
Concorso 3.350 Agenti Polizia Penitenziaria: “vecchi” a 28 anni. Via al ricorso collettivo!
Con decreto del 12 febbraio 2026, il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria ha bandito il concorso per 3.350 allievi agenti (3.048 uomini e 302 donne).
Secondo il bando, possono partecipare solo i militari che non abbiano compiuto 25 anni e i civili che non abbiano superato i 28. Questo significa che chi ha anche solo un giorno in più – pur essendo in perfetta salute, con una forte motivazione e spesso con un percorso formativo mirato – viene escluso senza nemmeno avere la possibilità di dimostrare il proprio valore.
Ci chiediamo: è davvero conforme ai principi costituzionali ed europei che l’accesso a un pubblico concorso sia deciso dalla carta d’identità e non dalle prove selettive?
Lo Stato dovrebbe selezionare i migliori, non i più giovani.
Da anni il nostro Studio Legale si batte contro questo tipo di esclusioni promuovendo ricorsi in tutta Italia. Nel tempo, la giurisprudenza ha disposto ammissioni straordinarie, provvedimenti cautelari favorevoli, ordinanze che hanno rimesso la questione alla Corte costituzionale, e in diversi casi decisioni europee che hanno censurato limiti simili per violazione del principio di non discriminazione.
La recentissima giurisprudenza ci supporta. Il Consiglio di Stato, in materia di limiti di età nei concorsi di polizia, ha infatti recepito i principi affermati dalla Corte di Giustizia dell’Unione Europea: un limite anagrafico è legittimo solo se fondato su dati concreti, oggettivi e proporzionati, che dimostrino che l’età costituisce requisito essenziale e determinante per le funzioni effettivamente svolte.
Non è sufficiente invocare genericamente la natura “operativa” del servizio. Occorre dimostrare, in modo rigoroso, che senza quel limite il servizio sarebbe compromesso.
Non esiste, infatti, incompatibilità automatica tra età superiore ai 30 anni e ruoli operativi nelle Forze Armate o di Polizia. In sintesi: escludere candidati solo per l’età è una scelta ingiusta, irragionevole e spesso illegittima.
L’avv. Giacomo Romano – che ha già patrocinato con successo numerosi ricorsi in materia – sta organizzando un ricorso collettivo per consentire la partecipazione al concorso anche a chi: abbia superato i 25 anni (militari); abbia superato i 28 anni (civili); fino al limite dei 40 anni compiuti. L’obiettivo è ottenere l’ammissione con riserva alla procedura concorsuale e consentire ai candidati di dimostrare sul campo – e non sulla carta – la propria idoneità.
Lo Stato deve selezionare i più capaci, non i semplicemente più giovani. Se l’idoneità si misura con cronometro, prove fisiche, visite mediche e test attitudinali, allora l’età non può diventare un filtro assoluto e preventivo. A 29, 32 o 35 anni non si è “vecchi”. Si è – spesso – più maturi, più motivati e più consapevoli.
Se ti trovi in questa situazione, non rassegnarti: i diritti si difendono!
N.B. Per aderire all’azione collettiva predisposta da Salvis Juribus Law Firm non c’è bisogno di inoltrare la domanda di partecipazione al concorso entro il 18 marzo 2026!
Come aderire al ricorso
Aderire alla nostra azione è semplicissimo. È possibile aderire da tutta Italia inviando la documentazione (scaricabile in fondo alla pagina) debitamente scansionata e comprensiva degli allegati all’indirizzo e-mail info@salvisjuribus.it seguendo attentamente le istruzioni indicate.
***
Adesioni entro le ore 15:00 del 1° aprile 2026
Scarica i moduli di adesione al ricorso cliccando qui
Salvis Juribus – Rivista di informazione giuridica
Direttore responsabile Avv. Giacomo Romano
Listed in ROAD, con patrocinio UNESCO
Copyrights © 2015 - ISSN 2464-9775
Ufficio Redazione: redazione@salvisjuribus.it
Ufficio Risorse Umane: recruitment@salvisjuribus.it
Ufficio Commerciale: info@salvisjuribus.it
***
Metti una stella e seguici anche su Google News
The following two tabs change content below.
Avv. Giacomo Romano
Ideatore e Coordinatore a Salvis Juribus
Nato a Napoli nel 1989, ha conseguito la laurea in giurisprudenza nell’ottobre 2012 con pieni voti e lode, presso l'Università degli Studi di Napoli Federico II, discutendo una tesi in diritto amministrativo dal titolo "Le c.d. clausole esorbitanti nell’esecuzione dell’appalto di opere pubbliche", relatore Prof. Fiorenzo Liguori. Nel luglio 2014 ha conseguito il diploma presso la Scuola di specializzazione per le professioni legali dell'Università degli Studi di Napoli Federico II. Subito dopo, ha collaborato per un anno con l’Avvocatura Distrettuale dello Stato di Napoli occupandosi, prevalentemente, del contenzioso amministrativo. Nell’anno successivo, ha collaborato con uno studio legale napoletano operante nel settore amministrativo. Successivamente, si è occupato del contenzioso bancario e amministrativo presso studi legali con sede in Napoli e Verona. La passione per l’editoria gli ha permesso di intrattenere una collaborazione professionale con una nota casa editrice italiana. È autore di innumerevoli pubblicazioni sulla rivista “Gazzetta Forense” con la quale collabora assiduamente da giugno 2013. Ad oggi, intrattiene collaborazioni professionali con svariate riviste di settore e studi professionali. È titolare di “Salvis Juribus Law Firm”, studio legale presso cui, insieme ai suoi collaboratori, svolge quotidianamente l’attività professionale avendo modo di occuparsi, in particolare, di problematiche giuridiche relative ai Concorsi Pubblici, Esami di Stato, Esami d’Abilitazione, Urbanistica ed Edilizia, Contratti Pubblici ed Appalti.
Ultimi post di Avv. Giacomo Romano (vedi tutti)
- Concorso 3.350 Agenti Polizia Penitenziaria: “vecchi” a 28 anni. Via al ricorso collettivo! - 18 Febbraio 2026
- Concorso 1000 Vice Ispettori PS: “vecchi” a 28 anni. Parte il ricorso collettivo! - 26 Gennaio 2026
- Magistratura onoraria: la Corte costituzionale boccia il limite dei 10 anni di anzianità - 25 Gennaio 2026







