TAR Lazio: conferme sulla non vincolatività delle Linee guida Anac n. 6

TAR Lazio: conferme sulla non vincolatività delle Linee guida Anac n. 6

La prima sezione del T.A.R. Lazio ha pronunciato, in data 1 febbraio u.s., l’ordinanza 517/2018 sul ricorso n. 12633/2017 proposto dall’Associazione nazionale imprese di pulizia e servizi integrati contro l’ANAC, al fine di ottenere l’annullamento delle “Linee guida n. 6, di attuazione del D.Lgs. 18 aprile 2016, n. 50“, nel testo aggiornato con Provvedimento dell’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC) adottato con Deliberazione del Consiglio n. 1008 del 11.10.2017 avente ad oggetto: “Aggiornamento al D.Lgs. 56/ 2017 delle linee guida n. 6, di attuazione del D.Lgs. 50/2026 recanti: “Indicazione di mezzi di prova adeguati e delle carenze nell’esecuzione di un precedente contratto di appalto che possano considerarsi significative per la dimostrazione delle circostanze di esclusione di cui all’art. 80, comma 5, lett. C del Codice” (gravi illeciti professionali commessi dall’operatore economico), pubblicate in G.U. n. 260 del 7.11.2017.

Il tema rilevava in particolare rispetto alle penali comminate alle imprese, le quali secondo ANAC sarebbero idonee ad integrare una inaffidabilità professionale dell’operatore economico, valutabile dalle stazioni appaltanti al fine di decidere in merito all’esclusione di un concorrente.

Il T.A.R. Lazio ha rigettato l’istanza cautelare per insussistenza del periculum, in ragione della natura non vincolante delle Linee guida.

Da ciò discenderà, pertanto, che le imprese non sono obbligate ad indicare in sede di gara nella busta amministrativa le penali comminate dalle Amministrazioni nei contratti passati.

Nell’eventualità in cui, in ottemperanza al dettato delle Linee guida ANAC, l’operatore economico abbia indicato in maniera spontanea le penali ricevute, a ciò la Stazione Appaltante non potrà automaticamente ricollegare una inaffidabilità professionale dell’impresa ed una conseguente esclusione.


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