Concorsi Forze Armate: illegittima l’esclusione per la presenza di tatuaggi

Concorsi Forze Armate: illegittima l’esclusione per la presenza di tatuaggi

Capita spesso che, nelle procedure concorsuali per il reclutamento di unità nelle Forze Armate o nei Corpi di Polizia, candidati meritevoli ed in possesso di tutti i requisiti richiesti dall’Amministrazione vengano esclusi ingiustamente dalla selezione a causa della presenza di un tatuaggio di piccole dimensioni.

Infatti, per legge, la presenza di tatuaggi è una circostanza neutra che acquista, tuttavia, una sua specifica valenza, ai fini della esclusione dall’arruolamento, quando essi siano collocati <<sulle parti del corpo non coperte dall’uniforme>>, ovvero siano per natura o sede <<deturpanti>> o <<indice di personalità abnorme>>.

Tatuaggio su parte del corpo non coperta dall’uniforme

Non basta che il tatuaggio sia visibile per legittimare un’esclusione. La visibilità del tatuaggio, per i Giudici, deve presentare una certa evidenza, oppure deve determinare l’impossibilità del tatuaggio di essere coperto indossando ogni tipo di divisa. In altre parole, un provvedimento di esclusione per la presenza di un tatuaggio necessita di una adeguata e corposa motivazione specialmente quando i tatuaggi siano parzialmente visibili soltanto con la divisa estiva utilizzabile solo per attività interne alla sede di servizio!

Tatuaggio “deturpante” o “indice di personalità abnorme”

Anche in questo caso, l’Amministrazione, nel procedere all’esclusione dal concorso di un candidato portatore di un tatuaggio, deve dare piena contezza del carattere deturpante del suddetto tatuaggio, non essendo sufficiente la mera riproduzione della disposizione regolamentare. La presenza di un tatuaggio va valutata caso per caso, al fine di verificare se il tatuaggio possa comunque rappresentare, se non un indice di abnormità della personalità, comunque un motivo di non decoro per il Corpo armato.

Infatti, oramai si ritiene il tatuaggio non più in contrasto con il prototipo di figura istituzionale, il che rende irragionevole e sproporzionata, rispetto alle finalità della disciplina di riferimento, un provvedimento di esclusione dal concorso.

Pertanto, in questi casi l’Amministrazione deve motivare meglio la propria decisione di dichiarare inidoneo un soggetto che ha dimostrato di poter superare tutte le difficili prove di accesso e che possiede solamente un piccolo tatuaggio coperto parzialmente dalla divisa.

Sappiamo bene che, purtroppo, esclusioni del genere continuano a capitare, ma sono sempre più chiaramente abusi. Per questi motivi, se ritieni di aver subito un’esclusione ingiusta a causa della presenza di un tatuaggio, contatta subito il nostro Studio legale.

Come aderire al ricorso

Aderire alla nostra azione collettiva è semplicissimo. Basta inviare la documentazione (scaricabile in fondo alla pagina) debitamente scansionata e comprensiva degli allegati all’indirizzo e-mail info@salvisjuribus.it scrivendo nell’oggetto del messaggio “Ricorso Esclusione Tatuaggio Polizia”. Per rimanere aggiornato sulle novità clicca Mi piace sulla nostra pagina Facebook.

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Adesioni entro 60 (sessanta) giorni dal provvedimento di esclusione

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Avv. Giacomo Romano

Ideatore, coordinatore e capo redazione at Salvis Juribus
Nato a Napoli nel 1989, ha conseguito la laurea in giurisprudenza nell’ottobre 2012 con pieni voti e lode, presso l'Università degli Studi di Napoli Federico II, discutendo una tesi in diritto amministrativo dal titolo "Le c.d. clausole esorbitanti nell’esecuzione dell’appalto di opere pubbliche", relatore Prof. Fiorenzo Liguori. Nel luglio 2014 ha conseguito il diploma presso la Scuola di specializzazione per le professioni legali dell'Università degli Studi di Napoli Federico II. Subito dopo, ha collaborato per un anno con l’Avvocatura Distrettuale dello Stato di Napoli occupandosi, prevalentemente, del contenzioso amministrativo. Nell’anno successivo, ha collaborato con uno studio legale napoletano operante nel settore amministrativo. Successivamente, si è occupato del contenzioso bancario e amministrativo presso studi legali con sede in Napoli e Verona. La passione per l’editoria gli ha permesso di intrattenere una collaborazione professionale con una nota casa editrice italiana. È autore di innumerevoli pubblicazioni sulla rivista “Gazzetta Forense” con la quale collabora assiduamente da giugno 2013. Ad oggi, intrattiene collaborazioni professionali con svariate riviste di settore e studi professionali. È titolare di “Salvis Juribus Law Firm”, studio legale presso cui, insieme ai suoi collaboratori, svolge quotidianamente l’attività professionale avendo modo di occuparsi, in particolare, di problematiche giuridiche relative ai Concorsi Pubblici, Esami di Stato, Esami d’Abilitazione, Urbanistica ed Edilizia, Contratti Pubblici ed Appalti.

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