Concorso 220 Commissari PS 2026: “vecchi” a trent’anni. Via al ricorso collettivo!

Concorso 220 Commissari PS 2026: “vecchi” a trent’anni. Via al ricorso collettivo!

È stato pubblicato il nuovo bando per il concorso pubblico, per titoli ed esami, per il conferimento di 220 posti di commissario della Polizia di Stato. Per la settima volta consecutiva il bando contiene una odiosa discriminazione con riferimento all’età minima necessaria per prendere parte alla selezione.

Anche per il 2026, tra i requisiti richiesti, l’Amministrazione ha confermato la previsione secondo cui i candidati devono <<…non aver compiuto il 30° anno di età…>>, con possibilità di elevazione fino a tre anni per i militari. Nessun limite d’età è invece previsto per gli appartenenti alla Polizia di Stato, mentre per il personale dell’Amministrazione civile dell’interno il tetto è fissato a 35 anni.

Una disparità che questo Studio ha più volte denunciato, ritenendo tale previsione ingiusta, illogica e priva di fondamento costituzionale ed eurounitario, con l’evidente intento di estromettere migliaia di candidati meritevoli, considerati – paradossalmente – “troppo anziani” a soli trent’anni.

Sin dal 2019, lo Studio ha ottenuto importanti vittorie giudiziali su questo fronte. Sia con riferimento ai concorsi indetti nel 2023nel 2024 che con riferimento al concorso indetto l’anno scorso (2025) i Giudici amministrativi hanno, infatti, riconosciuto le ragioni dei ricorrenti, disponendone l’ammissione alla procedura concorsuale.

È stato, in particolare, affermato che: «…deve essere accolta l’istanza cautelare, disponendo l’ammissione, con riserva, dei ricorrenti alla presentazione e alla successiva valutazione della domanda di partecipazione al concorso in esame…».

Del resto, pure la Corte UE ha dichiarato illegittimo il limite d’età di trent’anni. I Giudici europei, infatti, hanno affermato che allo stato degli atti non appare giustificato il limite dei 30 anni per poter diventare Commissario di Polizia in Italia. Infatti, la Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha ritenuto sproporzionato tale limite a fronte dell’esigenza espressa dal Ministero dell’Interno di adeguata formazione ed esperienza da raggiungere per ricoprire un ruolo per il quale l’età pensionabile è comunque fissata a 61 anni, come avevano già rilevato i Giudici nazionali.

In attuazione di tali principi, il Consiglio di Stato – con una recentissima sentenza del gennaio 2026 – ha accertato, all’esito di una articolata istruttoria, che l’uso della forza fisica non costituisce «…parte normale ed integrante delle mansioni del commissario della Polizia di Stato…» e, conseguentemente, ha ritenuto illegittimo il limite anagrafico di 30 anni, evidenziandone il carattere discriminatorio e sproporzionato, con contestuale annullamento della relativa disciplina regolamentare. La stessa pronuncia ha altresì sottolineato come tale limite incida negativamente sul principio di massima partecipazione ai concorsi pubblici, senza che ciò sia giustificato da reali esigenze organizzative.

Nonostante tale quadro giurisprudenziale, l’Amministrazione ha nuovamente previsto il medesimo requisito anagrafico, riproponendo una disciplina già ritenuta incompatibile con i principi nazionali ed europei.

Il bando di concorso che intendiamo impugnare, allora, rappresenta dunque l’ennesima dimostrazione di un atteggiamento arrogante e ostruzionista da parte del Ministero dell’Interno, il quale, anziché conformarsi alle sentenze, persevera nell’adozione di criteri che limitano l’accesso al pubblico impiego in violazione dei principi di eguaglianza e meritocrazia.

Lo Studio non intende tirarsi indietro di fronte a questo abuso ed annuncia l’avvio dell’ennesima battaglia di legalità contro il Ministero dell’Interno. Il ricorso sarà patrocinato dall’avv. Giacomo Romano, che vanta una consolidata esperienza nel contenzioso in materia di concorsi per commissari della Polizia di Stato e protagonista delle principali iniziative giudiziarie che hanno consentito l’ammissione di numerosi candidati ingiustamente esclusi per ragioni anagrafiche (es. la nota vicenda dei 1.851 Allievi Agenti della Polizia di Stato).

Tutti coloro che, pur avendo superato i 30 anni di età, non abbiano ancora compiuto i 40 anni e si trovino esclusi dal concorso unicamente per tale ragione possono rivolgersi al Giudice per reclamare idonea tutela e prendere parte alla selezione.

Lottate per i vostri diritti e non arrendetevi di fronte agli abusi.

 

N.B. Per aderire all’azione collettiva predisposta da Salvis Juribus Law Firm non c’è bisogno di inoltrare la domanda di partecipazione al concorso entro il 20 maggio 2026!

Come aderire al ricorso

Aderire alla nostra azione è semplicissimo. È possibile aderire da tutta Italia inviando la documentazione (scaricabile in fondo alla pagina) debitamente scansionata e comprensiva degli allegati all’indirizzo e-mail info@salvisjuribus.it seguendo attentamente le istruzioni indicate.

***

Adesioni entro le ore 15:00 del 10 giugno 2026

Scarica i moduli di adesione al ricorso cliccando qui


Salvis Juribus – Rivista di informazione giuridica
Direttore responsabile Avv. Giacomo Romano
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Avv. Giacomo Romano

Ideatore e Coordinatore a Salvis Juribus
Nato a Napoli nel 1989, ha conseguito la laurea in giurisprudenza nell’ottobre 2012 con pieni voti e lode, presso l'Università degli Studi di Napoli Federico II, discutendo una tesi in diritto amministrativo dal titolo "Le c.d. clausole esorbitanti nell’esecuzione dell’appalto di opere pubbliche", relatore Prof. Fiorenzo Liguori. Nel luglio 2014 ha conseguito il diploma presso la Scuola di specializzazione per le professioni legali dell'Università degli Studi di Napoli Federico II. Subito dopo, ha collaborato per un anno con l’Avvocatura Distrettuale dello Stato di Napoli occupandosi, prevalentemente, del contenzioso amministrativo. Nell’anno successivo, ha collaborato con uno studio legale napoletano operante nel settore amministrativo. Successivamente, si è occupato del contenzioso bancario e amministrativo presso studi legali con sede in Napoli e Verona. La passione per l’editoria gli ha permesso di intrattenere una collaborazione professionale con una nota casa editrice italiana. È autore di innumerevoli pubblicazioni sulla rivista “Gazzetta Forense” con la quale collabora assiduamente da giugno 2013. Ad oggi, intrattiene collaborazioni professionali con svariate riviste di settore e studi professionali. È titolare di “Salvis Juribus Law Firm”, studio legale presso cui, insieme ai suoi collaboratori, svolge quotidianamente l’attività professionale avendo modo di occuparsi, in particolare, di problematiche giuridiche relative ai Concorsi Pubblici, Esami di Stato, Esami d’Abilitazione, Urbanistica ed Edilizia, Contratti Pubblici ed Appalti.

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