ostacolo alla sopravvivenza.
5.2. Oltre la Colpa: il modello romano per l’Era dell’AI
La proiezione dell’istituto nello scenario delle Autonomous Ships (MASS) ci permette di avanzare una tesi ardita: il diritto romano è più attrezzato della dogmatica ottocentesca per gestire l’AI. Mentre il diritto civile cerca la colpa psicologica, la prudentia romana ragiona in termini di allocazione oggettiva del rischio. Se l’algoritmo agisce per la salvezza comune, tutti devono pagare. È l’unica via per evitare che l’innovazione tecnologica si impantani nel contenzioso sulla responsabilità della macchina.
5.3. Un’Etica Utilitaristica per il Mercato Globale: Il Consortium come imperativo di sopravvivenza
In ultima analisi, la Lex Rhodia de Iactu trascende la sua natura di istituto marittimo per assurgere a paradigma universale di convivenza civile. Essa ci consegna un messaggio politico dirompente: il mercato, abbandonato alle sue sole forze centrifughe, non possiede gli anticorpi necessari per resistere alla catastrofe. L’atomismo competitivo, che celebra l’individuo come monade autosufficiente, fallisce miseramente di fronte alla vis maior. Quando la tempesta infuria, la “mano invisibile” di Adam Smith rischia di diventare la mano di un naufrago se non viene guidata dalla manus ferma del diritto che impone la cooperazione.
La lezione di Paolo e dei giuristi severiani è che la solidarietà non è un lusso etico, né un moto di carità cristiana ante litteram, bensì una necessità strutturale, un imperativo categorico di natura economica. Il tributum — il sacrificio di una parte del proprio patrimonio per rimborsare il danno altrui — rappresenta il prezzo razionale della sicurezza. È il premio assicurativo che la civiltà paga per neutralizzare il caos.
In un mondo contemporaneo esposto a “naufragi sistemici” sempre più frequenti — dalle crisi finanziarie globali alle pandemie, dal collasso delle supply chain all’emergenza climatica — la logica proprietaria esclusiva mostra la sua corda. La pretesa di salvarsi da soli, blindando i propri confini o i propri bilanci mentre la “nave” comune imbarca acqua, non è solo immorale: è, alla luce della Teoria dei Giochi, strategicamente stupida.
Riconoscere nella Lex Rhodia il “codice sorgente” della nostra cultura giuridica significa accettare la profonda verità antropologica che Roma aveva codificato: la vulnerabilità è condizione comune. La grandezza del genio giuridico romano non risiede nell’aver negato la sventura (casus), ma nell’averla trasformata, attraverso la tecnica del diritto, in una formidabile occasione di coesione (consortium). L’etimologia stessa ci illumina: con-sors, “condividere la stessa sorte”. La norma giuridica trasforma la fatalità cieca in un vincolo di fratellanza oggettiva. Essa ci ricorda che, nell’avventura rischiosa della storia — sia essa condotta su galee di legno, su portacontainer d’acciaio o su vascelli governati da algoritmi — la salvezza dell’uno è indissolubilmente, tecnicamente e ontologicamente legata alla contribuzione di tutti.
Dunque, la Lex Rhodia rimane il faro intramontabile di una civiltà che rifiuta la barbarie del “si salvi chi può”. Essa afferma, con la forza tranquilla della ragione giuridica, che l’unico modo per non essere vittime del caso è farsi, insieme, architetti del destino comune.
Bibliografia
Fonti citate (2015-2025)
[1] M. Musi, “New Challenges in Maritime Law: de Lege Lata et de Lege Ferenda,” UNIBO Digital Library, p. 1, Jan. 2015. Available: https://cris.unibo.it/handle/11585/594184
[2] M. Fusaro, A. Addobbati, and L. Piccinno, General Average and Risk Management in Medieval and Early Modern Maritime Business. Palgrave Macmillan, 2023. doi: 10.1007/978-3-031-04118-1.
[3] B. Zalewski, “Creative interpretation of lex Rhodia de iactu in the legal doctrine of ius commune,” Krytyka Prawa, vol. 8, no. 2, Jun. 2016, doi: 10.7206/kp.2080-1084.115.
[4] M. B. Khaskheli, Y. Zhao, and Z. Lai, “Sustainable Maritime Governance of Digital Technologies… in Shipping Risk,” Sustainability, vol. 17, no. 21, p. 9526, Oct. 2025, doi: 10.3390/su17219526.
[5] L. Chen, “Maritime rights, obligations, and liabilities of intelligent ships from the perspective of risk distribution,” Journal of International Maritime Safety Environmental Affairs and Shipping, vol. 7, no. 4, Oct. 2023, doi: 10.1080/25725084.2023.2264566.
[6] A. P. Arend, “Liability and Responsibility in Autonomous Navigation: A Content Analysis,” Ratio Juris, vol. 20, no. 40, p. 203, Apr. 2025, doi: 10.24142/raju.v20n40a8.
[7] M. S. Islam, “Navigating modern era at sea: legal challenges and opportunities of unmanned and autonomous shipping,” AI and Ethics, vol. 5, no. 3, p. 2293, Aug. 2024.
[8] İ. S. Söğüt, “A Synoptic Overview of the Lex Rhodia De Iactu,” Maruhad, Dec. 2017. Available: https://dergipark.org.tr/tr/pub/maruhad/issue/36611/421895
[9] M. P. Mwakisoma and M. Ma, “Tortious Liability for Autonomous Marine Vehicles Collisions: A Suggestive Move from Fault-Based to Strict Liability,” SSRN Electronic Journal, Jan. 2025.
[10] C. Domenighini, “Autonomous inland navigation: a literature review and extracontractual liability issues,” Journal of Shipping and Trade, vol. 9, no. 1, Apr. 2024.
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Marco Bencivenga
PhD in Scienze Giuridiche e Politiche , avvocato, docente. Laureato in Giurisprudenza, in Scienze dell'Educazione, Licenciatura en Derecho, ha conseguito diversi master, corsi di perfezionamento e abilitazioni all'insegnamento. Scrive su diverse riviste scientifiche in materia di Diritto Amministrativo e Storia del Diritto Romano
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