Scorrimento 1851 Allievi Agenti Polizia di Stato: passa l’emendamento, l’incubo è finito

Scorrimento 1851 Allievi Agenti Polizia di Stato: passa l’emendamento, l’incubo è finito

Finalmente, la tormentata vicenda dello scorrimento 2019 in Polizia di Stato volge alla conclusione con lo scioglimento della “riserva” per via normativa. La Commissione Bilancio della Camera, infatti, con parere favorevole del Governo, ha approvato ieri gli emendamenti presentati dalla maggioranza che sbloccano finalmente la situazione.

Come noto, il T.A.R. Lazio-Roma, con sentenza non definitiva n. 5340 del 20 maggio 2020, in un giudizio patrocinato dall’avv. Giacomo Romano, ha preannunciato che, per la risoluzione della questione, si sarebbe andati in Corte Costituzionale.

Con Ordinanza n. 5547 pubblicata il 26 maggio 2020, poi, il T.A.R. ha sollevato innanzi alla Corte costituzionale ritenendola rilevante e non manifestamente infondata, la questione di legittimità costituzionale dell’art.11, comma 2-bis, lettera b) del d.l. n. 135 del 2018, introdotto, in sede di conversione del decreto legge, dalla legge 11 febbraio 2019, n. 12, nella parte in cui dispone: “purché in possesso, alla data del 1 gennaio 2019, dei requisiti di cui all’articolo 6 del decreto del Presidente della Repubblica 24 aprile 1982, n. 335, nel testo vigente alla data di entrata in vigore della legge 30 dicembre 2018, n. 145, fatte salve le disposizioni di cui all’articolo 2049 del citato codice dell’ordinamento militare” per contrasto con gli articoli 97 e 3 della Costituzione.

L’Ordinanza di remissione degli atti alla Consulta ha inciso profondamente sulla situazione smuovendo le coscienze e innescando – per la prima volta – una risposta seria della politica al punto che, nel giro di qualche giorno, vari emendamenti sono stati formulati al D.L. Rilancio e ieri è arrivata l’approvazione anche della Commissione Bilancio della Camera. L’incubo è finito. Prossima tappa, la votazione finale in Parlamento del DL Rilancio.

Al “Decreto Rilancio” sarà, infatti, aggiunto l’art. 260-bis in sede di conversione in legge. La norma  <<…Al fine di definire i contenziosi insorti con riguardo al possesso dei requisiti di partecipazione…>> espressamente autorizza il Ministero dell’Interno a procedere all’assunzione degli Allievi Agenti della Polizia di Stato risultati idonei alla prova scritta d’esame del 2017 con un punteggio minimo di 8,250/decimi <<…che siano stati ammessi con riserva alla fase successiva […] in forza dei provvedimenti del Giudice amministrativo, ovvero che abbiano tempestivamente impugnato gli atti di non ammissione con ricorso giurisdizionale ovvero con ricorso straordinario al Capo dello Stato tempestivamente e ritualmente proposti, e che i giudizi siano pendenti…>>.

Finalmente, quindi, i nostri Assistiti già idonei alle prove fisiche, psico-fisiche ed attitudinali potranno essere avviati ai corsi di formazione secondo le disponibilità organizzative e logistiche degli istituti di istruzione dell’Amministrazione della pubblica sicurezza, mentre gli Aspiranti del “secondo scorrimento” e tutti quelli che ancora non sono stati convocati alle prove saranno chiamati a visita.

Non è, però, nostra abitudine lasciarci andare a facili trionfalismi e diciamo chiaramente che nel testo approvato ieri in Commissione manca qualcosa, un comma che, invece, era stato inserito nella bozza iniziale dell’emendamento: è sparita, infatti, <<…l’anzianità giuridica…>> a partire dal 29 agosto 2019 (data nella quale gli Aspiranti Allievi Agenti della Polizia di Stato sarebbero già dovuti essere avviati al corso di formazione) ed <<…il trattamento economico dalla data di effettiva immissione in servizio…>>.

Lo Studio continuerà, per questa ragione, a monitorare la situazione ed a tutelare i nostri Assistiti con successive azioni finalizzate ad assicurare il “giusto ristoro” per il tempo perso inutilmente e per i danni che ne sono derivati.

A nostro avviso, infatti, l’emendamento – pur rappresentando un importantissimo punto di svolta – non è completamente satisfattivo delle pretese dei nostri Assistiti poiché rimangono alcuni punti “oscuri” che andranno chiariti al più presto.

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Avv. Giacomo Romano

Ideatore, coordinatore e capo redazione at Salvis Juribus
Nato a Napoli nel 1989, ha conseguito la laurea in giurisprudenza nell’ottobre 2012 con pieni voti e lode, presso l'Università degli Studi di Napoli Federico II, discutendo una tesi in diritto amministrativo dal titolo "Le c.d. clausole esorbitanti nell’esecuzione dell’appalto di opere pubbliche", relatore Prof. Fiorenzo Liguori. Nel luglio 2014 ha conseguito il diploma presso la Scuola di specializzazione per le professioni legali dell'Università degli Studi di Napoli Federico II. Subito dopo, ha collaborato per un anno con l’Avvocatura Distrettuale dello Stato di Napoli occupandosi, prevalentemente, del contenzioso amministrativo. Nell’anno successivo, ha collaborato con uno studio legale napoletano operante nel settore amministrativo. Successivamente, si è occupato del contenzioso bancario e amministrativo presso studi legali con sede in Napoli e Verona. La passione per l’editoria gli ha permesso di intrattenere una collaborazione professionale con una nota casa editrice italiana. È autore di innumerevoli pubblicazioni sulla rivista “Gazzetta Forense” con la quale collabora assiduamente da giugno 2013. Ad oggi, intrattiene collaborazioni professionali con svariate riviste di settore e studi professionali. È titolare di “Salvis Juribus Law Firm”, studio legale presso cui, insieme ai suoi collaboratori, svolge quotidianamente l’attività professionale avendo modo di occuparsi, in particolare, di problematiche giuridiche relative ai Concorsi Pubblici, Esami di Stato, Esami d’Abilitazione, Urbanistica ed Edilizia, Contratti Pubblici ed Appalti.

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