Concorso 559 Allievi Agenti Polizia di Stato: il TAR Lazio accoglie i ricorsi

Concorso 559 Allievi Agenti Polizia di Stato: il TAR Lazio accoglie i ricorsi

Ricorderete certamente le vicende legate al tristemente famoso “concorso truffa” per il reclutamento di 559 Allievi Agenti della Polizia di Stato. Il concorso, già una volta annullato in seguito ad un’indagine penale ancora in corso riguardante la compra-vendita della banca dati da cui attingere per le prove scritte, era stato ribandito dall’Amministrazione la quale, però, è nuovamente incorsa in una miriade di “errori procedurali” fortemente pregiudizievoli della regola dell’anonimato nei concorsi pubblici e della par condicio dei concorrenti.

Basti solo pensare che alla fine della prova scritta i compiti sono stati consegnati avendo ben visibile il codice della prova ed i dati anagrafici dei candidati; l’Amministrazione non ha neanche avuto cura di far inserire le schede risposte in buste sigillate che impedissero la visione dei dati degli aspiranti Poliziotti ai membri della Commissione, compromettendo, così, ogni garanzia di segretezza ed anonimato dei compiti.

Inizialmente, le istanze cautelari erano state tutte rigettate dal T.A.R. Lazio, sede di Roma, ma per coloro che hanno avuto la tenacia e la caparbietà di continuare la battaglia legale, è arrivata finalmente la buona notizia: in sede di merito, il T.A.R. ha accolto le censure ed ha ammesso i ricorrenti alle prove fisiche!

I giudici hanno, infatti, accertato le gravi violazioni dell’anonimato commesse risultando che la Commissione aveva fatto annotare sull’elenco alfabetico dei candidati, accanto al nome di ciascuno di essi, il codice alfanumerico riservato a loro attribuito, codice la cui funzione era appunto quella di consentire solo al termine della prova scritta l’abbinamento della scheda anagrafica con la prova corretta.

Concorso 1.148 Allievi Agenti Polizia di Stato

La decisione costituisce un precedente davvero importante ed esprime pienamente quello che lo Studio sta affermando da tempo nella quotidiana battaglia per la legalità nei concorsi pubblici. Inoltre, crediamo che la decisione avrà delle conseguenze notevoli anche per il successivo concorso bandito dalla Polizia di Stato per il reclutamento di 1.148 Allievi Agenti atteso che anche in quest’ultima procedura sono state commesse identiche illegittimità, già denunciate dallo Studio e sulle quali i Giudici dovranno nei prossimi mesi pronunciarsi.

Pertanto, in maniera convinta e coerente, lo Studio ha già chiesto per tutti i ricorrenti del concorso per 1.148 Allievi Agenti l’ammissione alle successive prove fisiche e non l’annullamento dell’intero concorso per evitare che il rimedio ad una ingiustizia si traduca in una generalizzata e ben più grave ingiustizia per tutti i partecipanti, compresi quelli che si sono utilmente collocati in graduatoria.

Ammonimento per il futuro

Non meno importante l’ammonimento finale dei Giudici: <<La decisione che precede avrà, come ulteriore effetto conformativo, l’onere per l’amministrazione di ripensare, per il futuro, le modalità con le quali espletare le diverse selezioni concorsuali che periodicamente bandisce, individuando forme di somministrazione dei test di prova che siano scrupolosamente rispettose del principio dell’anonimato, onde evitare, per il futuro, di incorrere in consistenti contenziosi, quale quello che ha interessato la procedura per cui è causa, e conseguenti inevitabili pronunce di accoglimento dei ricorsi, le cui pesanti ricadute sulle casse erariali sono facilmente intuibili>>.

Nuovi scenari nel ricorso per 1.148 Allievi Agenti

Recentemente, inoltre, il Consiglio di Stato ha confermato anche la bontà della nostra tesi sull’illegittimità del meccanismo predisposto dall’Amministrazione per l’accesso alle prove fisiche che ha lasciato fuori tantissimi candidati nonostante avessero riportato il punteggio minimo di 6/10 richiesto dal bando. I Giudici hanno affermato che <<le censure poste a sostegno del gravame – attesa la particolarità della procedura concorsuale in esame – necessitano dell’approfondimento proprio della fase di merito al fine di addivenire ad un chiarimento definitivo della portata applicativa dell’articolo 12, comma 1, del bando di concorso e del clausola di cd. doppio sbarramento ivi contemplato>>.

Mai la vittoria è sembrata così a portata di mano. Per questo motivo, lo Studio ha ritenuto opportuno e doveroso riaprire i termini di adesione al ricorso per consentire a tutti coloro che non hanno fatto in tempo di avere la concreta possibilità di coronare il loro sogno di indossare finalmente la divisa.

Tempi e modalità di adesione

Aderire alla nostra azione collettiva è semplicissimo. Basta inviare la documentazione (scaricabile in fondo alla pagina) debitamente scansionata e comprensiva degli allegati all’indirizzo e-mail info@salvisjuribus.it scrivendo nell’oggetto del messaggio “Ricorso Allievi Agenti Polizia”. Per rimanere aggiornato sulle novità clicca Mi piace sulla nostra pagina Facebook.

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Adesioni fino al 31 marzo 2018

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Salvis Juribus – Rivista di informazione giuridica
Ideatore, Coordinatore e Capo redazione Avv. Giacomo Romano
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Avv. Giacomo Romano

Ideatore, coordinatore e capo redazione at Salvis Juribus
Nato a Napoli nel 1989, ha conseguito la laurea in giurisprudenza nell’ottobre 2012 con pieni voti e lode, presso l'Università degli Studi di Napoli Federico II, discutendo una tesi in diritto amministrativo dal titolo "Le c.d. clausole esorbitanti nell’esecuzione dell’appalto di opere pubbliche", relatore Prof. Fiorenzo Liguori. Nel luglio 2014 ha conseguito il diploma presso la Scuola di specializzazione per le professioni legali dell'Università degli Studi di Napoli Federico II. Subito dopo, ha collaborato per un anno con l’Avvocatura Distrettuale dello Stato di Napoli occupandosi, prevalentemente, del contenzioso amministrativo. Nell’anno successivo, ha collaborato con uno studio legale napoletano operante nel settore amministrativo. Successivamente, si è occupato del contenzioso bancario e amministrativo presso studi legali con sede in Napoli e Verona. La passione per l’editoria gli ha permesso di intrattenere una collaborazione professionale con una nota casa editrice italiana. È autore di innumerevoli pubblicazioni sulla rivista “Gazzetta Forense” con la quale collabora assiduamente da giugno 2013. Ad oggi, intrattiene collaborazioni professionali con svariate riviste di settore e studi professionali. È titolare di “Salvis Juribus Law Firm”, studio legale presso cui, insieme ai suoi collaboratori, svolge quotidianamente l’attività professionale avendo modo di occuparsi, in particolare, di problematiche giuridiche relative ai Concorsi Pubblici, Esami di Stato, Esami d’Abilitazione, Urbanistica ed Edilizia, Contratti Pubblici ed Appalti.

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