Oltre l’emergenza sanitaria: la “crisi” del linguaggio giuridico

Oltre l’emergenza sanitaria: la “crisi” del linguaggio giuridico

L’emergenza sanitaria da Covid-19, sebbene abbia innescato numerose problematiche, si è rivelata l’occasione adatta per affrontare talune questioni che, al di fuori dell’epidemia, non avrebbero mai trovato terreno fertile.

Una di queste attiene alla circolazione di linee guida, dalla configurazione più varia, relative sia alla diagnosi e alla cura della malattia sia all’assunzione di comportamenti volti a prevenire il contagio nei luoghi di vita e di lavoro.

La diffusione delle suddette ha sollevato numerose perplessità. In particolare, le questioni più “calde” riguardano: l’adozione delle stesse in contesti differenti e l’individuazione dei soggetti (o organi) legittimati alla produzione di esse. Sotto il primo profilo, appare ovvio che dall’impiego delle linee guida in ambiti diversi (sanitario e giuridico) ne discenda un serio problema a livello contenutistico, tale da generare scompigli difficilmente ordinabili.

Per quanto concerne, invece, l’identificazione dei soggetti legittimati all’elaborazione delle linee guida, è sentita la necessità di limitare la legittimazione solo a circoscritte categorie di soggetti. Alla luce di tale realtà, l’operato del giurista mira a perseguire un duplice obiettivo: scovare valide soluzioni al fine di evitare un’eventuale confusione relativa all’impiego di uno stesso termine dalle varie sfumature e prestabilire dei criteri standard tali da favorire la rilevazione degli operatori autorizzati alla produzione delle linee guida (la formulazione delle stesse da parte di soggetti non qualificati arrecherebbe, senza alcun’ombra di dubbio, grossi rischi).

Oltre a tali questioni, la cui venuta a “galla” non ha di certo recato sorpresa, nelle recenti pronunce giurisprudenziali più volte è stata marcata l’inferiorità delle linee guida rispetto ad ulteriori fonti del diritto, nonché di fronte alla stessa decisione dell’organo giudicante.

A fronte di dette considerazioni, sembra lecito avanzare dei dubbi in ordine all’osservanza delle stesse, tenendo conto anche del fatto che l’espressione racchiude atti e documenti di natura eterogenea.

Una risoluzione delle questioni delineate appare necessaria non solo in ragione della situazione attuale, di per sé già fortemente critica, ma anche al fine di evitare di rimandare le medesime in un tempo non precisato che potrebbe rilevarsi ormai tardivo.

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Dott.ssa Luana Leo

Laureata in Giurisprudenza presso l’Università del Salento discutendo una tesi sulla crisi di famiglia. Borsista dell'Alta Formazione di Diritto Costituzionale presso l'Università del Piemonte Orientale, è studiosa di diritto costituzionale e autore di pubblicazioni in codesto ambito. Si occupa di tematiche attinenti alla sfera familiare, ai diritti fondamentali e alle dinamiche istituzionali.

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