Ministero della Difesa, indennità di amministrazione non pagata: accolto il ricorso seguito dall’avv. Romano

Ministero della Difesa, indennità di amministrazione non pagata: accolto il ricorso seguito dall’avv. Romano

Nuovo risultato favorevole con il patrocinio dell’avv. Giacomo Romano: il T.A.R. Campania ordina al Ministero della Difesa di eseguire una sentenza rimasta inattuata, disponendo il pagamento dell’indennità di amministrazione, degli interessi e di una penalità per il ritardo.

Con sentenza pubblicata il 19 ottobre 2026, la Sesta Sezione del T.A.R. Campania, Napoli, ha accolto la domanda di esecuzione di un giudicato che aveva riconosciuto il diritto all’indennità per le funzioni svolte presso la Segreteria GIP/GUP del Tribunale Militare di Napoli.

Il Ministero dovrà quantificare, liquidare e pagare quanto spettante entro sessanta giorni dalla comunicazione amministrativa della sentenza o, se anteriore, dalla sua notificazione. È stato inoltre nominato un commissario ad acta per il caso di ulteriore inadempimento.

La vicenda riguarda un diritto riconosciuto da una precedente sentenza definitiva. Nonostante la condanna dell’Amministrazione a liquidare l’indennità nella misura dovuta, con interessi fino al pagamento, il beneficiario non aveva ricevuto le somme spettanti.

Il Ministero aveva eseguito il provvedimento soltanto nella parte relativa alle spese di giudizio. Per l’indennità, invece, erano intervenuti passaggi di atti tra uffici e indicazioni sulle rispettive competenze, senza che risultassero una quantificazione del credito o una disposizione di pagamento.

Attraverso il ricorso per ottemperanza seguito dall’avv. Romano è stata richiesta l’attuazione concreta del giudicato, con l’individuazione delle attività da compiere, l’intervento sostitutivo in caso di inerzia e l’applicazione di una penalità di mora a carico del Ministero.

La difesa ha evidenziato che la documentazione prodotta dall’Amministrazione attestava trasmissioni interne. Nessun conteggio, mandato o pagamento risultava documentato: il diritto riconosciuto dal giudice continuava a rimanere privo di concreta soddisfazione.

Il T.A.R. ha accolto questa impostazione, chiarendo che la spettanza dell’indennità era definitivamente accertata. Restavano da svolgere le operazioni di quantificazione e pagamento, di natura contabile e senza margini di discrezionalità sul riconoscimento del diritto.

Il passaggio centrale della sentenza riguarda la responsabilità dell’Amministrazione condannata. Il Ministero della Difesa resta il soggetto obbligato a eseguire il giudicato: la distribuzione delle attività tra i propri uffici non può essere opposta al creditore né determinare una sospensione indefinita del pagamento.

Il Collegio ha sottolineato che i contrasti interni di competenza devono essere risolti dalla stessa Amministrazione mediante i propri poteri di coordinamento. Le difficoltà organizzative non possono trasferirsi sul cittadino che abbia già ottenuto una pronuncia definitiva a proprio favore.

Il Ministero dovrà acquisire i dati sui periodi di servizio e sulle presenze, determinare l’importo dell’indennità secondo i criteri del giudicato e disporre il pagamento delle somme, maggiorate degli interessi. Gli uffici coinvolti sono tenuti a collaborare all’esecuzione.

Per garantire l’effettività della tutela, il T.A.R. ha già individuato il commissario ad acta nella Ragioneria Territoriale dello Stato di Napoli, nella persona del dirigente responsabile, con facoltà di delega a un funzionario qualificato del medesimo ufficio.

Se il Ministero non adempirà entro il termine assegnato, il commissario potrà essere attivato su istanza della parte ricorrente e dovrà provvedere nei successivi sessanta giorni dalla ricezione della richiesta. L’attività sostitutiva si svolgerà a spese dell’Amministrazione inadempiente.

Un ulteriore risultato riguarda la penalità di mora: il Ministero è stato condannato a corrispondere una somma commisurata agli interessi legali sull’importo complessivamente dovuto, calcolata per ogni giorno di ritardo e aggiuntiva rispetto agli interessi spettanti sul credito.

L’avv. Giacomo Romano assiste nella tutela dinanzi al giudice amministrativo e nei procedimenti diretti a ottenere l’esecuzione delle sentenze. L’esame del titolo, delle notificazioni e delle risposte dell’Amministrazione consente di individuare le iniziative per contrastare l’inerzia.

Chi abbia ottenuto una sentenza favorevole rimasta ineseguita può sottoporre la propria posizione allo Studio, trasmettendo il provvedimento e la documentazione successiva. L’obiettivo è verificare gli obblighi rimasti inadempiuti e attivare gli strumenti necessari alla loro esecuzione.

Come posso ricevere una consulenza gratuita?

È possibile scrivere a info@salvisjuribus.it, indicando nell’oggetto “Esecuzione sentenza e recupero somme dalla Pubblica Amministrazione” per richiedere una valutazione gratuita. Alla richiesta è opportuno allegare la sentenza, le eventuali notificazioni, la corrispondenza con l’Ente e i documenti relativi ai pagamenti ricevuti o ancora dovuti.


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Direttore responsabile Avv. Giacomo Romano
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Avv. Giacomo Romano

Ideatore e Coordinatore a Salvis Juribus
Nato a Napoli nel 1989, ha conseguito la laurea in giurisprudenza nell’ottobre 2012 con pieni voti e lode, presso l'Università degli Studi di Napoli Federico II, discutendo una tesi in diritto amministrativo dal titolo "Le c.d. clausole esorbitanti nell’esecuzione dell’appalto di opere pubbliche", relatore Prof. Fiorenzo Liguori. Nel luglio 2014 ha conseguito il diploma presso la Scuola di specializzazione per le professioni legali dell'Università degli Studi di Napoli Federico II. Subito dopo, ha collaborato per un anno con l’Avvocatura Distrettuale dello Stato di Napoli occupandosi, prevalentemente, del contenzioso amministrativo. Nell’anno successivo, ha collaborato con uno studio legale napoletano operante nel settore amministrativo. Successivamente, si è occupato del contenzioso bancario e amministrativo presso studi legali con sede in Napoli e Verona. La passione per l’editoria gli ha permesso di intrattenere una collaborazione professionale con una nota casa editrice italiana. È autore di innumerevoli pubblicazioni sulla rivista “Gazzetta Forense” con la quale collabora assiduamente da giugno 2013. Ad oggi, intrattiene collaborazioni professionali con svariate riviste di settore e studi professionali. È titolare di “Salvis Juribus Law Firm”, studio legale presso cui, insieme ai suoi collaboratori, svolge quotidianamente l’attività professionale avendo modo di occuparsi, in particolare, di problematiche giuridiche relative ai Concorsi Pubblici, Esami di Stato, Esami d’Abilitazione, Urbanistica ed Edilizia, Contratti Pubblici ed Appalti.

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